Per questo proponevo di modificare i protocolli d’intervento, e subordinare l’uso del dispositivo all’intervento del personale medico, esattamente come avverrebbe se il sospetto fosse stato ferito da un proiettile; in questo modo quantomeno in ogni eventualità successiva sarebbe prontamente possibile rimuovere o ridimensionare correlazioni argomentative tra l’azione degli agenti e le conseguenze.
E’ ovvio ci sia un rischio implicito nell’uso del Taser, anche al di fuori dell’effettiva capacità delle Forze dell’Ordine di poter prevenire lesioni all’arrestato, accidentali come la caduta per esempio, e proprio per questo sarebbe utile avere un soccorso successivo.
c’è scritto che comunque è morto per un’emorragia interna, bisogna vedere se provocata dal meccanico che dice di non averlo colpito o durante la mezz’ora che ci hanno messo le FdO per caricarselo.
intervieni perché c’è una persona in stato confusionale, magari aggressiva e non collaborativa, ma disarmata? Sia che tu sappia che è una persona malata o no, devi intervenire per mettere in sicurezza tutti (agenti delle FdO, passanti e soggetto in quesitone) minimizzando i danni di tutti, anche quelli di chi non collabora, perché anche se antipatico è comunque un soggetto fragile e va tutelato e non considerato un rompicoglioni di spedire a terra il prima possibile.
E’ un lavoro che richiede tatto, preparazione, motivazione e pazienza e non può essere fatto di fretta. Meglio passare dure ore a chiacchierare e aspettare piuttosto che taserare (e quindi correre il rischio di ferire o uccidere) il tizio.
So benissimo che questa mia posizione non è tanto condivisa dai vari Salvini etc, secondo i quali già il fatto di non collaborare ti pone dalla parte sbagliata della legge e tutto quello che ti capita poi sono cazzi tuoi e te lo sei cercato e ti sta anche un pò bene, ma questa non è la società in cui mi riconosco.
Che poi mi risulta sia il rischio principale per il taserizzato
Perché banalmente basta che cada sbattendo la testa su un ostacolo fisso (un marciapiede, un panettone di cemento…) e hai comunque fatto un disastro
Però quello che dici tu viene insegnato agli agenti eh. In maniera ossessiva aggiungo. Progressività dell’intervento e tutela anche della persona in stato di alterazione, viene fatto un indottrinamento martellante. Poi ci mancherebbe ci sono situazioni effettivamente al limite ed esistono anche gli sceriffi, ma in italia non sono così comuni e la mia esperienza è che se c’è un judge dredd nel reparto a un certo punto non ci vuole uscire più nessuno, che gli avvocati costano e c’ho il mutuo da pagare collé
mi spieghi come sia possibile che in 4 non riescano a fare un fermo di una persona disarmata senza utilizzare il taser?
Pure se fosse un soggetto instabile il protocollo non prevede intanto di cercare di calmarlo e di parlarci se non sta mettendo a rischio la sicurezza di nessuno? Se poi oppone resistenza in 4 contro uno non riesci a placcarlo?
Eh, appunto; ho visto video di utilizzo del Taser, l’improvvisa paralisi muscolare provoca una caduta netta e incontrollata, considerando quanto la cronaca riporti casi di persone gravemente ferite o decedute in seguito a cadute dopo aver ricevuto un pugno, l’idea stessa di farne uso in casi non di estrema ed imminente necessità non mi entusiasma; avevo pure letto alcuni paesi stessero muovendosi nella direzione di introdurre un supplementare opzione di controllo, come una fionda gigante lancia-rete, che immobilizzi la persona ma dando comunque modo di avere un minimo controllo durante la caduta, certo non è agevole e trasportabile alla fondina come una pistola ad impulsi elettici chiaramente.
Si, lo so, ma c’è un fattore che spesso viene ignorato in questo forum: il burnout di molti agenti che partono con ottime intenzioni, credono nel loro lavoro, si sentono spiegare (in teoria) tante cose belle e giuste, ma poi sul campo si scontrano con tutto quello che non funziona.
L’addestramento ti dice che magari devi convincere tizio a calmarsi e sedersi, che si risolve tutto etc, ma poi hai fretta perché il personale è poco, c’è tanto da fare, ci sono altre chiamate, la gente presente non capisce cosa sta succedendo e vuole vedere un intervento e non chiacchiere. E tu agente sei lì in mezzo a tutto questo, tante cose le approvi, altre meno, devi fare il tuo meglio, che spesso non è quello che ti chiedono di fare e a volte non è nemmeno possibile.
La teoria si scontra con la pratica e per me tanti casi di abusi nascono proprio da questo scollamento tra ideali e realtà.
Io mi sono trovato a dover fermare un nubiano di 2 metri per 100 chili in stato di alterazione da uso di sostanze, con l’ausilio di una donna che ne pesava la metà, due ragazzini appena usciti dalla scuola e un equipaggio di pronto soccorso composto da sole donne
Non sono basso, non sono secco, qualche leva la so fare e con il manganello so dove fare male, insomma non ero lo sbirro medio… ma mi sono lussato una spalla, aperto uno zigomo e storto una caviglia. E preso sputi per la mezz’ora successiva. Lo spray non è bastato, il taser ancora non c’era… siamo riusciti a non fargli neanche male, 0 giorni di prognosi lui 25 complessivi noi, ma puoi chiedere a tutti questo tipo di intervento? Non hai jackie chan di pattuglia nella maggior parte dei casi, hai gennaro esposito con la panzetta e 8 mesi di corso alle spalle
Poi è chiaro la prima cosa che si insegna è che con la gente ci devi parlare, ma il fatto è che non tutti ragionano
Tanta gente è talmente fatta o incazzata che quando arrivi sei già da parecchio oltre il punto in cui ci potevi dialogare purtroppo
Ed immagina quanto frustrante sia alla fine della giornata essere anche oggetto di critica inseperta; e dover ammettere sia anche necessario così debba essere.
Di fronte allo scollamento tra aspettative/ideali e realtà, in genere ci sono tre soluzioni:
-Perdi entusiasmo, ti adegui a un livello più basso, non investi più emotivamente nel tuo mestiere perché ti fa male essere continuamente deluso e questa strategia ti aiuta a minimizzare i tuoi danni e arrivare a fine mese;
-ti incattivisci, inizi a pensare di avere una missione e di essere l’unico a cui interessa qualche cosa. Diventa quindi una questione personale tra te e il criminale di turno. La magistratura non ce la farà a fermarlo, la gente ti critica perché le FdO non servono a nulla e non sono capaci di fermare i delinquenti, le leggi funzionano male e i politici parlano tanto ma non sistemano nulla. Devi farlo tu. E come? Sai che arresterai il solito spacciatore e che uscirà il giorno dopo. Allora lo riempi di manganellate, così impara. Così almeno avrà una conseguenza reale. Lo fai per te, mica per lui. Ogni manganellata aiuta te a superare la giornata perché ti da l’impressione di non sprofondare nel nulla.
-Oscilli tra le due posizioni, cercando di non estremizzarti, a volte essendo troppo duro con il tuo prossimo, cercando di non fregartene del tutto. Cerchi di arrivare a fine mese senza perdere lavoro e dignità.
Io ho visto con i miei occhi - e ho riportato con pessimi risultati - diversi abusi. Solo in un caso erano palesemente dettati da cattiveria e odio ideologico, tutte le altre volte erano dettati dalla necessità di autodifesa di cercare di portare una sorta di equilibrio cosmico: la legge non ti punirà, io ti do un paio di calci nel culo.
Si ma capisci che a sentire te le forze dell’ordine sono il mondo dei mini pony ? Quelli esagitati vengono lasciati da soli, le guardie prendono i giorni di prognosi, con tanta gente non ci riesci a parlare.
A me sembra che la strada dica il contrario ma per me è come parlare di calcio con un laziale.
E non metto in dubbio che esistano poliziotti che fanno bene il loro lavoro eh, dico solamente che rappresentando lo stato dovrebbero garantire la sicurezza e i miei occhi spesso e volentieri hanno visto o sentito altro. Ripeto la cosa che fa più rabbia è che non si infamano tra di loro e seguono una logica omertosa come chi sta dall’altra parte della barricata.
Ora te mi tirerai fuori la tua aneddotica personale che non è così, io la mia non la posso tirare fuori, so solo che se vedo una divisa non sto tanto sereno.
Non per spezzare lance a favore dei carramba eh, ma credo di poter confermare queste cose, ho un paio di amici nei carabinieri e uno mi racconta di tanto in tanto episodi simili, praticamente ci sono i delinquentelli di quartiere che fanno entra ed esci. Quelli più “intelligenti” stanno zitti quando li pigliano. Poi ci sono quelli un po’ meno intelligenti che li sfottono anche, e capita che il carabiniere di turno già non stava avendo una bella giornata di suo.
Ma questo vale per quelli che nelle FdO cercano di fare il loro lavoro ed essendo persone comuni alla fine dai e dai smattano.Le famose “mele marce” avrebbero bisogno d una Forza apposita statale specificamente deputata al perseguimento degli abusi di potere. Poi però se ci pensi la politica ha grossissime responsabilità nell’avere rotto il meccanismo di certezza della pena, quindi a volte non puoi punire il criminale standard, vuoi andare a punire quello che sta in divisa? Utopia.
Le riforme da fare sarebbero talmente tante che boh. Però prima o poi il problema diventerà troppo grosso.
Ma non vi viene in mente che se escono dalla galera è perché non c’erano i presupposti per tenerli dentro? Esistono i processi, esistono gli incensurati, esistono le pene sospese.
Stanno tutti fuori dopo due giorni ma le carceri sono sovraffollate.
Per me tutta sta gente che il giorno dopo sta fuori sono leggende metropolitane. Io conosco un po’ di persone che la pena l’hanno scontata fra carcere e domiciliari, saranno state eccezioni oppure gli dico di cambiare avvocato.
La mia aneddotica personale come ho raccontato altre volte è che per buona parte della mia carriera ho avuto la qualifica gerarchica, i coglioni, i soldi di famiglia per pagare gli avvocati e il numero giusto di scheletri nell’armadio (0) per essere nella posizione di tritare con lo schiacciasassi chi sbagliava dolosamente, e qualcuno lo ho anche mandato a fare un altro mestiere
Poi sono andato a fare un altro mestiere pure io, stavolta non perché nessuno mi ci ha mandato ma perché ho fatto figli, volevo dormire la notte e guadagnare di più
Quindi no, nessun mondo dei minipony, ci sono gli umani e c’è anche qualche delinquente in divisa, raro nei numeri nella mia esperienza, ma non irrilevante
Gli appartenenti alle fdo non sono superuomini o santi, il reclutamento pesca nella società civile (e non necessariamente nella parte più agiata), poi c’è come l’organizzazione sceglie di reagire alla devianza, quello semmai è il tema
C’è anche come detto altre volte un discorso generale da fare, cioè che sono strutture che per fare il lavoraccio che fanno si fondano sullo spirito di corpo e la forte coesione tra gli appartenenti. La devianza malata di questo meccanismo è l’omertà interna, che non è sicuramente da difendere
La macchina sanzionatoria è rotta. Non parlo per forza di galera eh. Per me il carcere è una cosa estrema e non sono tra quelli che vorrebbero buttare la gente dentro e gettare la chiave.
Parlo in generale di tutta la parte sanzionatoria di fronte a reati, ma anche illeciti amministrativi. Molti non pagano, per un motivo o l’altro.
Chi lavora al sistema sanzionatorio vive molto male questa realtà. Io stesso spesso sono in crisi perché constato l’inutilità del mio lavoro che già non mi piace di base (prima lavoravo per la concessione di diritti e mi trovavo più a mio agio perché mi sentivo di fare qualche cosa di positivo e di migliorare la vita della gente, ora invece non ho nemmeno la consolazione di un impatto positivo a lungo termine per la sicurezza pubblica.. perché semplicemente il mio lavoro non serve quasi a nulla).
Onestamente no, non mi viene in mente, perché è giusto che uno accusato di qualcosa sia libero finché non condannato. Però quello preso in flagrante ogni tre o quattro notti a fare scassi o furti nelle automobili, e che lo devi mettere ai domiciliari due ore dopo che lo hai preso, non aiuta né il carabiniere a fare il suo lavoro né il cittadino a sentirsi tutelato.
O quelli che si affrontano con le bottiglie frantumate davanti al Lidl, e che finiscono in ospedale, li devi piantonare e poi dopo che li arresti vanno di nuovo ai domiciliari.
Poi evadono dai domiciliari e… beh dipende cosa fanno, se non è niente di grave il giudice li condanna… ai domiciliari. Perché la legge questo dice, mica l’ha fatta lui, la applica solo.
Tutto quanto qua sopra succede eh, e la responsabilità è politica: fondi inesistenti per il sistema penitenziario con mancanza di posti, e inadeguati per il sistema giudiziario, creano una situazione che si sta facendo difficile: al momento più nella percezione dell’opinione pubblica che nei fatti, ma che il sistema si stia deteriorando non credo sia un’allucinazione collettiva anche di chi ci lavora dentro.
Per me invece quello che manca è ridistribuzione della ricchezza, di dare servizi alle periferie, case popolari, scuole nei quartieri difficili, depotenziare reati come possesso, legalizzare le droghe leggere.
Ma quella è roba da 3d LSC, qua si discute di quanto siano infami le guardie
Se devo decidere se dare soldi a un carcere o potenziare quanto detto sopra non ho dubbi, per me la repressione non funziona.
Vi faccio un veloce esempio di come si può vivere male l’esperienza lavorativa dall’interno.
E’ un mese che ogni settimana viene a trovarmi un tizio (pluripregiudicato per reati che vanno dal tentativo di omicidio in concorso alla truffa, dal furto alle lesioni, dall’usura alla violenza privata) che, con toni sempre più incazzosi, pretende che io (non l’ufficio, ma IO) gli dia una cosa che secondo lui gli spetta.
Si parla di un provvedimento di dieci anni fa - che lui ha schivato abilmente, ben consigliato da avvocati, aiutato da errori di colleghi distratti e con mille cazzi sulla scrivania, per il quale sostanzialmente non ha MAI PATITO NULLA - che pretende che venga annullato.
Tira e ritira, alla fine ha ottenuto quello che voleva.
Nonostante tutto quello che ha fatto, per errori, sviste, lentezza, burocrazia, cavilli e sticazzi, non ha mai patito nulla e non patirà mai nulla. Io invece patisco la sua presenza e la sua insolenza ogni volta che viene e alza la voce con me.
A volte devo farmi un giro in bagno, aprire la finestra e guardare giù la città, ascoltare i rumori del traffico, guardare la gente che passa, respirare profondamente, pensare a mio figlio e quanto mi fa stare bene il suo sorriso. Penso ai videogiochi, ai libri da leggere, film da guardare in famiglia; rifletto, svuoto la mente, e torno a lavorare.
Ma conosco gente che in casi simili potrebbe fare l’errore di prenderla sul personale.