In un viaggio in calesse attraverso la steppa dal paese natio a una lontana città, il piccolo Jegoruska impara a conoscere il dolore, la violenza, l'amore. La steppa è come la vita. Tratto da un bel racconto elegiaco (1888) di Anton Cechov, e girato in Iugoslavia in cinemascope, è il lento, fluido, poetico resoconto di un'educazione sentimentale. Da vedere. "L'equazione tra viaggio e conoscenza conserva nel film una posizione centrale, istituendo così il senso metaforico del viaggio..." (C. Camerini). Qualche indugio folcloristico e, tolto il personaggio della ragazza del fiume, una puntigliosa (insolita per A. Lattuada) aderenza al testo.