Stavo per aprire nuovo thread ma non mi va di dare info su una persona alla quale tengo moltissimo, per cui scrivo qui.
Sto in fissa per una mia amica, una delle due persone a cui tengo di più oltre ai familiari. DEVO salvare l’amicizia ma al momento non riesco a ignorare quello che sento. Sono sicuro che mi passerà, il problema è come gestire i rapporti in questo frangente, da qui a quando mi sarà passata. Immagino che il silenzio radio fino a quando rinsavirò sia la via più sensata. Lei è “sveglia”, so che capirà, capisce sempre tutto e anche di più.
Quindi devo decidere se sparire per un po’ senza accennare al motivo o se spiegare, pareri?
La conosci solo tu, però per quello che vale, io glielo spiegherei. Sparire a cazzo senza motivo apparente può portare a fraintendimenti, anche se lei è sveglia, anch’io sono sveglio ma sono paranoico ![]()
Se ci tieni a lei diglielo, non è che stai commettendo un crimine.
Abbiamo parlato mercoledì mentre lei era in pausa pranzo, ieri ci siamo sentiti nuovamente e oggi anche. Mercoledì è andata un po’ così
, mixed feelings
. Ma ieri, e anche oggi in funzione del “clima” che c’era fra noi ieri, è andata e va molto meglio ![]()
C’abbiamo un’età e una maturità che permette di gestire una cosa come questa.
Fra l’altro mercoledì ho anche sentito il terapeuta, e dopo 45 minuti che parlavamo di questa faccenda mi sono reso conto che era la prima volta in due anni e mezzo di rapporto terapeutico che si parlava di problemi “normali” e non legati alle patologie ![]()
Che poi in realtà i no sono tutti alle cose che profumano di vita e positività. Perché i sì in realtà ci sono e ci sono sempre stati, ma alle cose che mi hanno buttato a terra e quasi sottoterra.
Per cui la domanda diventa: perchè rifiuto ciò che mi farebbe star bene e accolgo ciò che mi fa stare male?
Cosa c’è di così spaventoso nel benessere solo dio lo sa, ma è come il sole che ti acceca quando esci dalle tenebre. Se sei abituato al buio, la luce è terrificante (psicoterapeuta docet). È solo questione di abitudine quindi? Forse che le mie oscillazioni sono troppo repentine perché io riesca ad adattarmi gradualmente alle good vibes e a starci bene?
Settimana prossima vedo il nuovo doc (la mia storica è in pensione da fine maggio), e al momento non vedo nessuno da un mese (neanche terapeuta, che mi cambieranno anche quello, o educatore - idem… Cambio proprio servizio di base spostandomi in quello della mia città), per cui ci sono tutti gli elementi per un cambiamento bello grosso e radicale. In questo mese sono successe cose importanti, profonde. Spero di interiorizzare bene e di farne tesoro.
Ai post l’ardua sentenza ![]()
Come uno stretto corridoio con tante porte uguali l’una all’altra in entrambe le direzioni, senza fine, ogni porta è un portale con scritto su una destinazione, un luogo promettente dove poter andare, e da dietro ogni porta proviene un canto di sirene che ammalia.
E varcando la soglia una a una in preda a una irrefrenabile eccitazione, ritrovarsi esattamente dove si era, in mezzo al corridoio, infinito da una parte e dall’altra, con dentro un senso di esaurimento che esso solo cresce a ogni viaggio intrapreso, finché il canto suona come una musica distorta e irridente e rimbomba nell’aria ora umida e pesante e maleodorante, assordando beffardo per l’eternità.
Così mi sento di fronte alle possibilità che mi si dispiegano nella mente, e nessuna sembra infine appetibile.
Sto “mettendo due pezzi di carne grossi così sul fuoco”. Che sono l’avviamento al lavoro (seguito da un educatore dell’ASL) e la vita autonoma (se ne parla in casa da un po’).
Ci vorranno mesi per entrambe le situazioni per vedere quali sviluppi ci saranno, è una strada che o la va o la spacca, vi aggiorno quando avrò una certa stabilità (parola che per una volta non si riferisce esclusivamente al mio stato mentale!).
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Update piccolino.
L’avviamento al lavoro procede un filo più lentamente del previsto e il processo sarà più graduale di quanto immaginavo (ed è cosa buona). Lo start sarà a settembre con il nuovo anno sociale.
La vita autonoma è in stand by, sta diventando sempre meno una necessità perché la convivenza coi miei è sempre più armoniosa, ma è stata un’idea che ha contribuito a mettermi in moto, assieme a un maggiore coinvolgimento nelle attività proposte dagli educatori del CSM. Da un paio di mesi frequento un gruppo settimanale e ce n’è un altro di diversa natura all’orizzonte. Ho iniziato palestra la settimana scorsa con un personal trainer. Anche qui, una cosa molto graduale ripartendo da zero. Sono tornato autonomo negli spostamenti perché ho finalmente ripreso a guidare abitualmente.
In generale, sto imparando a forzare le resistenze interne dovute a una forte ansia anticipatoria, questo anche grazie alla nuova psicoterapeuta che mi segue da gennaio e al team di educatori.
Insomma le cose si muovono, senza strappi, con la giusta fatica interiore.
Sto meglio, starò bene.
Ciauz ![]()
Succedono cose ![]()
Stay tuned che a breve avrò aggiornamenti ![]()