Eppure nel mio piccolo devo dire che non è sempre una minchiata.
Esempio: un mio collaboratore (ha fatto la cover per due miei libri e ha curato gli inserti fotografici) è stato coinvolto in uno scandalo internazionale e accusato di truffa, vendita di beni contraffatti etc. Mi hanno chiesto dichiarazioni sul fatto e io ho rifiutato pensando “oddio che figura di merda!” e in fin dei conti anche perché non ne sapevo un cazzo, ma vabbhe
Cmq poi alla fine sono usciti diversi articoli dove si menzionava il fatto che tizio aveva fatto questo e quello per i miei libri.
Risultato? BOOM di vendite.
Non voglio entrare troppo nello specifico ma avevo seriamente figura di un backfire micidiale. Perché le foto nei miei libri (fatte da lui) potevano TEORICAMENTE essere dei prodotti contraffatti che era stato accusato di aver venduto. Quindi in qualche modo ero lambito anche se era lui sotto il mirino.
Ah, perfetto, una risposta completa; capirai, nessuna meraviglia un’infelice combinazione sociale di razzismo diffuso e classismo strutturale potesse risentirsi nel vedere di uno dei loro personaggi storici di riferimento possa essere rappresentata da una persona africana.
Tra l’altro vedere il Ministro delle Antichità citare, se la citazione fosse puntuale, l’estinzione della linea reale tolemaica come le origini della civiltà egiziana, parole sue, in effetti mi lascia un poco interdetto su cosa effettivamente lo crucci così fastidiosamente, ma dubito sia l’accuratezza storica della produzione.
No, è che esistono proprio delle teorie assurde in giro.
Esempio, ci sono alcune toerie che affermano che i romani e tutti i popoli italici fossero in realtà bianchi come i wasp, e che gli attuali italiani siano solo figli degli “schiavi dei romani”, e per questo sono così scuri.
Ora, a parte la stupidità di fondo propriamente americana di credere che ogni schiavo debba perforza essere nero , quando la più grande riserva di schiavi/dediticci era il barbarium germanico, cosa diresti di un documentario che appoggia questa teoria?
E ne abbiamo anche una simile per la stessa grecia, per dire.
Ora, abbiamo pure le teorie opposte, ovvero l’afrocentrismo, che fondamentalmente nega l’esistenza dei popoli nord africani.
E nel caso specifico insistono sul fatto che gli abitanti attuali dell’eggitto NON SIANO VERI EGIZIANI, il quali erano sub sahariani. A loro andrebbro ascritte tutte i traguardi della civiltà egiziana, a loro tutte le glorie: gli egiziani attuali sarebbero solo degli usurpatori, discendenti degli schiavi bianchi mischiati con la nobiltà nera.
Ora, come nel primo caso immaginario, è giusto che un documentario che dia credito a queste teorie desti scalpore.
Bho io di fronte a queste vicende ho solo un enorme punto di domanda in testa tipo quest giver dei MMORPG.
Per me si risolverebbe tutto un bel test del DNA obbligatorio così tutti ci rendiamo conto che siamo un miscuglio inestricabile di antenati che hanno scopato alla grande tra gente diversa :) E spero che si siano divertiti.
Questa polemica fatta da un docente qualsiasi di storia avrebbe avuto peso, soprattutto (visto ora!) dal momento in cui la serie è pubblicizzata come docudrama appoggiato da interviste a storici. Quindi è propinata come qualche cosa di più di tutte le altre serie “storiche” del cazzo che si sono avvicendate in questi ultimi 10 anni. Ma questa critica ha un sapore razzista. Non riesco a non notarlo.
Pero’ è Neflix, quindi non so che cosa i si aspetti. Sono quelli di High Score, un documentario sui videogiochi che ha detto più cazzate del mio collega in un normale giorno di sportello
E qui sta il punto. Avete i mezzi per capire perché hanno messo una figura “sbagliata” come rappresentante del personaggio storico? Sì.
Potete guardare o meno la serie? Sì.
Potete pure disistallare Netflix dallo smartphone se proprio non riuscite a non premere il bottoncino? Sì.
Che Netflix sia ultraliberal e se ne strafreghi di qualsiasi ortodossia vada oltre ad il loro credo spero sia arcinoto, a quel punto se avete le vostre credenze ve le potete giocare continuando a pagarli o meno. Easy as that.
Si ma non dirlo a me che sono ancora convinto (nel 2023) del sacro diritto del consumatore di dire “col cavolo che io consumo questo prodotto che mi fa schifo al cazzo!”
Di High Score ho visto una sola puntata e ho lasciato ad amici abbastanza competenti l’onere di elencarmi le minchiate. Visto che ci tenevano a vederlo tutto
Di questo cleopatra vedrò i primi 10 minuti per capire se può interessarmi o no (dubito) e non sarà il colore dell’attrice a spingermi da una parte o dall’altra.
La domanda di fondo è un altra. È giusto che una major americana faccia una documentario sulla storia di un popolo sicuramente più povero e con maggiori problemi del target di netflix, e la falsifichi per accontentare il suo target?
Secondo me assolutamente no, è la solita tracotanza americana rivolta verso i più deboli.
io vorrei solo far presente che sta serie è il pet project di jada pinkett smith, che è palesentemente mentalmente instabile.
A parte fare cleopatra nera, che è cringissimo e gli egiziani fan bene a lamentarsene (è docu-qualcosa? dovrebbe essere almeno vagamente corretto), sarà pieno di vaccatone da cima a fondo.
Ma l’errore di base è credere al fatto che sia un “docudrama” con mille mila espertoni intervistati per fare le cose fatte-per-bene!
Questo è il loro marketing, ma chiunque con due dita di esperienza in materia di produzioni di serie tv (in particolare netflix) sa che sono parole vuote. Cascarci dopo n serie una più stronza dell’altra (che possono piacere eh, possono essere divertenti e magari girate bene con bei costumi, attori fighi e sexy, ma NON sono MAI - anche se promesso - qualche cosa che si avvicina a un documentario o comunque una fonte attendibile di informazioni) è un errore da principianti.
Chiamala pubblicità ingannevole o come vuoi tu, ma è da quando sono bambino e la cartoleria sotto casa mi aveva promesso che la macchinina “camminava sulle pareti e sul soffitto” non ci casco più. Certe promess si sa che non possono essere mantenute. Una serie tv per tutti al massimo ha una patina di simil-realistico, ma sotto è tutto un casino :D
Vuoi fare un documentario? fai un documentario e fallo bene.
Vuoi fare una serie? falla divertente e che si guardi senza passare all’autofagia per lo stress derivato dal fatto che ci hanno promesso la serie tv super realistica abbiamo chiamato degli esperti è come andare al museo di Torino!
ps: e per tornare a High Score, quello era un documentario, ma era da far cadere barba, capelli e palle a terra. Lì si che erano imperdonabili perché dovevano solo documentarsi un filo di più prima di spendere tutti quei soldi per una produzione vuota di sostanza e piena di minchiate.
No è OT, ma sono cose che sarebbe bastato un minimo di ricerca o anche solo due telefonate per non cascarci.
Tra l’altro - questo lo racconto perché IMHO è in topic con la cleopatra nera - High Score fu al centro di numerose polemiche per un errore particolare. Si trattava della puntata uno nella quale parlano della “nascita della console a cartuccia” attribuendone la paternità a Jerry Lewson, ingegnere afroamericano della Fairchild.
La notizia era sbagliata per più di un motivo: le console a cartuccia esistevano già da un bel po. Il nome tecnico esatto è “console a cartuccia programmabile o ROM” e la differenza non è da poco perché le cartucce precedenti avevano dentro un chip intercambiabile e non programmabile. Il Fairchild Channel F invece ha una CPU e la cartuccia ha una ROM con il codice da eseguire. Insomma è una console moderna a tutti gli effetti.
Al di la dell’errore lessicale, Lawson non è il padre della cartuccia. I padri sono due altri ingegneri: Lawrence Haskel e Wallace Kirschner. Il secondo inventa l’idea della cartuccia con la ROM e crea il progetto, il primo scrive il codice. A sistema pronto lo fanno vedere in giro e - tra gli altri - lo mostrano a Lawson che capisce quanto sia geniale e convince la Fairchild a comprare il brevetto e produrre la console di cui poi sarà responsabile dello sviluppo.
Nel documentario Haskel e Kirschner non esistono. Lawson fa tutto da solo. Idea sua, progetto suo.
Molti notano l’errore e presto internet si spacca in tre grossi gruppi:
quelli che notano l’errore e dicono che costava poco per menzionare i due dicendo che Lawson ci ha messo la faccia, ha corso il rischio e alla fine ha creato un prodotto commercializzabile partendo da un prototipo abbozzato;
quelli che dicono che l’errore è voluto e un ammiccamento agli afro americani e che Haskel e Kirschner sono stati rimossi perché bianchissimi
quelli che hanno attaccato i tizi 1) e 2) dicendo che la serie va bene così e che cercare il pelo nell’uovo è da razzisti per togliere merito a Lawson che è il vero padre delle “console a cartuccia”
Ecco il gruppo 3 sbaglia di sicuro per quanto detto sopra sul problema della definizione di console a cartuccia.
Cmq questo per dimostrare cosa? Bho a sto punto ho le idee confuse pure io quel che è certo è che se fai un docuemntario DEVI essere fedele e preciso. Se fai una docuserie su netflix è come se avessi la licenza di sparare cazzate (IMHO). Se guardi una docuserie su Netflix hai troppo tempo a disposizione. Vai a lavorare barbone!
ma io penso che quando hai dichiarazioni della creatrice che dice “l’ho fatta nera così mia figlia ci si può rispecchiare” penso cada qualunque tipo di possibile difesa.
non fai un docu-niente per farci rispecchiare tua figlia
questo poi farà capire pure in che direzione andrà a parare la serie.
In tal caso esistono 2 possibili spiegazioni al comportamento delle produzioni cinematografiche, quindi questo approccio è commercialmente pagante oppure esiste un serio problema di supervisione rispetto agli interessi privati riguardo gli sceneggiatori rispetto alla dirigenza; me se, come forse più probabile, a livello di risposta di mercato le scelte di controversia fine a se stessa fossero economicamente soddisfacenti tanti auguri all’indignazione, che comunque rimane talmente effimera da essere con ogni probabilità inconsequenziale nel quadro più ampio.
Ma fin quando negli Stati Uniti si combatterà una guerra d’influenza per il modello rappresentativo della società, e considerando la loro dimensione economica e sociale, chiunque e qualunque argomento ci andrà di mezzo.