Aggiungo un’altra cosa importante per il discorso sensi di colpa.
Ha senso arrovellarsi sui destini dei colleghi, SOLO SE la responsabilità che abbiamo nei loro confronti è bilanciata da un effettivo potere decisionale.
Intendo: se sei comproprietario dell’azienda, o manager esecutivo, o chiunque possa mettere in pratica decisioni che cambiano seriamente la vita dell’azienda, allora è giusto sentire la responsabilità di quelle scelte.
Ma se non hai potere decisionale vero e autentico per provare a risolvere la rogna aziendale, è totalmente ingiusto e insostenibile patire il senso di responsabilità nei confronti dell’azienda stessa e dei colleghi.
È il modo più tipico per andare in burnout, guarda la storia di Xender per un esempio simile (quantomeno non è in una azienda e quantomeno i destinatari del suo lavoro sono persone bisognose, ma sta sbroccando perché sente responsabilità sulle conseguenze nefaste del cancro istituzionale nonostante abbia esattamente zero voce in capitolo su come riformare l’istituto).
Quindi i casi sono due: o trovi modo di comandare la barca, oppure prendi la tua scialuppa (che hai) e smetti di piangere se la barca affonda. Il senso di responsabilità deve essere sempre proporzionale alla “agency” in materia, non c’è cristo che tenga.
thisss
quello che ha scritto il saggio tsunetomo è sacrosanto, hans
non caricarti di sensi di colpa
se sei nella posizione in cui lasciando l’azienda questa implode, è una situazione che non hai scelto tu, e NESSUNO dovrebbe mai ritrovarsi nella posizione di sentirsi in ostaggio quando non ha nessun potere decisionale e responsabilità manageriale. La vera responsabilità è del capitano della nave che ha dormito quandno serviva scansare l’iceberg, non del marinaio che sta cercando invano di rattoppare lo squarcio prima che affondi
Scappa, fuggi e fallo con orgoglio, perchè non ti trovi in una situazione il cui tuo personale contributo possa attivamente e concretamente risultare in un cambio apprezzabile di traiettoria.
Tu stai flagellandoti personalmente per colpe non tue, e per non assumerti ipotetiche responsabilità collettive che neppure ti competono.