Ho letto “Il mondo alla rovescia” di Christopher Priest.
Romanzo sci-fi degli anni ‘70, piacevolmente strano. Un ragazzo entra all’età di 650 miglia come apprendista nella corporazione del Futuro, una delle 7 (mi pare) di questa città chiusa (gli abitanti non vedono il sole, è artificiale, chi non fa parte di determinate corporazioni è totalmente ignaro di cosa ci sia fuori) su rotaie in continuo movimento verso l’optimum, il punto “ideale” di locazione della città, che però si sposta continuamente. La sua corporazione si occupa di esplorare le terre a nord fuori della città per mappare e decidere dove posare le rotaie future in base a presenza di ostacoli, tipologia di terreno, insediamenti di indigeni etc. Diciamo che l’ambientazione è piuttosto atipica.
L’ho apprezzato fino a verso la fine, poi il finale secondo me è molto sbrigativo e un po’ meh. Ha delle atmosfere un po’ alienanti e il senso di spaesamento è costante. Bello il fatto che la “spiegazione” legata ad alcuni avvenimenti fisici sia matematicamente coerente con la realtà. Non dico altro per non spoilerare.
Ho letto “La nave dei dannati” (Ship of Fools) di Patrick Russo.
Nave in viaggio da generazioni per non si sa quale obiettivo, tecnicamente colonizzare, ma più realisticamente diffondere il verbo di Dio nell’universo. Il sistema è basato su caste, il protagonista è un uomo deforme, consigliere del comandante in aperta rivalità con il vescovo per il potere. Atterrano su un pianeta per rispondere ad un segnale vecchissimo captato e non trovano nessuno. Poi succede altro.
È fantascienza tendente all’horror. Mi ha ricordato Sfera di Crichton per certi versi.
I personaggi compiono una serie di scelte veramente idiote. Non fosse per quello il libro è anche scritto bene e interessante. Lo promuovo con riserva.
Sto leggendo Il Fango e la Neve di Paolo Rumiz. Un giornalista triestino che a sessant’anni si mette a fare un pellegrinaggio su vari siti della Grande Guerra.
È scritto così bene da farmi provare un genuino senso di invidia
Letto anche io…. al primo darei anche un 7, ma scenderei già a 5 sul secondo…..l’ultimo è un baratro, alla fine l’ho abbandonato mestamente e ho letto il bignami di Gemini
Ho recentemente finito l’Etica protestante e lo spirito del capitalismo di Max Weber. Anche se datato, mi ha aperto gli occhi su da dove arriva la pressione di trovare una “calling” in chiave lavorative nel mondo moderno e del perché i paesi anglosassoni sono cosí fissati sul lavoro.
Vivendo all’estero da anni, é un tema che mi tocca particolarmente.
Weber spiega che Lutero è stato il primo a introdurre il concetto di “calling” nei testi religiosi. Questo ha trasformato l’idea del lavoro da semplice attività per guadagnarsi il cibo ad un dovere morale per essere connessi a dio.
Tuttavia, il vero motore del capitalismo per Weber è il calvinismo. Con la dottrina calvinistica della predestinazione (i.e. l’accesso in paradiso é predestinato dal momento della nascita), il successo nel proprio lavoro é l’unico indizio per capire se si fosse salvati o dannati. Questo ha spinto le persone a lavorare in modo efficiente, metodico, e razionale. Nel tempo, questa etica religiosa è stata assorbita dal capitalismo e, con la globalizzazione e l’influenza della cultura americana, e ci si aspetta che diamo un senso intrinseco al nostro lavoro per essere piú produttivi ed efficienti.
Questo è il succo dell’opera di Weber. Se vi interessa approfondire questo topic, possiamo splittare.
Ma quando arrivi a questo punto non sarebbe meglio semplicemente accantonare il libro? Non sta scritto da nessuna parte che se l’hai iniziato devi anche finirlo
eh si ma almeno a grandi linee volevo sapere come finiva la storia.
cambiando discorso: ho letto La Perla di Steinbeck. Racconto breve, bello nel pieno stile dell’autore, letto in giornata. Non al livello di “uomini e topi” però