Di notte, sui tetti di Tel Aviv, vanno in scena le registrazioni di testimonianze anonime da parte di operatori dell’intelligence e membri dell’esercito israeliano, che dal 2023 hanno preso parte ai sistematici spionaggio, sorveglianza e uccisione di civili palestinesi a Gaza. Prodotto dal The Guardian e dalle pubblicazioni israelo-palestinesi “+972 Magazine” e “Local call”, il documentario fa un resoconto delle tecnologie - dalle intercettazioni all’hackeraggio, per arrivare all’intelligenza artificiale - usate per il monitoraggio della popolazione e di come esse agiscano in diretto supporto a una campagna pluriennale di bombardamenti, droni e cecchini che hanno prodotto decine di migliaia di morti in tutta la Cisgiordania negli ultimi anni.
Lo fa adattando per lo schermo in modo lucido ed essenziale il lungo processo di giornalismo investigativo che a partire dal 2023 ha raccolto le incendiarie testimonianze di israeliani che hanno preso parte al genocidio palestinese.
Ci vanno venerdì alcuni miei amici ma non posso andarci perchè ho un vintage cube di magic. Ho dato i soldi per prendere un biglietto in più solo per supportarli.
Ci proverò di sicuro, anche perchè sono davvero curioso del modus operandi di Mossad & co.
Però non so quanto ci vorrà e sicuramente non al cinema, dovrebbe uscire in streaming se non ho letto male
E’ andata la mia ragazza al cinema a firenze il giorno del debutto. Non mi ha voluto dire nulla del film, solo che non ha mai sentito un silenzio simile a fine proiezione. Nessuno che faceva commenti, niente. Si sono alzati e sono andati via.
È che è letteralmente La banalità del male della Arendt. Cioè i meccanismi sono esattamente gli stessi riportati durante i processi al nazismo (Sono solo un tecnico, Sono un ingranaggio, Io ho fatto l’algoritmo, qualcun altro decide chi bombardare ecc)
Io non ho nemmeno avuto la sensazione che (tutti) gli intervistati fossero pentiti o pensino di aver passato il segno. L’unico che mi ha dato questa impressione è quello che esplicitamente si paragona ai nazisti, ma gli altri mi sono sembrati lì come a parlare del proprio lavoro, tipo al tavolino dell’aperitivo, tu che fai? avvocato, tu che fai? bah indico quali quartieri di Gaza bombardare anche se sono sfollati al 25%, solite robe
Questo popolo ha il cervello talmente lavato che manco se ne accorgo più. Non che questo sollevi ognuno di loro dalle proprie responsabilità personali, sia chiaro
Si c’erano quelli più pentiti e quelli meno, ma tanto se finisci a fare il whistleblower qualcosa t’ha risuonato in testa. Meglio tardi che mai, ma comunque prima cazzo pensavi?
la responsabile dei “reparti” di psichiatria a gaza che è venuta a bologna lo scorso inverno disse che le colleghe israeliane dicevano che i soldati pentiti dell’IDF erano veramente pochissimi
Non so se avete visto che Israele ha già lanciato il contro-documentario, che si chiama uguale apposta per confondere la gente, cosicché alcuni guarderanno questo, sicuramente pieno di propaganda vomitevole, invece dell’originale. Il nome sarà:
Stessa identica impressione.
Degli impiegati che parlano della giornata al lavoro.
E in quest’ottica gli ultimi due minuti sono il necessario cazzotto nello stomaco che ti ricorda di cosa si sta esattamente parlando, se per caso te lo fossi dimenticato.
Mi è piaciuto molto anche tutto il comparto visivo, con queste viste notturne dai tetti di Tel Aviv e della gente che si fa la sua vita tranquilla. Loro.
Non ho visto sto film perché non ce la faccio.
Ma la questione del dire “sono solo un ingranaggio” etc è anche una strategia per auto assolversi. In fondo sanno cosa stanno facendo e hanno creato uno scudo per difendersi e questo scudo è: se non lo faccio io, lo fa cmq un altro, eseguo ordini e così via.
Alla fine, giusto perché la citi, tanti storici e critici sono dell’idea che Arendt si sia fatta fregare da Eichmann che non era lo scemo che voleva farsi passare, anzi, era molto furbo, tanto da capire che la strategia migliore per uscirne era cercare di passare per idiota.
Nah le osservazioni di Arendt reggono benissimo anche adesso, e il fatto che ci sia gente che ripete paro paro le stesse scuse riportate dai nazisti (mica solo da Eichmann) ne è una discreta prova, strategia di autoassoluzione o no