49 metri sono una fucilata, io massimo massimo sono stato a 30, mi è andata bene così ![]()
La volta volevano arrivare ai 60, mi sono rifiutato e non sono scesi nemmeno gli altri; perchè se si va in acqua assieme si deve uscire assieme.
Assolutamente.
Se uno non se la sente, non si fa, fine.
Comunque sappiate che son più pericolosi quelli che vanno in Egitto a Sharm\maldive\salcazzo dove in vacanza e dicono HO FATTO IL BREVETTO ORA IMMERSIONI!11!!! che son tipo pericolosissimi, roba che te li ritrovi a pallonare a caso e non in grado di verificare la propria attrezzatura pre-immersione, rispetto tempi di risalita non parliamone.
Devo tristemente dissentire: i peggio coglioni sono gli invasati con esperienza. Ho visto fare delle cazzate paurose a gente con 20+ anni di immersioni.
Mi è andata di culo allora, i miei istruttori\gruppo immersione sono stati sempre serissimi.
Poi ho avuto la fortuna di fare le mie immersioni sempre con loro, cioè con il gruppo della mia associazione, non immersioni a caso in giro con gente a caso.
Ma credo tu abbia molta più esperienza di me, quindi mi fido ![]()
Btw è inutile parlare di profondità e roba varia, la speleo subacquea è semplicemente un’altra disciplina rispetto alla subacquea standard, anche tecnica. Io ho brevetti fino ai 50m con deco in ossigeno, niente di eccezionale ma qualche immersione l’ho fatta e non mi sognerei mai di andare a fare speleo anche a profondità notevolmente inferiori. Già solo il controllo del sedimento del fondo e la quantità di tecnica e consapevolezza di come si ci sta muovendo per non creare situazioni a visibilità zero è un qualcosa di veramente specifico.
Io ho vent’anni di immersioni sul groppone, contando che mi son fermato nel 2005 (proprio a causa di cazzate di altre persone). Accompagnatore FIPSAS e istruttore NASE. Abbiamo sempre lavorato con attenzione, ma prima o poi l’esaltato si aggregava e non seguiva le istruzioni date in briefing. Andavano per cazzi loro, non controllavano il compagno, ecc. Un’altra esperienza negativa l’ho vissuta proprio in grotta, al Nereo di Capo Caccia (35mt) dove un idiota si è sbattuto con le bombole al soffito, è andato in panico ed è riuscito a spogliarsi quasi completamente agitandosi come un invasato. Dio solo sa come siamo riusciti ad agganciargli il gruppo degli erogatori e trascinarlo su, mentre si lottava per infilargli l’erogatore in bocca. Miracolo non sia successo nulla.
Fa il paio con l’americano di 130kg che mi sono trovato davanti bloccato in un corridoio del thistlegorm mentre la guida lo trascinava per la collottola del gav con questo che si sbracciava a caso, mannaggia a cristo…
Mamma mia che angoscia sta vicenda.
Io mi sento male solo al pensiero.
Il mare, l’acqua in genere, possono diventare trappole infernali. È spesso questione di attimi. Da che pensi di essere safe a che ti ritrovi con due minuti scarsi di polmone.
Ti può accadere pure nella vasca o in piscina.
E li ti rendi conto che è un incubo.
Una volta per poco non ci restavo secco all’acquapark con due metri d’acqua mi si bloccò il materassino nel cunicolo con la cascata con mia figlia piccola in braccio.
“Fai fare un giretto alla bimba, che abbiamo pagato per stare qui”. Disse la donna.
Si.
Il panico, con le mani remavo ma stavo fermo e un muro d’acqua mi cadeva in testa manco potevo respirare e il materassino diventò una trappola si era deformato a uovo con noi dentro manco potevo liberarmi.
Mia figlia “papaaaa non respiro”.
Giuro sembra una barzelletta ma fu orrendo. Meno male che arrivò quello dietro a spingermi. Mi cacai in mano.
Un’altra volta in barca a vela un amico col bronzo
“dai hans vieni ci facciamo un giro sul 12 metri a vela, andiamo al largo si vedono i pesciolini, viene pure la mia amica pro, porta la family penso a tutto io”
io
“eh però soffro il mal di mare” memore di un viaggio di ritorno in aliscafo di anni addietro da un isola dove vidi la mia anima uscire dal corpo, e lui
“tranquillo sono un esperto”
minchia il mare cambiò mi piglia un mal di mare pauroso, bianco come un lenzuolo, a una certa pensai
“ok sto per crepare al largo qui come uno stronzo cazzo faccio”
quasi sfatto decido in modo del tutto irrazionale, come un istinto di allontanarmi dalla causa del malessere, tipo un desiderio di terra ferma, sul momento il mare mi apparve il minore dei mali,
mi butto in acqua a peso morto al largo e bofonchio “un salvagenteeeeee” pure lo skipper stava male, gli era salita l’ansia tutti quelli a bordo erano nello stesso mio stato.
Una situazione orrenda.
Mi tira sto salvagente per poco non andava alla deriva. Mi aggrappo a sto coso per puro miracolo mentre stavo malissimo, ma proprio quasi per svenire.
Mi riprendo un pochino ma la condizione di pressione scesa a piombo con l’acqua fredda e i conati di vomito non l’auguro a nessuno.
Nel mentre si buttano tutti in acqua che stavano malissimo. Donne, bambini “ahhh sto malee” Tutti col lamento del malessere.
Lo skipper va nel panico totale inizia a lanciare salvagenti, funi, le buste di plastica coi panini inizia ad armeggiare con una radio mezza scassata.
Dopo un po realizziamo che così era peggio.
Risaliamo sulla barca carponi strisciando, i costumi sfragnati, le donne manco riuscivano ad avere forza nelle braccia per tirarsi su, chi spigneva per il culo chi tirava per le tette, a me mi si vedeva il cazzo ridotto una pena, mentre lo scafo beccheggiava e rollava per poco non ti beccavi una craniata nell’approssimarti alla scala, ridotti uno schifo, ancora ci sto male al pensiero.
E dico con un filo di voce
“senti amico, accendi sto motore del cazzo e leva ste vele deformi dei miei coglioni e corri dritto a casa e scansa le onde prendine meno possibile”
Che mentre lo dicevo già mi sentivo peggio al pensiero che eravamo belli lontani e un minuto li sopra mi sembrava un secolo.
Ho ancora l’immagine di mia moglie con una tetta di fuori il bikini sminchiato messa per lungo che faceva ahhhhh.
Il motore non si accendeva. Era a corda. Un trabiccolo del cazzo.
“Vabè lo tengo per le emergenze è un pezzo che non lo uso, è costato poco, tranquillo ci sono le vele”
Pensai in quel momento
“se lo ammazzo ora poi si va alla deriva”
Tornammo a casa con le vele, tipo devi morire. Nessuno aveva residui di vita per gestirle. “Tiraaa la funeeee”. Tira sto cazzo. Ma muori.
Quando non hai energie scatta un meccanismo allucinante. Non so se vi è mai capitato.
Ti rendi conto che ci stanno altri che stanno male ma tu stai pure male e ti parte un loop in testa atroce resti con la sofferenza del malessere spalmato a boccheggiare e quella di non poter agire. Orribile livello nightmare. Non è razionale.
Già solo strisciare era una sofferenza.
Sta cazzo di barca col rollio e beccheggio del cazzo. Ricordo che pregavo.
Arrivammo al porto dopo un ora di tortura scesi con la faccia per poco non mi serviva la sedia a rotelle.
“Scusa Hans, mi dispiace, non ci voleva pure il motore rotto, caso mai ne organizzo un’altra col mare più calmo faccio aggiustare il motore, ti diverti sicuro”
Mia moglie non mi parlò per due giorni.
Alla faccia del cazzo ![]()
Il più grande pericolo delle immersioni sono quelli che si agitano presi dal panico. Se non impari come avvicinarti, e non hai sicurezze perchè sono imprevedibili, ti tirano giù assieme a loro. Per quello tutti quegli esercizi sul fondo della piscina durante i corsi servono a insegnarti la calma, come reagire con freddezza ed aspettare, al peggio dei casi, l’intervento del compagno.
Alleggeriamo: un giorno facciamo immersione sempre in zona Capo Caccia (Alghero), c’era corrente ed allora mettiamo in acqua i gav legati con un cordino alla barca. Poi si entra in mare, si recupera l’attrezzatura, ci si veste e giù. Una cosa leggera, entro i 20 mt. Questo si veste, sgonfia il Jacket e inizia la discesa. Solo che non aveva slegato il cordino e si blocca dopo un paio di metri, si caca sotto, entra in panico ed è riuscito, giuro, a farsi quasi completamente NUDO. Pure la muta è riuscito a levarsi. In quel caso l’abbiamo tirato su direttamente col cordino, altrimenti avrebbe fatto annegare qualcuno, in 2 metri d’acqua.
Con Fipsas ricordo di averne fatti una marea, non ricordo la durata del primo livello, mi pare sia un anno?
Non so, però ricordo che ne avevamo fatti un sacco a fondo piscina per qualsiasi tipo di problema\evenienza, con anche un minimo di apnea e tutto.
Poi da lì, dopo un bel po’ di mesi di esercizi, si è iniziato a farli al lago.
Poi immersione lago e poi immersioni al mare progressive prima del brevetto, conseguito non ricordo dopo quanto.
Bella esperienza comunque, magari riprendo a farlo prossimi anni.
Celo
Mah, dipende. E’ possibile che ogni scuola abbia un certo margine ma in genere i corsi durano circa 3 mesi con tot ore in piscina, tot ore di teoria e 3 immersioni al massimo entro i 15 mt. Mi sembra ci fosse una limitazione nella velocità dei corsi, io a prendere 4 livelli ci avevo messo due anni, circa.
Devo essere sincero, io al lago mi cacherei sotto. Facevate pure gli esercizi al lago?
Visto che sei esperto, io ho una domanda molto banale: ma essendo in cinque, perché andare tutti dentro fino in fondo (sembra che tutti i corpi tranne uno siano nell’ultima caverna, la terza)? non sarebbe più sicuro che uno o due stessero fuori o nel tratto superiore a controllare e eventualmente a dare l’allarme? Cosa avresti fatto tu a riguardo?
Dovrei andare a vedere, se ho ancora da qualche parte qualche calendario, ma ricordo che si era rimasti in ballo di più tra tutta la lezione di teoria + immersioni in piscina due volte la settimana.
Sì, esercizi al lago semplici, togliere e rimettere la maschera, erogatore con compagno e via dicendo.
Al lago si andava anche più spesso perché è più vicino (è tipo un’ora scarsa di macchina).
Il lago era bruttaruolo da fare, figurati che ho fatto prima al lago e poi al mare, mi si è tipo aperto un mondo, sembrava tutto più tranquillo ![]()
Non so se posso dare una risposta del genere. Erano tutti esperti (non so la figlia della docente, lunica della quale quasi non parlano i giornali), non so cosa dovessero fare in pratica in grotta e non so com’è fatta in realtà. Non si usa tanto il coprirsi le spalle con qualcuno fuori; si entra al massimo due per volta (a seconda della grandezza dell’apertura) e si evita di pinnare, spostandoti con le mani (ma, anche qua non sappiamo com’è il fondo). Troppe informazioni mancanti per dare un parere. Comunque no, la grotta del Nereo da me citata arriva a 35 metri ma il primo accesso è circa a 18 ed è enorme, pare una cattedrale sommersa. Ci ho visto entrare pure 10-15 persone assieme e dopo 5 secondi visibilità zero.
Io rimango esterrefatto come su NGI si trovino persone con personale esperienza professionale o accademica per ogni circostanza. ![]()
Si, ho immaginato. Noi avevamo mare ovunque a 30 minuti di macchina. Pensavo faceste gli esercizi al lago, mi immaginavo il panico.
Mi è sembrato di leggere che tutte le stanze sono state esplorate e non hanno trovato niente, ho letto male io?
In compenso ho letto ora che doveva scendere pure un’altra ragazza che per motivi non specificati ha scelto di restare a bordo. Miracolata.