[LSC] Late Stage Capitalism: thread lollino, depressino e rageino (Part 5)

la cosa dei titoli tradotti è di un fastidio unico.

e nonostante usassi yt in inglese con posizione usa, mi traduceva in Italiano alcuni titoli. (account italiano)
nel tempo è migliorato, un po’ di tempo fa mi è capitato invece mi traducesse il titolo di video italiani in inglese :asd:

ora sembra abbiano corretto il tiro e non ne vedo da un po’.

l’audio con l’account non capita mai, se apro in incognito capita spesso che lo fa in base alla location.

però è in divenire, perché ultimamente mi era capitato un video che ci ho messo un po’ a capire che era auto-dubbed.

i voice over fanno cagare, ma i doppiaggi fatti bene hanno un senso.

ieri sono riuscito a cambiare sta cosa della traduzione automatica sulle impostazioni “lingua” di google, ma forse l’hanno messa da poco? Ricordo di aver googlato la cosa mesi fa e diceva “stacce”

la mia sensazione

  • sparo l’ai ovunque perchè devo metterla
  • sparo ai ovunque perchè tanto se non lo faccio io lo fanno i creator ..
  • prima o poi la farò pagare (o calerò le fee)
  • rubo le voci ecc

non c’è bisogno di fare i complotti o inventarsi chissà che, se traduci i video aumenti a livelli altissimi la quantità di video che una persona può vedere diversi dalla lingua che capisce.

e anche per un creator aumenta tantissimo l’esposizione del suoi video.

direi che come soluzione ci sta tutta, ci sono già doppiaggi fatti benissimo con tanto di lipsync. Non elaborati da youtube.

Dritti come un treno verso nuovi orizzonti che levati :asd:

Paywall blindatissimo, ma anche solo il titolo e le poche righe leggibili meritano.

edit, qui è raccontata tutta leggibile

https://www.altalex.com/documents/news/2026/01/09/intelligenza-artificiale-riorganizzazione-aziendale-licenziamento-giustificato-motivo-oggettivo

«È solo un’indagine interna per testare il clima aziendale. Il mercato è in crisi e il nostro obiettivo è quello di scongiurare i licenziamenti»

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Beh in altro ci si mette d’accordo e si scrive tutti il direttore\Ceo\gran truffaldin e si ride un sacco. Anzi li si obbliga a pubblicare i risultati :asd:

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In ordine decrescente per RAL :sisi:

Che tra l’altro è chiaramente il metodo che fa risparmiare più all’azienda.

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infatti tutti scrivono il direttore che non fa un cazzo e vediam che dicono

In riferimento a Vimeo e Bending spoons,

By @Nikita

Hanno licenziato quasi tutti

Qualcuno mi spiega il business model?

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A occhio e croce dire: acquisisci brand + utenti fatturato sale, intanto licenzi costi scendono, ebitda si impenna, vendi e tanti saluti → lasci la scatola vuota a chi la compra.

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C’è una spiegazione nel link che hai postato :asd:

I am surprised so many people don’t understand the business model of Bending Spoons or are bewildered by it.
In conventional infrastructure and product development you need engineering staff to build the product; once the product is built you need very little engineering. If you build a house you don’t keep the builders on payroll once it’s built to keep “building” it - you may need maintenance staff but that’s it - if you need to keep the full team of builders around then something is wrong and you may want to seek a refund for the original builders’ fees since they did not actually finish building it.

Builders and electricians and tradesmen either work as contractors and take that into account (charging higher rates to compensate for the sporadic nature of the work) or work full-time for companies who then resell their services on building projects (charging accordingly to ensure there is enough revenue to pay a full-time payroll of said tradesmen).

Tech was an outlier in this case because ZIRP allowed companies to retain full engineering teams to keep “engineering” the product despite it being essentially finished. This gave a lot of engineers the illusion that perpetual “engineering” of a single product/service is a sustainable model and career.

Bending Spoons’ business model is to buy finished products, cut off the deadweight and keep operating the product and actually making profit off the finished product, which was always a normal thing in every other industry.

Poi non so se sia effettivamente così

Si ma c’è una cosa che non torna IMHO: specialmente in ambito tech, ma è vero un po’ ovunque, tu devi sviluppare io tuo prodotto (o evolverne di nuovi), altrimenti ad un certo punto diventi obsoleto (e in ambito tech questo può essere molto veloce).

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Non so, spesso in ambito software seguendo questa filosofia c’è l’enshittification. Per giustificare un miglioramento costante, inizi a implementare robe che appesantiscono e non servono una mazza, ma è solo politics interns all’azienda per giustificare il ruolo e il team.

Vedi ad esempio Adobe pdf. Hanno iniziato ad aggiungere roba a caso, è diventato pesantissimo

Oppure Microsoft (e non solo loro) che sta aggiungendo ai ovunque, pure in notepad

Questa pratica dello sviluppo perenne per me ha senso per giochi con canone/marketplace, così continui a dare ai giocatori qualcosa di nuovo da fare per tenerli engaged, e prendere di conseguenza soldi che spendono sul gioco ogni tot. Vedi ad esempio league of legends, warframe o un qualsiasi lol.

Invece I software a un certo punto non c’è più un cazzo da fare /aggiungere, vedi vlc o winrar

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É pieno di software che sono cambiati nulla negli anni, tipo crystal report o i-series di IBM. Che sono tutti prodotti di merda nel mondo moderno. Credo sia la fine che farà Vimeo a questo punto. Ci tocca puntare tutto su peer tube…

Ti vendono l’apocalisse. Firenze ha risposto con un numerino.

Ordinanza Firenze 2024/12345: massimo 90 giorni di affitti brevi.

Firenze, centro storico: Duomo, Uffizi, Santa Croce.

Nel 2025 l’ISTAT conta 4,5 milioni di turisti annui.

Prima del 2024, lì dentro gli affitti brevi erano il 15% del totale abitativo disponibile.

Un bel “tappeto rosso” agli annunci, diciamo.

Il 15 novembre 2024 il Comune firma l’ordinanza n. 2024/12345.

Limite massimo: 90 giorni di affitto breve per unità immobiliare all’anno.

E qui arriva il bello.

Ogni prenotazione va comunicata al SUAP entro 24 ore, o scatta la multa: da 500 a 5.000 euro.

Dal gennaio 2025 non è rimasta una frase da conferenza stampa.

Controlli con droni e app di geolocalizzazione: 2.800 annunci irregolari identificati e 450 revoche di licenza.

Spoiler: il turismo non è “morto”.

A gennaio 2026 le prenotazioni brevi nelle zone limitate sono scese solo del 12%, grazie alla riallocazione verso Oltrarno e zone periferiche.

Il colpo vero è un altro.

Tra il 2025 e gennaio 2026 gli annunci Airbnb attivi fanno -35%: da 8.500 a 5.500 (dati piattaforma analizzati dal Comune).

Traduzione non poetica: 1.200 monolocali e bilocali liberati.

Passati a contratti lunghi a canone calmierato: media 750 euro/mese, contro 120 euro/notte prima.

E il mito “rubano case ai fiorentini”? Si sbriciola.

Secondo il Registro Comunale degli Affitti Brevi, il 78% di questi immobili era di proprietari multipli non residenti, e solo il 22% di privati locali.

Comunque, i nomi contano.

Nel Registro spunta anche “Toscana Rentals SRL” con 45 unità.

Nel frattempo l’Assessorato al Welfare registra un dato secco: fila per alloggi ERP -22%.

E FIPE-Confcommercio (gennaio 2026) parla di offerta residenziale nel centro +4,8%.

Sui prezzi, niente magia: numeri.

Per le famiglie under 35 l’affitto medio scende da 1.200 a 980 euro/mese.

E mentre tutti urlano “divieto!”, il conto non piange.

Nel 2025 i ricavi overnight segnano +3%.

Roma discute un limite di 60 giorni nel centro storico dal 2025, Venezia è citata tra i casi simili.

Firenze, invece, l’ha applicato.

Morale secca: le regole non uccidono la città, uccidono i furbi.

💁‍♂️ In breve

Ordinanza 2024/12345 (15/11/2024): 90 giorni/anno + SUAP entro 24h + multe 500–5.000€

Controlli 2025: 2.800 annunci irregolari e 450 revoche

2025→gen 2026: annunci Airbnb -35% (8.500→5.500) e 1.200 alloggi tornati al lungo

Registro Comunale: 78% in mano a proprietari multipli non residenti (es. Toscana Rentals SRL, 45 unità)

Da prendere con le pinzissime. Abbiamo un fiorentino ?

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fare le buche per poi riempirle per fare pil, edizione 2026

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Keynes aveva sempre ragione :sisi: (tranne quando investiva per se stesso, la non ci capiva nulla :asd:

Risate a parte, penso che sia la prima volta che qualcuno dica esplicitamente “al pubblico non piace che la nostra tecnologia distrugga l’ambiente quindi dobbiamo fare in modo che almeno sia utile a qualcosa se no ci fanno (metaforicamente) la pelle”

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