Cannabis light e Decreto sicurezza: “Perso fino al quaranta per cento del fatturato”
Parliamo di un settore che in Italia contava (prima della stretta) circa 3.000 aziende e 30.000 lavoratori, oltre al relativo gettito fiscale
È di pochi giorni fa la notizia di una serie di sequestri avvenuti in Alto Adige, dove in sei punti vendita sono stati sequestrati complessivamente 5,175 kg di infiorescenze di canapa. Cinque titolari sono stati denunciati e alcuni rischiano fino a sei anni di reclusione per reati legati allo spaccio.
Si è tenuto un tavolo tecnico, nel quale è stato definito un percorso di dimissione protetta, comunicato ai genitori. Questi ultimi però, a dieci giorni dal ricovero della figlia, hanno deciso per le sue dimissioni contro il parere dei medici.
Secondo le valutazioni investigative, dalla piantagione sequestrata si sarebbero potuti ricavare circa 370 chilogrammi di principio attivo, equivalenti a 15 milioni di dosi, per un valore complessivo sul mercato al dettaglio stimato in circa 31 milioni di euro.
Oggi dovrebbe iniziare il processo a Filippo Blengino dei Radicali che, subito dopo l’entrata in vigore della cacata voluta da salvini “sobrio sì sobrio no se sei positivo ti ritiro la patente”, si era autodenunciato alla polizia e gli era stata ritirata la patente in quanto positivo alla cannabis.
Immagino che la soglia deciderà il giudice in base a quello che dicono di volta in volta i medici, non vedo altro modo per determinare la pericolosità, che poi è quello che succedeva prima.
Cannabis light: dalla coltivazione legale al processo per detenzione ai fini di spaccio
E’ successo al 39enne valdostano Giampiero Semeraro, che dal 2018 coltivava la canapa sativa nella sua azienda agricola. Entrato in vigore il decreto sicurezza del 4 aprile 2025, la sostanza viene messa al bando e alla porta bussa la Guardia di finanza.
Questa roba merita vendetta. Non so in che modo, ma vorrei che i responsabili di questo scempio giuridico prima o poi paghino personalmente e con gli interessi per questo schifo.