In realtà non è così banale (ad oggi) installarsi in casa un server di posta
Il primo problema riguarda il fatto che quasi tutti gli ISP ormai blindano la porta 25 in modo che tu non possa ricevere connessioni dall’esterno, o al contrario la bloccano in uscita così che tu non possa instaurare una connessione SMTP verso un altro server. Ci sono altri porte tipo la 465 o la 587, ma SMTPS non è davvero così standard e la 587 non è pensata per il delivery tra MTA, quindi scassa tutto. Puoi provare a chiedere che ti aprano la porta, ma di solito se ne fregano (almeno questo vale per fastweb connessione consuler, business non so ma non è il mio caso d’uso)
L’altro problema, non da poco, è la deliverability: non è tanto una questione di blacklist, quanto piuttosto di “lobbismo tra ISP”, i primi ad applicarlo sono Microsoft e Google. se non sei un GROSSO ISP, le tue mail casualmente non arrivano, vanno nel limbo, vengono accettate con un 200 OK ma poi non vengono consegnate.. e tu bestemmi.
Io ho IP statico, e abbastanza banda da potermelo ospitare un mailserver personale in casa col mio dominio.. ma alla fine ho desistito.
non per ripetermi ancora, ma il link che ho postato sopra riassume come fare e in cosa è difficile. Però su una VPS, non su IP residenziali, ovviamente.
Invece a providers, sto valutando i tedeschi di mailbox.org e i norvegesi di runbox.com
Tenderei a preferire i norvegesi perché mi sembrano più completi e trasparenti nella gestione degli incidenti.
Qualcuno ha esperienze dirette? Vorrei migrare un paio di domini custom con uso principalmente IMAP, CalDAV e CardDAV.
io preferirei invece quello tedesco, i norvegesi per le associazioni che ci son state negli anni e che sono emerse per dei loro rapporti collaborativi passati… ci penserei un po di più
hmm forse non hai torto, quantomeno però hanno la pagina su quante richieste delle autorità hanno soddisfatto e quante no, mentre non ho trovato l’equivalente per i tedeschi.
AMD ha tolto silenziosamente io supporto per la RAM criptata dalle cpu consumer e si rifiuta di spiegare come mai. Scelta di mercato (anche se dubito che a livello consumer uno scelga di comprare processori più costosi per questo), o ordine dal governo USA? Ai posteri l’ardua sentenza.