Fai anche tu la musica con Suno.ai [inb4 napster 2.0]

ah sì gli step è una delle prime cose che ho aumentato e, facendo varie prove, alla fine ero arrivato alla stessa conclusione, ossia che qualsiasi cosa tra 25 e 50 è un buon valore.

In tutto questo mi chiedo…ma che ne sarà dei compositori che sbarcano il lunario proponendo brani qua e là? Per i live (per me unica anima autentica della musica, quella vera) non cambia niente, però sul resto la vedo dura per la filiera produttiva.

ti faccio rispondere da Mark the Hammer, youtuber polistrumentista dotato di un incredibile talento musicale e ormai musicista professionista da quando J-Ax l’ha notato su youtube e se l’è preso nella sua band.

l’ha pubblicato la settimana scorsa :asdlode:

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Ho “provato” la stornellata con la versione V5…

non mi pare che (a parte recensire i diversi servizi musicali) sto video dica molto in realtà

per quello che vedo io, chi ascolta la musica in maniera attiva difficilmente si appassiona all’ai perche’ considera la musica una forma d’arte che non può prescindere dall’artista (la storia, il background, il percorso, il messaggio)

una canzone fatta con l’ai puo’ essere orecchiabile ma non e’ arte

mio figlio è cascato di testa su una tela e l’ha squarciata ma non e’ fontana perché non c’è consapevolezza in quello che faceva, cosi’ come un insieme di bit messi in fila in maniera random da un algoritmo non hanno niente dietro che regga ad un ascolto piu’ adulto o ragionato

detto cio’ per la maggioranza delle persone la musica non è arte ma intrattenimento quindi se gliela swappi con suno non se ne accorge, ma tanto e’ gente che gia’ oggi non spende un euro per la musica a prescindere da suno

certo che se io fossi uno che di lavoro scrive jingle o musica da supermercato, mi troverei un nuovo lavoro

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è vero, in questo video non fa spiegoni e da quasi tutto per scontato, ma non è la prima volta che affronta l’argomento.

cmq la realtà è che ormai non c’è scampo per i piccoli musicisti e nemmeno per quelli emergenti, o quantomeno è ancora più difficile di quanto già non lo fosse prima dell’IA. ad esempio, lui è diventato il chitarrista professionista che è ora grazie ai suoi video youtube che erano dei tutorial ironici per comporre e produrre un brano di qualsiasi genere musicale senza talento (ovvero senza saper suonare nemmeno uno strumento), video che ovviamente solo chi ha talento musicale è in grado di realizzare, ma ormai sono video superati da suno & c., la gente manco perde più tempo dietro ai software per fare musica, scrive 2 cazzate di prompt e si diverte a sentire cosa esce dall’altoparlante.

ma la cosa è molto più profonda, tolta la musica dal vivo che per fortuna rimarrà umana, un musicista oggi per vivere ti compone e produce il jingle pubblicitario, la sigletta, le colonne sonore nei film, tutte skill che sono già diventate praticamente inutili: nessuno chiamerà più marco arata se ha bisogno di un “assolone di chitarrone”, se lo farà fare dall’IA.

boh non lo so, non penso marco arata faccia statistica eh, per me non e’ un musicista, e’ uno youtuber che suona

d’accordissimo sul fatto che il ‘mestiere’ di musicista avra’ sempre meno sbocchi ma (magari mi illudo) penso che l’arte sia qualcosa che l’umanità cercherà sempre e gli llm non facendo arte non andranno mai a colmare quel vuoto

se poi significa che il musicista dovra’ tornare a fare l’imbianchino di giorno e a suonare in sala prove/bar di periferia di notte non lo so ma non mi sembrerebbe nemmeno un gigantesco problema

Tenendo un attimo da parte la questione su che fine farà l’arte (argomentone enorme su cui non ho ancora le idee chiare), il discorso di fondo che fa marco arata (e su cui mi trovo d’accordo) è che il settore musicale in questo momento è forse quello dove si sente più forte l’impatto dell’IA, un po’ come l’industria musicale fu quella che per prima e più di tutte venne colpita dall’arrivo di napster, emule e soci 25 anni fa.

In effetti, sebbene anche il settore delle arti visuali (foto, disegno, animazioni, ecc.) sia stato impattato (penso per esempio a chi guadagnava vendendo immagini e video stock), non c’è ancora e probabilmente non ci sarà mai un CinemaGPT.com dove tu dici all’IA “voglio rivedermi Pulp Fiction ma questa volta la parte di Vincent Vega voglio che la reciti Alvaro Vitali” e quella ti restituisce Pulp Fiction uguale identico però con Vitali al posto di Travolta.

non c’è per un semplice motivo: la vista è il nostro senso principale e più acuto… li il cervello ti funziona meglio e lo freghi di meno quindi mettere in piedi sistemi così complessi (anche se il recente video di Cruise e Pitt che si menano ha fatto scalpore) deve valere la candela.

L’audio è diverso, la gente ne fruisce in modo spesso passivo e non ne ha ne coscienza ne conoscenza. Lo prende così come è.

Molti andranno a casa? molto probabile, la musica sarà in mano all’AI. No.

L’Ai sarà uno strumento come un altro, verrà utilizzato ma non riuscirà mai a “suonare” gli strumenti come un artista vorrebbe, immagina solo un bend su un assolo di una chitarra elettrica è una cosa che è totalmente in mano al chitarrista e che può cambiare da una take ad un’altra per svariati motivi ma che ogni volta avrà qualcosa di unico. La gente riesce a percepire le variazioni melodiche in modo distinto ma il resto rimane un buco nero che ti smuove solo se è qualcosa che ti tocca.

I Marco Arata, comunque, avranno tanto lavoro in futuro perché i live non scompaiono e i musicisti sul palco servono.

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Si concordo praticamente su tutto, però appunto tolta la musica dal vivo (e le lezioni private di musica), non è che rimangono molti altri spazi di guadagno per un musicista al giorno d’oggi, l’IA sta finendo di mangiarsi tutto il loro già ristretto spazio di manovra.

Il che è un gran peccato, perché suonare è divertente e fa stare bene tutti, sia chi suona sia chi ascolta.

il mondo della musica come quello di qualsiasi settore artistico è un mondo “falso” (spiego). Da sempre ce la fa una piccolissima percentuale. Per uno che riesce migliaia falliscono questo da sempre Ai o non AI… Ma quello che ti viene proposto è sempre quello che ce la. Chi prima non ce la faceva magari, invece di fare una sana autocritica, trovava scuse. Quella che andava per la maggiore era che i posti a scaffale erano pochi e le case discografiche dovevano scegliere. Adesso abbiamo spazio infinito e puoi saltare la casa discografica, risultato? Uguale.

Non cambierà un cazzo. Chi sa fare musica per il mercato continuerà a farla. Chi sa suonare live continuerà a farlo… L’unica cosa che cambia è che chi tira fuori 2 brani con Suno si “sentirà” un musicista.

ma qualcuno ha gia preso i testi di sanremo 2026 per farli cantere alle IA?

ci avevo pensato, magari clonando le voci di chi la canta, sarebbe fattibile.

è arrivato anche Google (in realtà sperimentava musica generata da anni, ricordo i primi papers)

cmq di questa IA musicale c’è una cosa che mi impressiona più di tutte, il fatto che queste rete neurali sono in grado di estrarre dalla musica che ascoltano per addestrarsi gli stessi pattern che il nostro cervello riconosce in quello che ascoltiamo.

intendiamoci, è la stessa identica cosa che succede con il testo e le immagini, ma a livello sonoro questa cosa personalmente la noto di più e ogni volta mi lascia a bocca aperta.

ho provato a far suonare l’inno di agorà a uno famoso per il suo talento con la chitarra, stando ben attento nel prompt a non nominare mai direttamente l’artista o qualche cosa che potesse ricondurre direttamente a lui, ma esclusivamente descrivendo a parole lo stile chirarristico (uso pesante di feedback, wha wha, bending esagerato ecc) e il tipo di canto da usare nel ritornello.

cazzo è lui :asdlode:

non carica l’audio

fai refresh, dopo qualche secondo dovrebbe partire

Penso a quel mondezzaio del festival di Sanremo. AI o non AI il risultato cambia poco. Sempre di copia e incolla parliamo. Amore cuore e arrivi tra i primi 10.

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io da quando ho memoria ricordo sanremo come una manifestazione fine a sé stessa, ossia poco rappresentativa di quello che poi la gente ascolta davvero. e poi l’altra cosa che non ho mai capito è tutta questa importanza mediatica, per qualche motivo a me ignoto sanremo è diventata la manifestazione musicale più attenzionata da media e politica, troppa importanza, troppa, non ha senso.

se poi aggiungiamo che i generi musicali che piacciono a me sono lontanissimi dal pop sanremese, a ogni edizione ho zero interesse e aspettative perché non conosco nessuno e quei pochi che riconosco mi fanno cacare :asd:

però arriva ogni anno e inevitabilmente saremo invasi per qualche giorno da questa ondata di cuori e amori che lascieranno esattamente tutto come prima.

Però da qualche anno ho l impressione che le proposte di Sanremo siano quelle che poi effettivamente la gente ascolta. Ed accadeva anche prima, magari meno, ma accadeva eccome. Poi concordo sulla qualità miserabile degli artisti in gara.