Stai affermando che non c’è niente di mistico nelle tradizioni, quindi Buddha si è seduto a meditare 16 ore al giorno per tot anni per creare un’istituzione in grado di controllare la società? Mi sembra assurda come cosa
Ma che cos’è un’ utopia per te? Avere quello che vuoi? Vivere sommersi in una vasca di endorfine per sentirsi perennemente felici?
No, sto dicendo che le grandi storie come quelle di Gesù, Maometto o il Buddha si sono sviluppate e sono sopravvissute fino a oggi perchè avevano un preciso scopo nella società. Tendiamo a pensare che fossero personaggi unici e irripetibili e a prenderli alla lettera, ma come facevano gli animisti o i greci o i romani con le loro divinità, tutte le grandi storie che prima venivano tramandate oralmente e poi con i testi, hanno attraversato periodi di sviluppo, cambiamento, mitizzazione, adattamento della simbologia, perchè fortemente significativi e utili a uno scopo. Cioè sono storie, non sono “la storia”. Tu veramente credi che Gesù sia risorto dopo tre giorni? O che la madonna sia rimasta incinta per grazia divina? Le grandi religioni sono sapienza antica messa per iscritto, una sapienza piena di simboli usati allo scopo di tramandare un codice di condotta e una morale.
Il diluvio universale esisteva dal tempo dei Babilonesi che erano politeisti, è stato riscritto e interpretato in chiave monoteista. Nel Corano ci sono gli stessi profeti che ci sono nella Bibbia.
I martiri, i santi, i profeti, gli apostoli, i protagonisti delle parabole, sono tutti simboli che servivano per raccontare un significato preciso. Nessuno prende questi racconti alla lettera, si interpretano per studiare il significato che c’è sotto.
Il Buddha (come Gesù o Maometto) magari è esistito veramente, anche se la sua stessa esistenza è dibattuta, ma non si può prendere alla lettera ciò che ci dice di lui il Buddhismo, corrisponde appunto a credere che Gesù camminava sulle acque. La sua esistenza, se è esistito, è stata mitizzata e codificata in quanto simbolo molto potente che racconta una storia molto forte, necessaria a colmare un vuoto spirituale, a soddisfare il terrore esistenziale, a trasmettere morale alle masse.
Poi non sto dicendo che le grandi religioni siano nate come strumento di controllo, lo sono diventate pian piano con le istituzioni che si sono formate, e inoltre il Buddhismo non è neanche considerabile una religione quindi si differenzia un po’ dal Cristianesimo o dall’Islam in questo.
Quindi anche se l’origine dei messaggi antichi poteva avere uno spirito filantropo, ciò non toglie che il loro sviluppo è avvenuto per soddisfare scopi precisi ed esigenze precise, non è successo “perchè si”.
Un’utopia in questo caso potrebbe essere un mondo senza esagerate disuguaglianze e senza guerre. Tutte cose professate da praticamente tutti i messaggi religiosi antichi.
Ci sono pagine su FB di gente uscita dalla Soka Gakkai e raccontano storie aberranti, ti fanno letteralmente il lavaggio del cervello e sono gente solo all’apparenza innocua, ci sono persone che sono uscite di testa o si sono ammazzate a causa della Soka, c’è poco da scherzarci.
Comunque io ho vissuto in semi-isolamento per 2 mesi senza alcun contatto fisico umano ed è stato distruttivo per la mia psiche, ci ho messo quasi un anno per riprendermi, la solitudine è veramente una brutta bestia.
la politica buddista tanto sarà “suca la minchia” letteralmente, spiritualmente, materialmente. Insomma il tibet insegna e infatti la migliore cosa che sia successa al tibet sono stati i carri armati comunisti cinesi
puoi cominciare con “metropoli e la vita dello spirito” di Simmel che è breve ed anticipa 99,9% tutte le problematiche “urbane” che si manifestano oggi. L’approccio alla tematica è di tipo sociologico quindi l’approccio migliore
tutte le storie di grandi pensatori portano a persone che sfruttano la loro immagine per fare soldi
la fuori è pieno di coglioni e i coglioni vanno sfruttati cit. Wanna Marchi
Sulla solitudine vedo la differenza tra chi come me è nato in una grande città e chi in un paese, la differenza è abissale, nel paese tutti amici anche dopo tanto tempo, della mia città non mi ricordo di nessuno.
il mio modo per combattere la solitudine e’ stato trovare persone affini a me stesso.
si che sono complesse… però pensare che non ci sia mai passato nessuno è sbagliato e pensare che si risolvano in uno schiocco di dita è ancora più sbagliato.
io ho avuto per due volte due persone diverse che mi hanno tolto dal buco dove mi ci ero ficcato, stare da soli nella tua confort zone ti da l’illusione di stare bene, maledettamente bene, anche se ti rendi conto di stare male.