Il nostro rapporto coi classici

Boh, Delitto e Castigo è uno dei miei libri preferiti, per non parlare de Il Maestro e Margerita :asd:
Per me è tipo la Corazzata Potemkin, che poi scopri che dura un’ora e un quarto

L’ho fatto diverse volte :asd: non l’ho fatto con I Demoni, sono andato in vacanza dopo aver finito il primo libro e quando sono tornato non riuscivo più a capire niente :asd:

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Beh, Faranheit 451 e 1984, il Nome della Rosa (e non solo questi) li ho letti.

Quando parlo di classici penso a Flaubert, a Victor Hugo, Tolstoj, Verga, Quasimodo, Svevo, Milton, Goethe, etc.
La categoria è in effetti sconfinata e sfumata, alcuni romanzi classici me li sono letti anche volentieri, ma la sensazione di pesantezza è spesso lì abbarbicata in posizione anti-scimmia.

Tra quelli letti (su cui posso quindi esprimere un parere) prendiamo ad esempio il Nome della Rosa, visto che lo hai citato: la vicenda dei monaci è intrigante e mi ha preso, ma in mezzo al testo ci sono delle paludi di digressioni storiche che mi hanno lasciato agonizzante. Le ho sempre trovate pesanti, fuori posto ed eccessive.

So che l’autore ha la tendenza a sbrodolare la sua megacultura nei romanzi (e c’è chi lo ama per questo), ma a me pupparmi 10 pagine sull’eresia dolciniana proprio non è andato giù.

e saltala.

chi ti ferma? chi ti controlla? :asd: