Ok, vi do un piccolo aggiornamento sulla situazione nido perché ho davvero bisogno di un vostro parere. Vi chiedo scusa la lunghezza del post.
Premetto che avevo insistito molto per scegliere questo nido privato. Il ragazzo che lo gestisce è psicologo ad orientamento infantile, quando lo chiamai per conoscere il nido in pieno inverno venne di domenica a farcelo vedere, si è presentato come una persona molto entusiasta del proprio lavoro.
A fine Agosto manda il messaggio sul gruppo whatsapp con il programma, tutto iperbello, attenzione ai bambini, crescita, ascolto, mille cose, programma settimanale delle attività (manipolazione ecc ecc).
Ora, mio figlio farà due anni a fine Settembre e ha iniziato il nido a 6 mesi nella città da cui ci stiamo trasferendo. Ci siamo trovati benissimo. Nell’ultimo periodo mio figlio correva ridendo e non vedeva l’ora di entrare. Il rito era sempre lo stesso: suonavamo il campanello, la maestra apriva, accoglieva singolarmente il bimbo con il sorriso invitandolo ad entrare. Tutte le volte che vedevo agire le educatrici non c’era mai nulla di lasciato al caso. Ogni gesto (banalmente l’accoglienza) era codificato, aveva un suo specifico obiettivo pedagogico.
Detto ciò, abbiamo iniziato come vi dicevo l’inserimento martedì scorso. Sono andato io martedì e lunedì con il bimbo per dure ore. Vi elenco un po’ di cose che mi avevano lasciato perplesso (badate bene che parliamo di un nido di 12 bambini nella fascia di età 1-2 anni, con 3 professionisti in presenza:
- Appena arrivato, c’è stato un breve saluto del maestro, nessuno mi ha dato alcun tipo di indicazione su come si sarebbe svolto l’inserimento. Quindi vagavo per il nido con il bimbo seguendo io quello che voleva fare e rassicurandolo quando serviva (ed è giusto così eh, sia chiaro). Le altre due maestre non si sono nemmeno presentate (non so nemmeno che formazione hanno), mio figlio è passato di fianco a una di loro che nemmeno lo ha salutato.
- C’erano dei tappeti a terra scivolosissimi, nel giro di un paio di ore due bambini per poco non si rompono qualcosa. Lo abbiamo fatto notare sia io che un altro papà ad una delle educatrici dicendo anche “Magari senti il maestro Antonio su questa cosa” e lei ridendo “no no tolgo io, tanto nemmeno se ne accorge”. Poi ho colto l’occasione per dirlo anche io al maestro. Fatto sta, a distanza di 4 giorni quei tappeti ancora sono lì.
- Pochi giochi e vecchi, messi in disordine. Questo mi dispiace, non lo tollero, perché secondo me è giusto che a fine giornata o i bimbi o gli educatori collochino i giochi al loro posto così che i bimbi possano ritrovarli all’indomani. L’ordine spaziale riflette poi lo sviluppo interiore del bambino. Poca varietà di giochi. Ora, non è che pretendo chissà che, ma io con mio figlio sto cominciando a introdurgli il memory e ad accoppiare le immagini. Lì c’erano giochi per un target di età di 6-12 mesi e poco altro per bimbi di 1 o 2 anni.
- Altro episodio: io ero in una stanza con mio figlio, l’educatrice era a chiacchierare con una mamma mentre aveva a tratti interazione con un bambino. Ci ha messo 2 minuti ad accorgersi che a 3 metri di distanza c’era un bambino che era con la testa sul muro e si stava sentendo solo. Se ne era accorta la mamma, non l’educatrice. Nel vecchio nido le educatrici sembravano dei radar. Qualsiasi cosa facessero, anche parlare con un genitore, erano in costante attenzione dei bambini intorno a loro.
- Banalmente, sarebbe bastato che una educatrice presentasse a mio figlio il suo spazietto personale dove appoggiare le scarpe all’ingresso e i suoi effetti personali. L’ho dovuto fare io scegliendone uno a caso. Piccole attenzioni.
- Ho chiesto al maestro se facevano anche le attività che avevo letto nel programma e mi ha detto che essendo la fase di inserimento, farlo con i genitori non era semplice e le avrebbero fatte verso ottobre
- Martedì e mercoledì è stato con me. Non resisteva più di due ore. Ora, mio figlio ha un carattere abbastanza introverso, osserva molto, poi alla fine comunque interagisce. Ma in 4 ore totali forse un paio di volte l’educatrice ha cercato di coinvolgerlo.
Il primo giorno ho avuto molto timore della scelta fatta. Il secondo forse mi sono tranquillizato un po’. Poi ieri c’era mia moglie e sembrava comunque che il bimbo stesse tutto sommato bene. Oggi sarebbe dovuto rimanere di più, ma ha avuto una crisi di pianto enorme e voleva andarsene proprio. Mi chiama mia moglie disperata, arrabbiata con me per la scelta che avevo fatto del nido, e dice una frase che è stata l’impressione iniziale che ho avuto io: “sembra un parcheggio per bambini”.
Ecco, a quel punto ho ammesso anche io a me stesso la percezione che avevo avuto. Tutto lasciato un po’ al caso, approssimativo.
Detto ciò: stiamo traslocando (2 ore ad andare e 2 a tornare per preparare i pacchi), vendendo casa, comprandone una nuova, il bimbo h24 con noi (fortuna i nonni ogni tanto), l’appartamento dove siamo appoggiati un delirio che non abbiamo tempo di pulirlo, il gatto che ci piscia in casa.
In preda alla totale angoscia ho chiamato il comune della mia città e ho chiesto informazioni: forse c’è un posto disponibile alla primavera della scuola materna dove vorremmo mandarlo tra un anno. Sono 22 bambini, l’età dovrebbe essere la stessa di mio figlio essendo una primavera. La retta più bassa. La scuola è vicino casa (in questo nido privato ci mettevamo mezz’ora di macchina per arrivare). Ho mandato la domanda e forse l’accetteranno.
Dovrò parlare con il maestro del vecchio nido, probabilmente mi inventerò una banale scusa e chiudiamo questo capitolo.
Lo ammetto, di base sono una persona estremamente puntigliosa e rompipalle. Ci sarà sicuramente una buona parte di bias da parte mia essendo un genitore e non un educatore. Ma vorrei sapere voi cosa avreste fatto al posto mio.
So perfettamente che l’inserimento è una fase delicata, che ogni bimbo ha i suoi tempi, ma tutto quello che ho osservato ha proprio minato il mio senso di fiducia e serenità imprescindibile che devo avere quando affido mio figlio a qualcuno, soprattutto in una fase di crescita così importante.