[/split] 5 sub morti in grotta alle Maldive

Ed allora i brevetti questi li avevano presi coi punti del conad, istruttori compresi.

Era la coordinatrice della sicurezza per le immersioni.

La
Coordinatrice
Per
La
Sicurezza

Secondo me in dipartimento si stanno guardando basiti.

Non ho avuto tempo di seguire niente. Si è arrivati a qualche conclusione sul perchè? Sarò stronzo: candidati darwin award?

puntavano al record mondiale di apnea

ok gente anche meno pero’.

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Potenzialmente quella che ha suicidato la figlia è candidabile pur avendo procreato.
Dipende se ne ha fatti altri.
Visto il ruolo tra tutti e 5 è quella che lo merita maggiormente.

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Sono abbastanza basito per la madre. Se le cose sono andate come dicono (e ripeto SE) effettivamente era lei che doveva fermare tutti, vuoi per l’esperienza, vuoi per l’età, vuoi per il ruolo di genitore.. ma non l’ha fatto.

Boh ragazzi capisco tutto ma un minimo di empatia.

Aspettiamo il risultato delle indagini.

Anche se avessero commesso delle leggerezze non giustifica insultarli, io ho commesso un sacco di leggerezze nella vita e mi è sempre andata bene per fortuna.

Non siamo dei robot e a volte la si paga cara.

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Io attenderei ancora l’esame autoptico e l’analisi dati delle registrazioni di computer d’immersione e telecamere, specialmente per quanto concerne la discesa e l’ingresso nella caverna, per vedere se ci siano state comunicazioni gestuali da chi a chi, esitazioni o altro. Ho visto le riprese della squadra finlandese, c’è luce nella sezione più esterna della prima cavità ma cala molto rapidamente anche con la diffrazione, sul fondo di questa prima camera è già praticamente calata al punto da non poter distinguere molto a più di 1 metro di distanza, se neppure il gruppo italiano si era portato torce cosa si proponevano di vedere una volta superato l’ingresso della caverna ?

Rimane una pessima idea, ma in queste condizioni sembra pure molto superfluo quali fossero le intenzioni, perchè non avrebbero potuto attuarle.

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Siete passati dal cercare di comprendere e dare una risposta ad un incidente mortale, al prendere per il culo offendere e deridere cinque disgraziati che sono morti in un modo orribile.

Qui dentro Agora leggo di coglioni che fanno velocità folli con i macchinoni parlando di cavalli tempi al giro sul Nürburgring (ma che cazzo è poi il Nürburgring?) e viva i brumbrum, altri rincoglioniti che fanno a gara a chi si è ubriacato di più quando era all’università vomitando anche l’anima ecc ecc… e se fossero morti come i pirla che sono schiantandosi contro un pino silvestre perchè imprudenti o bevuti marci avremmo dovuto metterci a ridere invocando i Darwin Awards e prendendoli per il culo?

A leggere la piega che hanno preso i commenti in questo topic, sembra di sì.

Io non avrei riso per loro e non rido nemmeno per questi, che per imperizia/imprudenza/salcazzi hanno trasformato una gitarella nella loro (evitabilissima e orribilissima) morte.

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Stai mancando totalmente il punto, questa situazione non si sta delineando come girare al Nurburgring ma come girare al Nurburgring in moto senza casco o in auto senza cintura e coi freni finiti.

Se poi vogliamo fare la solita recita per cui le morti sono incommentabili alzo le mani.

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La domanda che mi pongo in realtà è un’altra.

Ma tu chi cazzo sei?

Perché se in quello che ho scritto ci hai letto una presa per il culo sei pure incapace di comprendere un testo.

Il fatto che una del gruppo, la superstite, si sia rifiutata di scendere mi ha sempre fatto pensare che ci fosse qualcosa di sbagliato nel programma o nella preparazione. Boh vedremo.

Comunque fa specie vedere la differenza tra l’attrezzatura degli speleosubaqqui e l’assenza di preparazione con cui si sono lanciati gli italiani.

Non è bello perculare i morti, è legittimo però constatare un atteggiamento irresponsabile qualora venisse confermata tale ipotesi, come è legittimo dire che si muore da pirla se ci si schianta ubriachi contro un albero.

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Procede lo scaricabarile da qualsiasi responsabilità nella vicenda: dopo le (scontate) manovre del tour operator e del governo maldiviano entra a gamba tesa l’università di Genova: “non erano previste attività di esplorazione e studio autorizzate dall’ateneo”.
Nel mentre la magistratura indaga sulle modalità delle crociere scientifiche: effettive spedizioni o ricche vacanze pagate da pantalone?
Tutto questo è tragico quasi quanto l’esito della vicenda.

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Non per difendere la categoria, ma l’università la capisco benissimo. Se l’esplorazione fosse parte della missione diventerebbe un infortunio sul lavoro, che significa rogne legali pesanti per il datore di lavoro (formalmente il rettore) e l’RSPP.

Ribadisco che io dubito fortemente che l’esplorazione della grotta facesse parte della missione di ricerca.

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Quando ho rischiato ero consapevole di rischiare, consapevole che quando hai figli a carico certe robe non le devi fare mai piu, e che sarei stato preso per deficiente per averlo fatto, perché le motivazioni che spingono a passare il limite sono estremamente personali e poco spiegabili.

Ecco, conoscendo le difficoltà di ottenere fondi pubblici, “ricche vacanze” lo escluderei categoricamente.

Cristo santo, ho ancora il pmsd (post-madonna stress disorder) per il nervoso che mi saliva al CNR dove bisognava precompilare il “modello taxi di emergenza” prima delle missioni. Ora vi spiego, perché è una chicca.

In pratica, il Sommo Burocrate (una divinità laica che pervade tipo Manitù la dirigenza della PA italiana) riconosce magnanimo che è possibile durante un viaggio di lavoro il doversi spostare (solo per ragioni di emergenza) con mezzi più moderni e flessibili che a cavallo di un ciuco storpio (l’unica categoria rimborsabile, ovviamente con pagamenti a 30-60gg dopo la spesa, che deve essere documentata conservando tutti i bigliettini, ricevute, bolli e controbolli anche per una corsa urbana da 1.10 euri). Altri paesi civili non-sadomaso usano le diarie, ma il CNR no (almeno, non per i dipendenti livello servo-della-gleba).

Quindi, nella malaugurata e motivata ipotesi di dover usare un taxi (orrore), sospirando a malincuore, l’istituto ti rimborsa. Tipo se il ciuco citato sopra è in malattia o in sciopero-perché-vuole-più-biada, beh, sei ovviamente giustificato a usare il taxi. L’unica cosa è che altrettanto ovviamente serve un’autorizzazione speciale. Autorizzazione che devi richiedere contestualmente alla pianificazione del viaggio, ovvero prima che l’emergenza si manifesti.

Quindi il dipendente CNR servo-della-gleba deve essere anche un Nostradamus. Prima del viaggio deve prevedere (e documentare) un’emergenza che non si è ancora manifestata, ottenere autorizzazione all’uso del taxi. Fare il viaggio, subire l’emergenza, pagare di tasca propria il taxi, contro-documentare il tutto corredando di foto del tassinaro, e comodamente (?) vedere atterrare sul suo conto corrente la ricca somma di 55 euro dopo 1-2 mesi dalla richiesta di rimborso. Ore-persona richieste per l’operazione (tra previsioni, richieste, fax, copie, approvazione, archivio, pagamento) facilmente 5-10. Per 55 euro di rimborso. Tutto con la scusa di combattere l’idea che il servizio pubblico usa i fondi a sbafo, e in realtà per pagare una valangata di passacarte di merda che portano esattamente zero valore aggiunto al paese.

Poi uno dice, ma perché ti sei trasferito all’estero?

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Cose che forse non sapete, la Bicocca alle Maldive ha un outpost, che un nome figo per dire che ha una sorta di sede staccata. Insomma hanno casa laggiù.

https://www.unimib.it/ateneo/iniziative-internazionali/marhe-center

La Dottoressa in questione però ha al suo attivo precedenti ricerche legate alla sua posizione didattica in Ateneo relative a prospezioni in cavità sottomarine, quindi perlomeno in passato un collegamento tra l’Università e l’attività sul campo vi è stato; certo, rimane da vedere se in questa occasione vi fossero le medesime caratteristiche di approvazione, oppure se in passato fossero mai state registrate puntualmente le modalità di ricerca oppure avessero una nomenclatura più generica.

Anche perché l’Università può pure approvare e finanziare un programma di ricerca precisandone attentamente le dinamiche di attuazione, ma se queste vengono disattese la responsabilità decadrebbe, anche in mancanza di una effettiva capacità di supervisione.

Naturalmente nessuno può mettere in discussione le competenze della dottoressa, riferisco solo un articolo di Repubblica dove, citando la magistratura che ha aperto un’inchiesta, diceva che questa era la terza crociera di studio in fila negli ultimi mesi.
Logico che l’università non è responsabile delle scelte sulle immersioni ma affermare che non erano previsti studi, ricerche, ecc. in una spedizione sovvenzionata da te qualche confusione la crea.

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