Bernini: “Non sono numeri da flop.”
Metà non hanno passato l’esame, e in pochi hanno preso la sufficienza piena ![]()
@Pjem un commento a caldo?
Bernini: “Non sono numeri da flop.”
Metà non hanno passato l’esame, e in pochi hanno preso la sufficienza piena ![]()
@Pjem un commento a caldo?
Esattamente come atteso. Quindi alla fine i professori di sti corsi dovranno comunque fare anche gli esami veri ad una marea di gente ![]()
Mi spieghi come spieghi fisica ad uno che non sa cosa siano derivate e integrali?


dritti e rovesci
è fisica
questa roba è follia pura, in sostanza il messaggio finale è che il programma di medicina è cambiato ed ora serve avere un primo anno ancora più denso di materie?
il tradeoff prova selettiva vs questa soluzione mi sembra porti a questo.
12 posts were split to a new topic: [/split] Era politico adesso è alla E-Bersaglieraaaaaaa!
ma perché, il modello dell’università italiana riguardo alla medicina non ha prodotto una delle sanità più efficaci di tutto l’occidente? c’è da reinventare la ruota?
(sì per la piramide demografica e l’emigrazione, ma queste non son soluzioni allora)
boh a me sembra solo che ci sia uno spauracchio legittimo su popolazione che invecchia e sanità che diventa sempre più costosa ed understaffed.
quindi, sia stato deciso di fare qualcosa per alzare il numero di medici
questo è il “qualcosa”, che francamente trovo piuttosto insensato
Se vuoi alzare il numero dei medici aumenti la qualità degli studenti delle superiori, aumenti la qualità degli isnegnanti, aumenti gli stipendi e la qualità della vita dei medici del pubblico Char, non fai in modo che il sottoscritto diventi medico ![]()
Boh, io rammenterei che il test d’ingresso in medicina è stato introdotto soltanto nel 1987, prima non esisteva. E la sanità italiana era considerata una delle migliori vent’anni fa, quando la maggioranza dei medici era gente che si era laureata prima che venisse introdotto.
Non so quanto davvero il test d’ingresso serva a mantenersi alta la qualità dei medici, quanto basso il numero. Per la qualità, in un sistema che funziona, dovrebbero bastare gli esami. Non li passi, non ti laurei.
Ma si tratta di trovare un punto di equilibrio perché è da considerare che se permetti a chiunque di iscriversi ti trovi classi da diecimila persone l’una e la qualità dell’insegnamento scade di conseguenza.
D’altronde basare il tutto su di un test di ingresso è di base discriminatorio, perché c’è chi si può permettere di pagare insegnanti privati e prepararsi per il test e chi invece si attacca al cazzo e deve studiare per conto suo.
(La soluzione sarebbe togliere il test d’ingresso ed aumentare i fondi all’università in maniera da avere più professori e di conseguenza più classi con un numero accettabile di studenti e quindi aumentare il numero dei medici senza fare scadere la qualità dell’insegnamento, ma è minimo minimo trent’anni che quando mancano i soldi in finanziaria si va a tagliare la scuola e l’università…)
Inciso, la selezione è uguale a prima, sempre un numero chiuso è.
Invece di fare un test una tantum, fai un test un po’ più diluito, com modalità differenti.
Se sia meglio o peggio, è un discorso complicato e dalle molte implicazioni.
Je suis bicicletta di merda
Raga, eccomi, dipendente universitario.
This. Medicina è un numero chiuso, quind non vuol dire che prendiamo solo quelli bravi, vuol dire che prendiamo solo gli N migliori, dove N è un numero stabilito a livello nazionale.
Se si presentano 1000 geni al test, si spera di scremare i migliori fra i 1000 geni.
Se si presentano 1000 capre, scremerai le capre migliori.
Un numero chiuso funziona così.
Detto questo, il primo semestre di medicina quest’anno è stato sconvolto, e come al solito in un tempo troppo breve per organizzarlo in maniera decente, quindi non so quanto è indicativo.
Ultima cosa, informalmente tra noi impiegati gli studenti di medicina sono considerati meno scemi solo dei sociologi (così ho offeso contemporaneamente medici e sociologi
).
Ma che la nostra fosse una delle migliori in occidente è realtà assodata o ce la raccontiamo noi così
?
Una classifica dell’OMS ci dava secondi al mondo dopo la Francia. Ma parliamo del 2000, prima degli effetti di decenni di tagli sia all’università che al sistema sanitario.
Probabilmente siete troppo giovani per ricordarvi le motivazioni che portarono alla decisione di mettere il numero chiuso a medicina.
Il problema è che all’epoca uscivano troppi laureati in medicina e non tutti riuscivano a trovare facilmente lavoro.
Ora, dopo quasi 40 anni di numero chiuso, abbiamo il problema opposto, ossia non abbiamo sufficienti laureati in medicina per coprire tutti i posti disponibili.
L’elevato numero di iscritti a una determinata facoltà non è mai stato un problema in sé, anzi.
Gli iscritti pagano le tasse universitarie, quindi tanti iscritti = tanti soldi a disposizione.
eh, ma come dice whitetiger, il test diventa una misura motivata dalla pianificazione dei corsi che dichiara insostenibile il libero accesso, sostenendo che il costo dell’allievo di medicina sia molto elevato.
la critica dell’attuale riforma è che non risolve problemi storici dell’università italiana (non perdersi per strada gli allievi), non fornisce un miglioramento al precedente sistema ed è plausibile che non faccia trasferimento di conoscenza efficace.