Giorno del ricordo

Il punto è semplice, se questo fosse un giorno per ricordare le vittime civili innocenti sarebbe tutto facile.

Però per molti questo è soprattutto il giorno per ricordare quanto cattivi fossero i partigiani comunisti titini e anche quando fossero cattivi i loro amici partigiani comunisti italiani.

Sai il problema è che è stata proprio la propaganda di destra a dare alle foibe questa connotazione di pulizia etnica andando a gonfiare oltre misura il numero di morti.
Ma se esci da questo schema e vai a vedere, le cifre sono molto più contenute e non si tratta di gente “che stava a casa sua”, ma spesso di collaboratori molto volenterosi e quindi cade il castello di carte della pulizia etnica e piuttosto si può parlare di resa dei conti.
Brutto?
Bhe la guerra fa schifo.
Ma faccio fatica a mettere sullo stesso piano chi governa col pugno di ferro per sei anni una nazione conquistata illegalmente (diremmo oggi) e chi quando vince, va a cercare i responsabili e li mette al muro.
No anzi, altro che fatica. Non siamo sullo stesso piano e basta.

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Vi racconto una storia. (Vediamo se riesco a non autodoxxarmi.)

Io sono per un ottavo slava. I miei nonni materni sono furlani, e la madre di mia nonna (mia bisnonna) era originaria di quella che al momento della sua nascita era Austria-Ungheria, dopo la prima guerra è diventata Italia, dopo la seconda Yugoslavia, adesso è Slovenia.

I genitori della mia bisnonna un giorno, prima della seconda guerra, se ne stavano tranquilli in casa quando dei militari sono entrati dentro e hanno chiesto, in italiano, se avessero visto qualcosa di sospetto. (Nella zona erano attivi dei partigiani comunisti.)

Il mio trisnonno non parlava italiano. Ha detto “Scusi?” in sloveno, e come risposta si è beccato una fucilata.

Ecco, quelli che fanno fatto quello sono il tipo di gente che è finita nelle foibe, e non mi sento triste neanche un po’.

Poi ovviamente ci sono andati di mezzo dei civili innocenti, e per loro sì che mi dispiace. Ma bisogna fare un distinguo: sono stati vittime di un crimine, non di un genocidio.

io sono favorevole al giorno del ricordo ma quelli che lo celebrano e poi storcono il naso sul 25 aprile, tipo alcuni presidenti di senati a caso, devono andare un po’ affanculo imho

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@whitetiger non ho mai parlato di genocidio, al massimo di massacro, ma è tanto diverso uccidere 100 innocenti da ucciderne 1000?

non è che fossero santi, in guerra non ce ne sono, ciò non toglie che le vittime civili meritano di essere ricordate

quindi sono 3.000+ collaborazionisti uccisi (se non sbaglio è il numero minimo confermato) e 200.000+ collaborazionisti esiliati (ho tolto i 40.000-50.000 slavi anti-comunisti), non sapevo che la RSI avesse tutti sti effettivi nel 1944-1945

di nuovo, non penso che tutta questa gente fosse collaborazionista


poi stavo pensando che ci sia da fare attenzione nel ragionamento “i massacri dei titini furono diretta conseguenza di quelli fascisti”
le colpe dei fascisti sono gravissime e innegabili, ma ci sarebbero anche degli approfondimenti da fare sulla situazione di quei territori tra il dominio veneziano e quello austro-ungarico

il passaggio tra spiegare un determinato evento e giustificarlo è molto breve perchè si tende a interrompere la catena degli eventi nel momento che si trova più congeniale, perciò utilizzando questo nesso causale troncato si potrebbe dire che il colonialismo è conseguenza diretta della lotta ai corsari barbareschi, che hanno provocato un crescendo di reazioni nelle nazioni europee

e che i curdi meritano la repressione turca, perché hanno partecipato attivamente al genocidio armeno

andando avanti così arrivi ai cosiddetti “coglioni di Abramo”

Ok, ma rileggi quello che ho scritto. Li riscrivo più chiaramente: l’impressione è che a qualcuno interessi più ricordare negativamente i carnefici piuttosto che ricordare con compassione le vittime.

Detto questo, chiaramente andrebbero ricordati, e sarebbe più facile se non ci si montasse intorno un teatrino politico.

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Sarebbe anche piu facile se la stragrande maggioranza della gente buttata nelle foibe non si fosse macchiata di delitti nei sei anni precedenti, ma vabbhè.

Non è difficle dai: ripetiamo insieme “quasi tutti i corpi ritrovati erano di soldati italiani e tedeschi”. Non riesco proprio a spargere lacrime per un soldato di un esercito di occupazione che viene liquidato dagli insorti, tanto più che nelle foibe facevano sparire i cadaveri dei soldati uccisi durante la guerra. Come si fa a parlare tranquillamente di vittime innocenti?

E ci risiamo. La narrativa dei revisionisti punta proprio a mettere tutti i morti nello stesso calderone. No. Non è accettabile.
Un fascista/nazista che occupa un paese e che fa parte delle forze che reprimono lo stesso, macchiandosi di delitti sistematici per anni, non merita le stesse lacrime e le stesse commemorazioni di chiunque altro. Con questa chiave di lettura da decenni si dice che i poverini altoatesini di via rasella alla fine non erano soldati e farli saltare per aria è stato crudele e anche da incoscienti perché poi i tedeschi si sono incazzati e hanno fatto la strage.
Un soldato di occupazione e un partigiano non saranno mai allo stesso livello, anche se fanno gli stessi crimini. Mai.

Continui a puntare su ste vittime civili. Peccato che quando si è andato a scavare, sono saltati fuori quasi solamente militari o cmq agenti della repressione che tanto civili non sono (ci vuole molta ipocrisia per schedare come civile un agente di polizia del regime che, pur non appartenendo ufficialmente alle forze armate, ci ha dato dentro assai nell’ammazzare e torturare).

La parte in cui i civili italiani hanno sofferto è stato l’esodo, ma guarda che anche se tendiamo a ricordarcelo, ci fu un simile esodo anche dalla libia e dall’etipia. Per loro niente giorno della memoria. Spiace.

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Ieri è stato il “Giorno del ricordo”.

E visto che, in realtà, mi sembra che non tutti ricordino bene l’intera faccenda, forse è utile fare un po’ di chiarezza.

Nel 1941, l’Italia di Mussolini invade la Jugoslavia e si annette una parte del suo territorio: le attuali Slovenia e Croazia (ci furono anche annessioni subito dopo la prima guerra mondiale ma i fattori maggiormente scatenanti furono proprio le annessioni del '41).

Gli invasi vengono obbligati a parlare in italiano e a sottomettersi al fascismo.

I dissidenti sono fucilati oppure mandati nei campi di concentramento italiani (Arbe, Gonars, Monigo, Renicci e via dicendo - sì, esistevano anche i campi di concentramento italiani, anche se non ne parla mai nessuno).

Furono mandate nei campi poco meno di 15.000 persone.

Circa una su dieci, tra quelle persone, morì lì dentro per denutrizione o malattie.

“I battaglioni fascisti si distinguono in particolare per la crudele malvagità, distruggendo, devastando, incendiando villaggi e città, assassinando vecchi, donne e bambini, superando in crudeltà le stesse orde tedesche” (Enzo Misefari)

La ex Jugoslavia, alla fine della guerra, contò circa 1 milione e mezzo di morti su 16 milioni di abitanti (per capire le proporzioni: la seconda guerra mondiale, in Italia, provocò circa 300.000 morti in tutto, su 45 milioni di abitanti).

Ci odiavano, insomma, e avevano tutte le ragioni per farlo.

Noi eravamo gli aggressori, gli invasori, loro le vittime.

Ecco, partiamo tenendo ben presente questo.

Non ce l’avevano con noi in quanto “italiani”, come è stato scritto in un delirante comunicato del Miur, il parallelismo con la Shoah è semplicemente ridicolo, ce l’avevano con noi in quanto invasori, omicidi, saccheggiatori.

Le foibe furono l’orrenda reazione a tutto questo da parte dei titini.

Ed è più o meno inutile specificare che chi sminuisce o, addirittura, gioisce di una cosa simile, sia solo un povero imbecille.

Ma la storia andrebbe sempre raccontata tutta, perché siamo un paese in cui la gente ha la memoria storica di un pesce rosso.

E chi ritiene di poter utilizzare le foibe per una sorta di grottesca “par condicio” da affiancare all’olocausto e alle leggi razziali, quando, al tempo stesso, diserta il 25 aprile reputandolo “divisivo”, di base è solo un pagliaccio fascista.

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L’unica ricostruzione attendibile e non politicizzata sull’argomento è quella fatta dal prof. Raoul Pupo.

La commemorazione non è piena di “se” e “ma”. Piuttosto viene usata proprio per comparare gli eccidi del nazifascismo ad altri, quasi a voler mettere in equilibrio la bilancia.
Alla destra frega solo questo. Vogliono solo aver modo di dire “non siamo solo noi i cattivi”.
E’ questo che fa schifo.

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io continuo a ribadire che a conti fatti è giusto ci sia un giorno del ricordo perché ognuno ha diritto a ricordare i propri morti, l’unica cosa è che se applicassimo lo stesso metro dovremmo avere almeno 60 “giorni del” per ogni porcata fatta dagli eroi di quelli che celebrano il giorno del ricordo

Tipo questi signori a Varese che stranamente han scelto un modo folkloristico di celebrarlo

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Ecco, perfetto, non avevo letto tutto il topic.

100 % d’accordo

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@xEnd3r ancora, io sono d’accordo con te…cosa pensi? che ritenga un vile attentato terroristico l’omicidio di Heydrich? ma manco per sbaglio, hanno fatto un favore all’umanità

però continuo a dire che il fatto di aver ucciso ANCHE civili inermi (è documentato che sono stati uccisi familiari in assenza del “ricercato”) e costretto una moltitudine di persone ad andarsene è stato un atto di violenza non giustificabile

riguardo gli esodi dai territori coloniali il discorso è diverso: iniziarono già durante la guerra e per le forze politiche “interessate” credo che siano meno importanti come leva, perchè sono territori coloniali e non dello stato “centrale” e non c’è il nemico rosso

però siccome la storia mi piace, non è che mi siano ignoti questi “altri” esodi

@Hinderburg non conoscevo, ho recuperato un paio di lezioni sull’argomento, molto piacevole e illuminante

@RoMZERO l’uso che se ne fa ho già scritto che non mi interessa, purtroppo la politica smerda tutto
vedi il post di @Chimay, quella gente cosa pensi che commemori? io e loro non stiamo sullo stesso piano e manco voglio immaginare di esserci

aggiungo che non ho manco pensato di mettere in confronto olocausto e le foibe, questa roba la lascio a quelli della foto di Varese

Io ti credo senza problema alcuno, ma purtroppo chi ha voluto per forza istituire questa giornata e l’ha fatta propria, è partito proprio con quell’intento, cercando di riscrivere la storia credendo di potersi riscaquare la faccia raccontando solo quello che gli fa comodo.

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Purtroppo si è passati dalla sinistra che aveva fatto sparire la cosa dai libri di storia alla strumentalizzazione totale da parte della destra.
A Trieste ci sono dei politici della minoranza slovena nostalgici di Tito che dicono delle cose aberranti e vogliono far contare le ossa dentro le foibe sostenendo che i morti fossero pochissimi…
Per cui si è resa necessaria la ricerca di uno storico che sia super partes, preparato e affidabile

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ma figurati se la sinistra aveva il potere di far sparire qualcosa dai libri di storia :asd:

Malga porzus e foibe non sono mai entrate nei libri di storia per tantissimi anni, se hai un riscontro diverso posta pure i paperz

non certo per il “potere” della sx :asd: ma perche’ faceva comodo un po’ a tutti.

se vuoi puoi leggere questo, da “la civilta’ cattolica’” per cui puoi immaginare il bias anticomunista. e infatti, nonostante si dia addosso al cattivissimo Togliatti, si dice anche che De Gasperi e lo Stato Italiano erano in difficolta’, tra le altre cose, per via della lista di criminali di guerra fascisti che la Yugoslavia chiedeva di poter processare, molti dei quali erano stati riassorbiti dall’esercito italiano e alcuni erano parti dello stato. Dimenticare le foibe e’ stata la merce di scambio per nascondere sotto il tappeto i crimini efferati del nostro esercito durante l’occupazione.
in piu’, in campo internazionale, Tito ruppe con Stalin e l’occidente fece di tutto per portarlo nella propria orbita in ottica di lotta antisovietica, per cui non stava bene accusarlo di pulizia etnica :asd:

in sostanza tutti avevano interesse a dimenticare, tranne le famiglie dei poveretti che ci sono andati di mezzo

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