come già detto, tutto quello che sta succedendo e succederà, è un riposizionamento strategico in vista delle “guerre climatiche” che verranno quando inizierà a scarseggiare tutto quello che oggi siamo abiutati a vedere in abbondanza.
Ed è anche abbastanza palese, tranne a noi europei con le fette di salame sugli occhi, che tra le grandi potenze, siamo la più attaccabile proprio perchè non siamo un gruppo “monolitico”, perchè la nostra deterrenza nucleare non è europea ma di un singolo stato (2 con l’uk), perchè a livello militare abbiamo avuto per anni numer ridicoli, e perchè economicamente ci siamo “venduti” alla cina come fornitori, e agli americani come clienti, buttando nel cesso il mercato interno.
Comunque, per ribadire quello dicevo, cioè oltre che alla questione delle risorse naturali la questione dell’acquisizione territoriale come manifestazione di potenza è altrettanto importante, ed è silenziosamente probabilmente quasi accettabile non solo dai MAGA ma da una larga parte di classe dirigente e popolazione, specialmente se fatta senza spargimento di sangue, consiglio di leggere questo articolo del NYTimes per vedere il tono: https://www.nytimes.com/2026/01/13/world/europe/greenland-trump-size.html?smid=nytcore-android-share
Esattamente come l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin.
Per ora tanti cittadini americani sono assoltuametne contrari a questo strappo, ma è partito il lavaggio del cervello.
Come in russia con quelle trasmissioni dove “esperti”, influencer e politici vengono chiamati per spiegare come mai bisogno bombardare berlino, l’EU è cattiva, l’Ucraina è piena di nazisti etc, in USA c’è una consistente manovra atta a spiegare che la Groenlandia serve per difendere gli USA, è praticamente loro, se non la prendono loro se la prenderà la russia a brevissimo, gli spetta di diritto, è ora che la gente smetta di ridere degli USA e inizi a portare rispetto etc.
comunque trump ha risposto al premier groelandese dicendo che non ha la più pallida idea di chi sia e che comunque non conta un cazzo il suo punto di vista e che sarà un grosso problema se non cambia idea
Sicuramente, ma il punto che facevo ora non è quello, leggi l’articolo e vedrai che è tutta una questione di km^2 governati, e alla fine leggendolo non sembra neanche tanto male per un cittadino statunitense. :)
Rimane da vedere quanto efficacemente il governo di Copenaghen riuscirà mai ad orchestrare i negoziati, potrebbe neppure troppo paradossalplmente alimentare comprensibili simpatie statunitensi se i termini dell’eventuale concordato fossero trattati senza adeguato coinvolgimento dei locali; tutto sommato i danesi continentali non hanno fino a tempi molto recenti attribuito grande rilevanza e proccupazione allo sviluppo all’isola, mentre il resto dell’Unione Europea mostra un cinco improvvido subitaneo interesse solo quando messi spalle al muro con un’arma puntata contro.
Vero, infatti ritengo dall’Europa servirebbe produrre una visione d’insieme più ampia rispetto al servilismo odierno e la passata noncuranza riguardo la Groenlandia; se anche il bellicismo retorico della Casa Bianca nei confronti del Canada non fosse altro ma smargiassate il loro reitearsi obbliga in ogni caso le istituzioni canadesi a preoccuparsene e, almeno teoricamente, pianificare per l’eventualità, perché di questioni di sopravvivenza nazionale si tratterebbe; inevitabilmente in questo modo sotto alcuni aspetti divenire quella minaccia apparente rimarcata dalla Presidenza statunitense, giustificando ed amplificando il valore della propaganda.
Per l’Unione Europea proteggere la Groenlandia significa anche salvaguardare il Canada ed il rapporto con esso, spero solo la diplomazia da Ottawa rimanchi anch’essa tale concetto.
Leggo che sarà oggi l’incontro Danesi - JD Vance, che qui troviamo in una foto dall’ultimo viaggio che solo visualizzare vi farà passare almeno 3 ore nel sotterraneo dell’aeroporto da cui entrate in USA: