I film che trattano il pubblico come imbecilli

Dopo aver finito di vedere Jack Ryan: Ghost War (Amazon Prime) mi sono sentito un po’ come se mi avessero derubato di qualcosa. Non e’ un feeling nuovo quando si parla di film e mi son messo un attimo a rifletterci.

Dialoghi che ripetono le stesse informazioni tre volte, scene d’azione nei primi cinque minuti prima ancora di sapere che cazzo sta succedendo, plot twist spiegati esplicitamente nel momento stesso in cui accadono…

Mi son messo a vedere un attimo online e Matt Damon, in un’intervista di gennaio, ha descritto questa cosa come una direttiva esplicita di Netflix: mettere qualcosa di grosso nei primi cinque minuti perche’ gli spettatori sono probabilmente sul telefono mentre guardano, e ripetere la trama piu’ volte nel dialogo per lo stesso motivo.

La cosa interessante, però, non e’ che le piattaforme si adattino al pubblico distratto. E’ che lo fanno mentre finanziano anche i lavori piu’ ambiziosi e difficili degli ultimi anni. Adolescence, The Irishman, Marriage Story sono tutti prodotti Netflix. La stessa piattaforma che usa l’algoritmo che ti suggerisce il prossimo film prima che finisca quello che stai guardando ha anche prodotto alcune delle cose piu’ interessanti degli ultimi tempi.

Il paradosso vero e’ un altro: il pubblico che va al cinema, quello che ha pagato il biglietto, organizzato la serata, scelto attivamente quel film, e’ esattamente il pubblico che i grandi studios mi pare ignorano di piu’. I blockbuster e i franchise non sono fatti per loro: sono fatti per il pubblico casuale che va convinto a uscire di casa con campagne pubblicitarie da centinaia di milioni. Lo spettatore impegnato viene dato per scontato proprio perche’ “tanto viene comunque”.

L’unica eccezione che ho notato e’ A24 ha dimostrato che si può fare altrimenti anche in sala: Hereditary, Everything Everywhere All at Once, The Brutalist non sono film per pubblico distratto imho, eppure hanno funzionato commercialmente.

La differenza e’ che A24 ha costruito un modello attorno a quel pubblico invece di trattarlo come variabile irrilevante.

Quindi: il cinema ci tratta da idioti perche’ siamo diventati spettatori peggiori, o siamo diventati spettatori peggiori perche’ il cinema ci ha abituati a fare meno fatica?

Nella mia faticosissima ricerca di un po’ piu’ di punti di vista sono inciampato in due articoli molto belli da leggere tra l’altro, ma in inglese ovviamente.

https://web.archive.org/web/20191202104130/https://www.nytimes.com/2019/11/04/opinion/martin-scorsese-marvel.html

Vorrei evitassimo i classici “ah si, marvel bad”, si lo sappiamo, il punto non e’ quello, ci son sempre stati i flick low brain power.

Sta cosa la vedo anche nei film non da salotto comunque. L’ultimo film di Spielberg arriva predigerito, coi personaggi che riassumono le scene o le loro intenzioni, gli story beat che arrivano a rallentatore, le cose importanti visivamente messe a favore di camera per tempi ENORMI etc etc. Poi vabbé la storia era ripugnante but that’s beside the point, è un film che ti insulta.

L’ultima volta che mi sono sentito con l’insegnante di recupero è stato il penultimo Avatar dove i personaggi riassumevano vocalmente gli stati d’animo degli altri personaggi e dove c’è un setpiece finale che dura quaranta minuti ma che poteva durarne tre e sottintendere il resto.

Fermo restando che non guardo molti film nuovi, però ad esempio contrario i due Dune di Villeneuve sono assolutamente perfetti a mostrare, raccontare multidisciplinarmente e a prendersi il loro tempo pur adattando libri impossibili, ce la fa lui e non ce la fa Spielberg o il film di netflix con la storiaccia per invalidi civili?

4 Likes

Prometheus, mai visto una sceneggiatura più insulto verso il pubblico

1 Like

Io mi ricordo un film ispirato mi pare a libri e personaggi di Virginia Woolf, dove c’erano tipo vite/storie parallele, la regia si soffermava su oggetti specifici all’inizio e alla fine di ciascuna sequenza per boh farti lo spiegone visuale di cosa era collegato con cosa.

Mi ha proprio lasciato l’impressione tipo “ma allora mi considerate un demente, se sentite il bisogno di mettere le bricioline di pollicino vaffanculo al regista”.

Edit: era The Hours.

Mi sento preso per il culo quando fanno fare lo spiegone a qualche personaggio che spiega ad un oltre quello che già sa “As you know, Bob…” invece di integrare quell’informazione in modo naturale nella storia, è un modo pigro e sciatto di raccontare storie al pubblico. Terrificante.

Poi vabè personalmente mi da fastidio ogni volta che puntano un’arma in qualsiasi film e l’arma fa “ciak ciak” come se la scarrellassero porco chi so io :mad: :rotfl:

nolan

4 Likes

ma infatti i vari produttori di film da salsa sono peggiori in generale, forse non era chiaro nel primo post ma oramai è più facile trovare film che azzardano nello streaming che nelle sale.

È fuori di testa sta cosa. Cioè, lo è dal punto di vista di una persona con un cervello. Dal punto di vista economico ha perfettamente senso perché i film in sala devono reggersi in piedi “da soli” mentre quelli che stanno su una piattaforma di streaming alla fine sono solo “parte di una offerta”.

Si può vedere di fare una sorta di lista tra film a scivolo (quelli con i multispiegoni) e i film “interpreta te” con relativo budget?
Potrebbe esserci una correlazione. Molto budget-non può fallire-deve essere capito da tutti-spiegoni.
Bisogna inserire anche il regista, ci sono registi ormai attrattivi che gli spettatori “vado a vedere l’ultimo di Villeneuve” (pronunciato rigorosamente in francese con tono dimesso roteando un calice di vino rosso) (bei film comunque) che la gente non ci capisce una sega o il 10% e dice bellissimo anche se non ha capito più o meno nulla e ha percepito solo le foto belle pulite e ben composte.
Ci sono registi che “chi cazz è questo” a cui mollano un budget grosso e devono portare il risultato a casa: film scivolo.
Ci sono anche quelli convinti di essere attrattivi che ormai fanno film egoriferiti in cui non si capisce un cazzo e basta (Refn) ma tanto se la cantano e se la suonano da soli come trademark.

Ma ci sarebbe da interrogarsi se effettivamente le cose vengano capite anche con gli spiegoni perché forse talvolta non bastano manco quelli.
Alla fine vedo molto più manifestazioni di ego nella critica comune più che critica vera (dico che è una merda così sono quello che ci capisce, dico che è un capolavoro che ha fatto cagare a tutti per lo stesso motivo)
Difatti questa pulsione all’irradiare il proprio interiore si manifesta nel commentare qualunque cosa, sempre.

Mi sa che ho divagato.

Forse chi guarda i film é diventato più scemo e servono tutte ste cagate, ma io ho la netta impressione che quelli diventato più scemi sono quelli che i film li scrivono, non sono proprio capaci e l’abisso con il passato al netto della nostalgia è una voragine.

Da lì la scusa che il pubblico è scemo e gli devi fare lo spiegone quando in realtà semplicemente ad Hollywood sono diventati così cani e cagne che non sanno più rispettare una regola base del cinema fatto bene “show don’t tell”

1 Like

Minchia ciro che passa da Lol su cinema sono tutti monocoli :dentone: a Omg che rabbia mi fanno questi film che mi trattano da stupido :mad:, ma allora c’è speranza per tutti

1 Like

Io non ci vedo nessuna differenza da un Hollywood menor ecente dove lo show not tell è usato nella maneira più idiota possibile.

Carrellata sul salotto, sequenza sulle foto di famiglia, dove si vede il protagonista in divisa, il protagonista con la famiglia, la foto del figlio.

e con questa scena ci siamo risparmiati di dover fare una caratterizzazione del personaggio :cool:
cambierà giusto che ora è considerato safe dichiarare pubblicamente come funzionino i focus group e cosa emerga, che dice cose in linea con la sociologia contemporanea.

È comunque più cinema che farti lo spiegone :asd:

Sì ma rimane un “mi esimo dal raccontare” (perché in questo caso ci pensa l’identità collettiva a raccontare: padre di famiglia, pickup nel parcheggio della casa di suburbia ecc.ecc.), perché probabilmente per la storia che sto raccontando è meglio fare appello a quella che farmi raccontare qualcosa.

Ma il cinema deve principalmente raccontare per immagini, quindi se io ti faccio vedere qualcosa che solo “vedendo” mi permette di spiegarti, ho fatto il mio lavoro. Poi che profondità abbia il tutto dipende

Beh, mica è lo show not tell il problema in sé, è l’uso becero.
Che al massimo per me è indicazione di quanto sia peggiorato l’engagement dello spettatore standard, però per me quel che dice Crius in apertura non è una situazione eccezionalmente brutta, è una situazione brutta anello di una catena, fatta di anelli simili: è sempre stata una gara al ribasso man mano che il cinema è diventato più abitudine che esperienza.

2 Likes

cmq per me il problema più grosso è che i film sono diventati delle clip per youtube in seuqenza, dove viene buttata nel cesso ogni logica, ogni consecutio temporum, lo spiegone è quasi una conseguenza perchè se fai succedere “cose a caso” nel film, completamente slegate tra loro, ad una certa devi avere qualcuno che prova a rimettere insieme i pezzi

poi non ho neanche tutti gli strumenti sinceramente per dirti perchè il cinema di oggi fa più cagare rispetto al passato e film belli sono ormai una rarità, e con film belli non intendo il film impegnato di nicchia che “sti cazzi”, parlo dei blockbusteroni , che erano dei carrozzoni anche al tempo ma dei carrozzoni fatti bene o cmq fatti meglio di oggi.

2 Likes

non lo famo ma lo dimoooo

:asd:

Sni. Il cinema ha diversi mezzi che dire “deve raccontare per immagini” e’ un po’ limitante. A meno che non intendi con immagini evocate?

Io personalmente comunque ho trovato bizzarra (per usare un termine amato da Char) il fatto che la produzione cinematografica sia appiattita incredibilmente come qualita’, perche’ per poter rientrare di costi, oggi come oggi, deve tirare dentro un pubblico che non ha particolare interesse nel considerare il cinema come arte.

E’ una cosa che mi ha fatto partire una scintilla per il parallelismo che vedo nei vg che sono il media su cui invece ho piu’ interesse e cultura personale. Il parallelo e’ inquietante (cinema - vg tripla A per farla molto semplificata).

C’e’ tanto “fastidio” (non mi piace usare “odio” in liberta’) verso le piattaforme di streaming ma se oggi sparissero, avremmo una scena cinematografica incredibilmente povera salvo rare eccezioni (vedi A24).

Sarei curioso di sentire come la vive quell’utente che ora non ricordo che mi pare lavori nell’ambiente.

Edit: @RennyManJr

Hanno fatto svariati test sul pubblico che sta nelle sale (soprattutto negli USA) e si sono accorti che molta gente letteralmente non capisce un cazzo tra due scene, anche se queste sono distanziate tra di loro meno di 30 minuti, da lì nascono sti spiegoni del cazzo o i mega zoom per fare notare un particolare che poi sarà fondamentale in seguito.

Quindi si, da una parte il pubblico americano si è ancora più rincoglionito rispetto al passato, con la soglia di attenzione scesa sotto le scarpe, dall’altra i registi che si sono venduti il culo per seguire questo trend invece che fare il film che decidono loro
Purtroppo sta diventando una tendenza dominante e il livello di qualità è ulteriormente scesa, abbiamo film lunghissimi che non raccontano un cazzo

2 Likes