[QUOTE=e1ke;18960785]Non so cosa abbia detto Renzi, ma quanto hai scritto non ha alcun senso.
Per te la contrattazione collettiva di secondo livello equivale a tornare indietro di settant’anni?
Ma la conosci la storia del diritto sindacale e delle relazioni industriali o come funziona la contrattazione collettiva o il perché del secondo livello di contrattazione?
Per ridurre le domande: sai di cosa stai parlando?[/QUOTE]
Non ho capito se la mancanza di post da parte di dionisia ti ha fatto voglia di prendertela con me o se ho scritto male io, ma chi ha detto che la contrattazione di secondo livello di per se è il male scusa?
Io mi riferivo ad una eventuale riforma del lavoro che possa andare sulla falsariga di quella Francese, ad oggi in Italia la contrattazione di secondo livello può di fatto essere solo “migliorativa” rispetto al CCNL o concernere aspetti che per forza di cose non sono trattabili a livello nazionale.
In Francia stanno ribaltano la cosa e si passa a contratti di secondo livello che possono smentire il CCNL, di fatto il CCNL diventa al massimo una “linea guida” visto che se le RSU firmano al ribasso (tipicamente per ricatto del datore di lavoro che minacci alicenziamenti o per eventuali corruzioni), quel nuovo contratto è regolare in barba alla trattativa collettiva di settore.
Visto che Renzi ha parlato di “modificare i contratti” dopo un incontro con Francia e Germania, e che entrambi i paesi di cui sopra hanno interesse a farci applicare una roba simile, a me il sospetto che sia stato chiesto di fare qualcosa del genere viene, e considerato che già l’articolo 18 era vekkio e inutile, perché non dovrebbe esserlo anche la trattativa collettiva? dopotutto con la favoletta del buon padrone che fa gli interessi dei lavoratori sto governo ci marcia da un po’.
Ci mettono un po’ di condimento, tipo introdurre il salario minimo (chessò, 600€ ) e diventerà una riforma di sinistra che levati, perché in cambio di un insignificante diritto di cui in fondo possiamo fare a meno (e che tanto gli eventuali danni si vedranno tra anni) mio cuggino sfruttato che raccoglie i pomodori ora guadagna almeno 600€, è la rivoluzione signò, risultati che i veterocomunisti mai hanno ottenuto, fatti in due anni e facendo contenta perfino confindustria.
Poi oh, sono solo ipotesi di un malfidato gufo amico di casapound oppositore della modernità e probabilmente bruttino e triste (cit. gente a caso del governo) , ma io intanto metto le mani avanti che non si sa mai.
[QUOTE=pff;18960779]Mi spiegheresti senza rancore perchè il jobs act è una politica fallimentare ?
Io conosco molti che sono stati assunti proprio grazie agli incentivi e le tutele crescenti(che ricordiamo, dopo 4 anni, diventi come il vecchio tempo ind)
Senza questa riforma del lavoro, sarebbero ancora cocopro o p.iva
Non vedo peggioramenti pesanti…come era prima era una roba che non è più attuabile nel contesto di oggi.
(così come non è più possibile mandare le persone in pensione a 40 anni etc…i tempi sono cambiati e l’aria pure)[/QUOTE]
In quel post non scrivo da nesusna parte che il job acts è una merda, che poi io lo pensi è conclamato, ma accennavo semplicemente al fatto che è già stata fatta una riforma del lavoro e dei contratti, qe questa sarebbe la seconda.
Però visto che è vero che io sono contrario al job acts, ti rispondo ugualmente, e la mia risposta rimane la stessa di sempre, e cioè che barattare un diritto dei lavoratori conquistato con fatica, come la protezione dai licenziamenti arbitrari e il reintegro, in cambio di un temporaneo aumento delle assunzioni ed un miglioramento della condizione di altri lavoratori che erano in situazioni che già con la vecchia legge con contratti al limite della legalità, per me non è una politica corretta, non c’è nessun motivo reale per cui fosse necessario rimuovere il reintegro per applicare il contratto in stile job acts ed eliminare i vari co.co.cosi, le due operazioni non avevano nessun motivo per essere collegate e il risultato finale è che invece di far sì che tutti i lavoratori abbiano i diritti che dovrebbero avere, invece che soltanto una parte, ora ne abbiamo tutti un po’ di meno.