Tra quelle menzionate aggiungo Suburra che è tipo Gomorra dell’Eurospin che fa il giro e mi piace, il suo difetto principale è che ci sono un paio di persone dentro che non sanno recitare e ti fulminano ogni volta che stanno a schermo, però è una storia simpatica e tesa e si fa guardare
Purtroppo in Italia manca quella capacità, che invece in America hanno, di rappresentare fatti e personaggi della propria storia senza farne una macchietta e estraendone invece significati universali impliciti (che poi dovrebbe essere il fine ultimo dell’arte).
Siamo riusciti a farlo con la criminalità, ma li perché alla società frega poco di decostruire un personaggio di cui nessuno ha mai sentito parlare prima o che comunque era considerato ai margini della stessa. Il discorso cambia però se inizi a prendere uomini dell’imprenditoria, vip, politici. Come porti in scena un Craxi, un Gianni Agnelli, un Versace, un Pasolini, ma pure “eroi” non divisivi tipo un Falcone, un Pertini, etc… arrivano le levate di scudi “eh ma l’hai rappresentati male!” “eh ma non era così in realtà!” “eh ma c’è una scena in cui caga e dice vaffanculo, è un offesa alla sua memoria!”
Gli unici che un pochino in Italia ci hanno provato sono Sorrentino con Il Divo e la serie 1992. E ovviamente M il figlio del secolo (ma lì è un discorso a parte).
Che è anche una spiegazione del perché fuori dal contesto della criminalità le nostre serie faticano a decollare. E è un peccato perché la storia italiana ne avrebbe di cose da raccontare e sceneggiature praticamente perfette e già scritte