Cosa stai leggendo adesso? (Part 2)

me lo sono ritrovato in mano l’ultima volta in libreria ma poi non è scattato il colpo di fulmine

sicuramente la prossima che vado per acquisti me lo compro, anche solo per curiosità verso il paragone con Bartleby

Sono ancora in tempo per recuperare, perché dopo Oblomov ho preso un mano proprio la balenona bianca :crismi:

sto leggendo lo scambio sopra ma da outsider voglio dire che Oblomov mi sembra un figo

chiaro, liberissimo.
Bisogna al limite stare attenti quando ci si ritrova nella propria vita magari in una situazione simile.

Forse ricordo male, è passato un po’ di tempo, ma a me non sembra che ci sia “solo comprensione e supporto”.
Forse supporto, ma comprensione, proprio non la ricordo.

Resta il fatto che, sì che la vita è sua. Di chi sarebbe altrimenti?
La vita è sua, ma come avevo scritto prima, si deve prendere le proprie responsabilità. Come tutti.

Mettiamola così: nella mia classifica di personaggi negativi, sta ben lontano dalle prime posizioni.

Dopo Ubik mi sono riletto 20.000 leghe sotto i mari, dopo 30 anni penso e poi sono partito a bomba con Delitto e Castigo, sono più o meno a metà.
Venerdì ho comprato l’exp di factorio e la mia lettura si é fermata :sad:

Sono al 46% di Moby Dick, sono successe due cose in croce e mo’ c’è un capitolo su come le balene vengono disegnate.

Sparatemi.

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Stay strong, è worth :asd:

Io mi sono letto i Buddenbrook, e se all’inizio ero abbastanza deluso la seconda parte è veramente una bomba. Vale il resto della bibliografia di Mann ed è il reverse Zolà ideologicamente. La cosa interessante, tra le altre, è che pure essendo uno “lo scrittore progressista” e l’altro “il campione dei conservatori” giacciono entrambi sulle stesse premesse scientifico-filosofiche. Quanto aveva ragione Horkheimer a dire che “Anche le norme che condannano l’ordinamento attuale del mondo, sono state tratte dalla sua essenza funesta”.
Al di là di questo ho apprezzato la raffinatezza letteraria e il lulz involontario emergente, Mann è un autore senza alcuna inclinazione all’ironia o al sarcasmo, ma i conservatori fanno ridere anche quando sono seri e questo lulz esce fuori volente o nolente, tipo i borghesi che muoiono di rosic o di estrazioni dentali :asd:

Per combattere il sieg heil di Mann sono tornato poi alla Jelinek con Le amanti, e tutto il libro è una serie di cose vere enunziate in gruppi di 5-6 parole divise da un punto :dunnasd:
Sempre un piacere. Allego esempi di lulz.

è una fortuna che la fabbrica sia qui, dove tutto è bello, e non altrove, dove niente è bello.

si direbbe quasi che la fabbrica sia parte di questo bel paesaggio.

sembra che sia cresciuta qui, ma no! se la si guarda più da vicino si vede che è stata costruita da gente perbene. dal niente non nasce niente.

e la gente perbene vi entra e vi esce. si riversa nel paesaggio, come se le appartenesse.

la fabbrica e il terreno sottostante appartengono al proprietario, che è un gruppo industriale.

tuttavia, la fabbrica è contenta quando gente contenta vi si riversa, perché la gente contenta produce di più di quella scontenta.

le donne che lavorano qui non appartengono al proprietario della fabbrica.

le donne che lavorano qui appartengono interamente alle loro famiglie.

solo l’edificio appartiene al gruppo industriale, così sono tutti contenti.

e così, nel corso degli anni si è instaurato un ciclo naturale: nascere, iniziare a lavorare, farsi sposare, smettere di lavorare, avere una figlia, casalinga o commessa, per lo più casalinga, la figlia inizia a lavorare, la madre crepa, la figlia viene presa in moglie, smette di lavorare, salta giù dal predellino, a sua volta ha una figlia, il negozio della cooperativa è il fulcro del ciclo naturale della natura, nella sua frutta e verdura si specchiano le stagioni, si riflette la vita degli esseri um. nelle sue molteplici forme espressive, nella sua unica vetrina si specchiano i volti attenti delle sue commesse, che si sono ritrovate qui in attesa del matrimonio e della vita. ma il matrimonio viene sempre da solo, senza la vita. una donna sposata non lavora quasi mai in un negozio, a meno che il marito non sia disoccupato o gravemente ferito. alcolizzato lo è in ogni caso.
terminata la giovinezza, i giovani si cercano una donna efficiente e parsimoniosa. fine della giovinezza. inizio della vecchiaia.

per la donna fine della vita e inizio delle gravidanze. mentre gli uomini maturano come si deve e cominciano a invecchiare, riconoscendo all’alcol il merito di mantenerli forti e lontani dal cancro, l’agonia delle loro mogli dura anni e anni, spesso così a lungo che possono assistere all’agonia delle loro figlie. le madri cominciano a odiare le figlie e vogliono vederle morte il più rapidamente possibile, proprio come un tempo sono morte anche loro, dunque: bisogna trovare un uomo.

terribile, questo lento morire. e gli uomini e le donne si spengono lentamente insieme. per l’uomo, tuttavia, c’è un po’ di varietà, sorveglia la moglie come un cane da caccia, da fuori, la sorveglia mentre muore. e la donna sorveglia l’uomo, da dentro, le turiste estive, la loro figlia e che i soldi per la casa non finiscano nell’alcol. e l’uomo sorveglia la moglie, da fuori, i turisti estivi, la figlia e che i soldi per la casa avanzino per una sbronza. e così si lasciano morire insieme. e la figlia non vede l’ora di poter finalmente morire, e i genitori stanno già facendo gli acquisti per la morte della figlia: lenzuola di lino, asciugamani, canovacci e un frigorifero usato. se non altro, anche se morta, rimane fresca.

Mi hanno regalato “Due”, il seguito di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, e lo sto leggendo con curiosità.
Ai tempi dell’uscita del primo, io ero in pieno target e mi piacque molto, e ci sono affezionato.

Questo seguito non è male, la storia riprende esattamente dove finiva il primo, ci racconta le vicende di Alex e Adelaide in quella estate, scorre bene ed usa un linguaggio che pur sembrando un po’ posticcio è molto divertente.

Ma io purtroppo non sono più il ragazzo che ero nel ‘94, e nemmeno Enrico Brizzi.

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Io ho iniziato morte a credito che mi ero ripromesso più volte di leggere.
Spero non mi deluda, viaggio al termine della notte è ancora oggi una delle cose più belle che ho letto.

Non ho letto Bartleby ma avevo letto solo Convalescenza di Kang, ora ho capito dove ha preso ispirazione per scrivere la vegetariana.
Abbastanza surreale, lei con evidenti problemi psichici, molto belli i due capitoli finali, la pulsione erotica del pittore e il declino personale della protagonista con i rimorsi della sorella.
L’immagine di lei capovolta è sublime.

Anche per me è stato uno dei libri dell’adolescenza, tanto più che figurati, è ambientato a Bologna :dunnasd: l’immagine di Alex che elenca i dischi dei Police mentre pedala in salita mi è ben stampata in testa. Per questo eviterò di leggere qualsiasi altra cosa che riguardi Jack Frusciante :asd:

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Mi sono letto Un anno sull’altipiano di Lussu, che al di là della tragedia della guerra di trincea mi ha fatto ridere moltissimo perché è una specie di tossonomia dell’idiozia dei militari che escala esponenzialmente con l’aumentare del grado.
Mi fa anche metaridere perché questa stupidità deve essere unanimemente riconosciuta visto che per molti anni è stato considerato un romanzo di “quasi cronaca” nonostante sia grossomodo di fantasia.

Io cercavo un libro di storia su Metternich. Consigliate qualcosa?

Beh, è basato sull’esperienza bellica di Lussu, quindi molti episodi raccontati nel libro sono veri o realistici. La fantasia sta principalmente nel fatto che ha cambiato tutti i nomi

Oh Melville, mi spiace, ma non me ne sbatte proprio una sega del cazzo di cervello della balena, bottana giuda. Tra l’altro era da tempo che non mi capitava un inglese così complicato, sia nei vocaboli (e non solo quelli nautici) che nella costruzione delle frasi

Insomma me lo sto proprio godendo sto Moby Dick :triggered:

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Non so chi fosse in real il generale Leone allora, ma avrà sempre un posto nel mio cuore :asd:

Io l’ho letto in italiano, e ormai tanti annin fa, ma ricordo Moby Dick come un’esperienza totale, coinvolgente e sconvolgente.

A me ha sconvolto quando stavano trapanando la testa della povera balena e poi Queequeg scende ad ammazzare gli squali uno ad uno in un tripudio di sangue e schifo, quello sì che mi ha sconvolto

In sti giorni ho letto “I Baffi” di Carrere e “L’Urlo” di Robert Graves.

“I Baffi” è come se prendeste “Fuga nelle tenebre” di Schnitzler, ci metteste un po’ di acidi di cui si faceva Philip K. Dick e mescolato il tutto uscirebbe questo, carino come racconto lungo ma niente di che, poi il finale è un po’ meh IMHO, la premessa è bellissima però: un uomo si sveglia e decide per scherzo di rasarsi i baffi che ha tenuto per dieci anni di fila, nessuno si accorge della cosa, né la moglie né gli amici e per lui diventa un’ossessione, è un racconto piuttosto delirante.

“L’Urlo” è un racconto di credo 60 pagine un po’ horror un po’ surreale di un tizio che dice ad un altro tizio in una clinica psichiatrica di aver conosciuto un tizio che con un urlo imparato da delle tribù aborigene uccideva/faceva impazzire la gente e succedono cose, mi è piaciuta la prosa e scorre bene, si fa leggere volentieri.

Uh, sono oltre metà ma qui Céline è abbastanza diverso da come ricordo voyage a bon de la nuit, molto più tutto, più volgare, più diretto, più un rigurgito, sembra di stare dentro a un flipper, pieno di elissi e di iperboli, un abuso di puntini di sospensione impressionante.
La prima parte scorre poco, poi dall’esperienza all’estero lievita, vediamo come procede.