Nuovo genocidio in Darfur, sembra
https://www.washingtonpost.com/world/2025/10/28/sudan-darfur-el-fashir-rsf-ceasefire-talks/
Nuovo genocidio in Darfur, sembra
https://www.washingtonpost.com/world/2025/10/28/sudan-darfur-el-fashir-rsf-ceasefire-talks/
Aggiungo questo articolo del Wall Street Journal, che evidenzia come le milizie delle RSF abbiano il supporto materiale degli Emirati Arabi Uniti, e come questo supporto sia stato fondamentale nel garantire loro la forza per compiere atti come quelli di questi giorni

Un po’ di contesto per chi magari non si è tenuto aggiornato sulle notizie di questo martoriato angolo di mondo che è praticamente in guerra ininterrotta dal 1955 ad oggi
Negli anni 2010, durante l’ultima guerra (la c.d. land cruiser war) in Darfur tra separatisti non arabi e governo centrale, quest’ultimo crea le Rapid Support Forces, un gruppo paramilitare tratto da giovani delle milizie jangaweed provienienti dalle tribù arabizzate del sahel.
Le RSF sono state utiizzate come strumento più agile delle forze armate regolari per reprimere le spinte separatiste nel darfur, prima di trasformarsi negli ultimi anni in una forza separatista loro stesse
L’attuale confilitto che le contrappone al governo centrale deriva dalle divergenze di opinione tra i due generali che hanno preso il potere con un golpe nel 2021, al-Burhan (attuale capo di stato di fatto del Sudan) e Hemediti (nome di battaglia), suo ex vice e comandante delle RSF, che a quanto pare non sono riusciti a mettersi d’accordo sul tema dell’integrazione delle RSF nell’esercito regolare, sulla conformazione della catena di comando e sui passi da fare per giungere a un presunto ripristino del potere civile.
A seguito dell’ingarbugliarsi della lotta di potere è scoppiato il conflitto tra queste due forze militari, e Hemediti (che poi si chiamerebbe Mohamed Dagalo) ha creato un contro-governo nelle aree controllate dalle RSF nel sud ovest del paese.
Il Governo riconosciuto del Sudan è sostenuto dall’Egitto per ovvi motivi geopolitici e di condivisione di frontiere e risorse (acque del nilo in primis)
Le RSF sono sostenute abbastanza apertamente dagli Emirati Arabi Uniti e in maniera meno sfacciata, ma comunque sostanziale, da Ciad ed Etiopia
L’attuale guerra ha già causato qualche 30.000 morti e oltre 13 milioni di sfollati.
Ne sentite parlare perchè negli ultimi giorni le RSF hanno conquistato El Fasher, ultima roccaforte delle forze regolari sudanesi nell’ovest del paese, scatenando esodi ed esecuzioni di massa visibili anche da satellite.

Ovviamente come sempre nel sahel la situazione sul campo è arricchita dalla presenza di vari altri gruppi armati a fedeltà variabile, signori della guerra à la mad max che vogliono solo vedere bruciare il mondo, capi mafiosi impegnati a trafficare armi, droga nonché depredare miniere doro e villaggi, proxy groups di potenze straniere, mercenari russi e libici, il tutto condito da linee di frattura etniche e tribali che complicano il tutto
Aggiungo che il bilancio da quel che leggo sarebbe molto peggiore di 30.000 morti, si parla di almeno 150.000 senza contare mezzo milione di bambini/neonati morti per malnutrizione (ci sono 25 milioni di persone alla fame).
Ma a noi che ce ne frega, potrebbe dire qualcuno? Cioè alla fine è sempre il solito sudan, con il vetusto e abusato tema dei bambini neri morenti con la pancia gonfia e avvoltoi che aspettano l’inevitabile, se io non sono sensibile a questi spot modello save the children da lacrimuccia facile perché mi dovrei interessare del darfur, giusto?
Sbagliato, perché le RSF stanno in piedi, almeno finanziariamente, grazie al loro principale sponsor (UAE), che ne raccoglie il prodotto delle miniere d’oro per poi smerciarlo per il mondo. Si parla di stime intorno ai 14 miliardi di dollari all’anno quindi non proprio bruscolini.
Inoltre gli emiratini erano/sono (la guerra ha creato qualche difficoltà) impegnati ormai da 25 anni nel trasformare il sudan nel granaio del golfo, con enormi investimenti in infrastrutture agricole e nella promozione del settore primario.
Ovviamente hanno anche in mezzo un bello sforzo di colonizzazione dei principali porti sudanesi e in sostanza ne controllano il sistema finanziario.
L’idillio è finito quando il governo centrale sudanese ha cominciato a tentare di mettere un freno (nemmeno tanto convintamente a dire il vero) al land grab emiratino, che di fatto aveva occupato la maggior parte dei terreni agricoli migliori in modalità che riservavano ben pochi vantaggi per le comunità locali
Un ruolo lo ha in qualche modo giocato anche la crescente rivalità economica tra UAE e arabia saudita, che in sudan sostengono attori contrapposti (il Regno è allineato col governo centrale sudanese)
Vabbè ok ma noi che ce ne frega di che cazzo fanno gli emiratini in darfur? Ora, ce ne frega perché questi signori, che per fare un paragone c’hanno il pelo sullo stomaco di genova e venezia nell’epoca d’oro delle repubbliche marinare, sono anche il principale sponsor di Haftar, lo strongman che controlla la maggior parte della libia e quindi le leve migratorie e gasiere che hanno una diretta influenza sulla nostra qualità di vita
In quel teatro noi siamo dall’altro lato della barricata perché sosteniamo il GNU, governo Libico internazionalmente riconosciuto insieme a Qatar, Turchia e Algeria, mentre UAE, russia, ed anche egitto (che in sudan come detto è invece schierato contro gli emirati) sostengono apertamente il GNS di Haftar
Già da tempo si sono visti libici che combattono in darfur e sudanesi che combattono in libia, e miliziani delle RSF in numeri non trascurabili sono impiegati nelle forze di Haftar che da anni impediscono (tra altri fattori, ci mancherebbe) il progresso del processo di pace libico
Aggiungo che qua in Italia ce ne dovrebbe fregare anche per questo:
Nel quadro della prima visita di Stato in Italia di un Presidente degli Emirati Arabi Uniti, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto a Palazzo Chigi Sua Altezza Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
L’incontro ha confermato il livello di straordinaria eccellenza raggiunto nelle relazioni bilaterali tra Italia ed Emirati Arabi Uniti negli ultimi due anni a partire dalla visita del Presidente Meloni negli Emirati del marzo 2023.
In questa occasione sono stati annunciati investimenti da parte degli Emirati Arabi Uniti in Italia per 40 miliardi di dollari e sono state firmate oltre 40 intese, sia a livello governativo, incluso un Accordo a ulteriore rilancio della cooperazione nel settore della difesa, sia nel settore privato che ha visto lo svolgimento di un business forum con la partecipazione di oltre 200 operatori economici italiani ed emiratini.
Una delle tragedie fuori moda. Non interessano.
Sono più di due anni che si scannano, con la rsf che stupra qualsiasi ragazza nera per distruggere quella etnia e rendere ancora più dominante la popolazione di origine araba
Eh, magari fossero solo 2 anni, in gruppo RSF rappresenta sostanzialmente la delocalizzazione a forze private dei compiti di controllo territoriale da parte delle Forze Armate sudanesi, lo stesso SAF adesso non è più coeso quanto composto da una sempre variegata coalizione di gruppi ancora in grado di sparare nella solita generica direzione. Avete presente la Somalia post-1991 ? Ecco.
Trovo surreale appellarsi all’uso di immagini satellitari commerciali per comprovare quanto di fatto gli stessi miliziani riportano gioiosamente essi stessi in prima persona, e preferisco evitare di riportarne.
Danno una visione più complessiva.
Non vedo infatti perché le cose non possano essere complementari.
Comunque le cifre che hai riportato sopra sono spaventose :| ovviamente a livello internazionale l’interesse è quasi inesistente
Chiedo scusa, mi rendo conto il messaggio potesse apparire cinico ed ingeneroso, non era rivolto a te, e certamente non alle informazioni apportate; solamente, trovo amaro vedere la stampa internazionale accorrere giusto quando si possa semplificare un evento con una titolazione d’eccezione, città africana caduta, massacri in corso, roba del genere. Ma Al-Fashir è caduta 10 mesi fa, quando la coalizione dell’RSF occupò i quartieri orientali della città ed il 75% della popolazione assediata all’epoca, poi macellata in abbandono a sua volta senza grande interesse mediatico, l’abbandonò; adesso con l’esaurimento operativo della Sesta Divisione Fanteria si è concluso l’assedio ma era uno scenario ovvio, persino le Forze Armate sudanesi avevano rinunciato a sostenere ulteriormente la guarnigione quando si sono resi conto non fossero più in grado di rifornirli con gli aviolanci perchè, appunto, la città era già caduta.
Il bilancio dei massacri di El Fashir sarebbe salito ad almeno 60.000 morti, ma fino a 150.000 persone mancherebbero all’appello.
Un tragico ma giustissimo aggiornamento, ci si augura il numero totale sia inferiore alle estrapolazioni e la popolazione sia fuggita disperdendosi dove possibile ma ciò non toglie la guerra civile sudanese sia una carneficina; da rimarcare il fondamento di questi massacri sia sostanzialmente il suprematismo etnico, ed i loro finanziatori siano i coccolati Emirati Arabi Uniti, i quali stanno sul piano internazionale sostanzialmente ricalcando i passi di Cartagine nella loro costruzione di un impero diffuso su scala regionale.
Ho letto da qualche parte che ora non ritrovo che un think tank stima che in 10 giorni siano morte lo stesso numero di persone che in 2 anni di guerra a gaza ( ≈70k )
Il numero di stupri è incalcolabile
san Giorgio scaccia il male che carneficina
quando non le stuprano le impiccano con i figli