Ieri mi sono sparato di fila le (quasi) 4 ore di “music in twelve parts” di Philip Glass, e col cervello che sta viaggiando ancora a frequenze non normali ho deciso di aprire un thread.
Era da un po’ che volevo aprirlo, per cercare consigli (anche se nutro ben poche speranze essendo una roba piuttosto di nicchia) e magari presentare i pochi artisti che conosco.
Sono praticamente i 4 più famosi: due son dei frichettoni californiani, e gli altri due sono dei nerd compositori classici di NY.
Partendo dai primi due abbiamo La Monte Young di cui non ho mai ascoltato bene un cazzo, quindi salto a pie pari ![]()
Poi abbiamo Terry Riley che è andato a studiare in india come tutti i frichettoni degli anni 60 e poi inizia a fare robe del genere.
Forse la cosa più famosa che ha fatto è “in C” che è una composizione che può essere suonata con qualsiasi combinazione di strumenti e un numero imprecisato di musicisti.
La cosa figa è che lo spartito è una pagina, e da come si capisce dal titolo è tutta in DO ![]()
Praticamente ogni musicista decide che parte suonare a piacere, per un numero a piacere di volte prima di passare ad un altra parte. E così via fino a quando “ci si mette d’accordo di incontrarsi tutti sulla stessa parte finale” e si chiude smettendo di suonare uno alla volta fino a quando non rimane un solo musicista
praticamente è un pezzo che non è mai stato suonato due volte uguale, ed è stato suonato in tutte le salse, qui metto una a caso proprio con terry riley
Poi tutte ste menate e roba di altri compositori d’avanguardia arrivano pure a NY, dove c’è gente come Steve Reich che va in giro a registrare i suoni e le voci della città e inizia a giocare con registratori e i loop.
E inizia a notare che nelle sovrapposizioni e ripetizioni si creano frequenze e ritmi alternativi.
Esempio più famoso qui sotto (lo metto tanto per esempio che è inascoltabile
)
Al che gli viene l’idea: “perchè non usare lo stesso tipo di composizione e invece di usare tape loops, usare musicisti veri?”
E inizia a fare roba del genere
E poi arriva philip glass (cioè alla fine è lo stesso periodo, intendo che arriva nel thread dopo reich), che è meno percussivo e utilizza molto di più organi, tastiere e voci.
E forse è anche quello più famoso perchè ha fatto la colonna sonora di koyaanisqatsi.
E fa robe tipo “music in twelve parts” (per ritornare all’evento scatenante del thread) che nella versione originale credo sia più di 6 ore.
qui metto la versione che ho ascoltato registrata oltretutto a rovereto nel 2007
Ovviamente è tutta roba che va ascoltata dall’inizio alla fine, perchè si basa sulla ripetizione e i cambiamenti repentini dopo che il cervello si è focalizzato su certi suoni.
Ecco ho finito, spero che almeno un po’ vi interessi, dato che ho fatto l’enorme fatica di scrivere tutta sta pappardella e trovarvi i video su YT se volete dargli un ascolto.
Se non mettete almeno un like e subscribe al mio post mi incazzo.
E ovviamente il tutto era per arrivare alla domanda: conoscete altri artisti minimalisti più recenti?
Parlo proprio di gente che fa questo tipo di musica, non tutti quelli che sono solo stati lateralmente influenzati in parte (tipo boh i velvet underground, la roba kraut rock etc)