I traduttori, queste strane bestie...


Armenia: casa editrice da me citata ad esemplificazione di quanto sostengo. Non di nicchia nel suo settore.

Guarda che le traduzioni non vengono fatte "in ufficio". I contatti editore-traduttore si mantengono quasi certamente via mail/posta normale/telefono. Il traduttore se ne sta a casina sua con il testo originale in mano. Il tempo per documentarsi ce l'ha (ed è previsto che lo abbia: l'editore ha tutti gli interessi di proporre un lavoro che sia il più perfetto possibile).

Doppiatore non vuol dire traduttore: il doppiatore presta la voce, 'recita' un testo. Il traduttore è quello che fisicamente prende in mano l'originale e ne fa una trasposizione nella propria lingua.
Sì, mi è sfuggito il "doppiatore" al posto di traduttore.

E poi, beh se sono tutte fatte casa ( anche se dubito che siano tutte tutte fatte a casa ) allora non so proprio che cazzo aggiungere . E a parte lamentarsi non c'è nient'altro da dire, per giunta .

casa/studio. Sicuramente non in un ambiente controllato come un ufficio.

Dal tuo tono mi par di evincere che te la sia vagamente presa. Se è così mi dispiace. Davvero.


No, è lo sfogo ultimo del mio disgusto verso i traduttori incapaci. Se non c'è ambiente controllato ma molto libero, allora non c'è scusa che tenga.
E io che in buona fede ancora li difendo. Lavorate schiavi!
Epperò epperò ... sarei propenso a dire che ci sono ancora casi e casi ...

vero. ad esempio sono uno dei (pochi) sostenitori delle traduzioni italiane delle opere di Tolkien.
tornando a bomba.

ho letto un paio di interviste ad alcuni traduttori che lavorano per mondadori ed inaudi e si occupano di narrativa da circa una quindicina d'anni.
dalle interviste si evince che:
1) vengono pagati poco e tutti gli intervistati lo fanno come secondo lavoro o al più come hobby pagato.

2) lo fanno nei ritagli di tempo e in maniera del tutto privata.

3) vengo presi spesso a pesci in faccia dai lettori (va un po', non l'avrei mai detto )

mi spiace non avere più sottomano le interviste, erano state pubblicate su il Venerdì di repubblica l'anno scorso.

vabbè, era tanto per dare una visione più ampia dell'oggetto in discussione.
infatti, dovrebbero esserci traduttori pagati un tot al mese più un tot per le traduzioni, e con un consulto online chiedere ai lettori chi li ha soddisfatti e dare a loro più libri possibile
(quanti ne possono fare? 1 al mese? ogni 15 giorni?
Questo è indubbiamente parte del problema: considerare la traduzione di un'opera come un lavoro di secondaria importanza.
io invece ho conosciuto Antonio Caronia, quello che ha portato Ballard in Italia

un figo


E' questione di denaro.
Assembla una società di professionisti e vedrai se poi hai ancora da lamentarti .
Per certo è che se lo facessi anche io come lavoro/secondo lavoro per poi venire qui e sentirmi dire di tutto, vi manderei sul serio a quel paese, dedicando ben poche energie alla traduzione.
Poi ci sono quelli pignoli che vogliono sudare fino all'ultimo centesimo di euro della propria paga ...



scusa?
io che sono il consumatore nn dovrei lamentarmi di un prodotto mediocre perchè chi traduce, in maniera mediocre, lo fa come secondo lavoro?
fai un lavoro migliore e non sentirai lamentele, oppure ingoia e muto.


schidzo, ma per piacere


hai ragione collina fa arbitro come secondo lavoro quindi se arbitra male può dire, deh ma lo fo come secondo lavoro che mi rompite le scatole

Scusa schidzo se te offri un servizio pessimo le lamentele te le meriti indipendentemente da quanto ti pagano
Oh ma siete incontentabili .

Sto solo dicendo che il denaro paga la qualità ... se uno fa l'architetto che progetta le Cupole dell'Auditorio come Speer per la nuova Germania nazionalsocialista ( e vorrei vedere se hai tempo per fare altro ) che guadagna fior di quattrini, e come secondo lavoro il traduttore che pure mi pagano male ... a quale dedichereste più tempo? A fare i traduttori?

Poi io distinguerei ancora. Quanto tempo mi danno per la traduzione? Non penso un anno intero perché se un libro deve uscire deve uscire ...

Anzi, aridiamogli: sparare su una intera categoria in cui c'è chi fa il proprio lavoro bene, non è molto bello, però ancora rimane chi lo fa male. Se il lavoro è pagato male, il tempo è quello che è ... non hanno proprio tutti i torti, magari un 80% to' ( per farvi contenti ).

questa è la mentalità secondo cui l'utente non dovrebbe mai lamentarsi, ma io, da buon genovese, visto che PAGO (e neanche poco, perché mediamente un libro costa 15 €), PRETENDO di pagare almeno un BUON LAVORO, altrimenti taglio la testa al toro, compro direttamente i libri in originale e porto i miei soldi altrove, lasciando le nostrane case editrici a farsi.... e qui m'interrompo: non è luogo per indecenze.
I traduttori possono anche essere pagati male, ma di certo un lavoro fatto male non incoraggia ad un buon pagamento.
I libri costano troppo, sono d'accordo.
Però a questo punto la lamentela si sposta in alto, verso la casa editrice, che propone a prezzi assurdi taluni lavori fatti male, e tal altri fatti in maniera decente.



ma infatti mi "incazzo" con chi traduce male, chi fa un buon lavoro ha tutta la mia stima.

chi traduce male per me non ha scusanti, dopo tutto è lui a proporsi come traduttore, mica gli puntano un coltello alla gola, eh
Ma quello che voglio dire io è che oltre al naturale fancazzismo ci sarà qualcuno che ha scusanti migliori, o no?
Sempre in tema di traduzioni...
Se tra di voi ci fosse qualche genovese, in Facoltà di Lingue venerdì pomeriggio c'è un incontro che capita proprio a fagiolo, vi linko la pagina:
http://www.lingue.unige.it/bacheche/avvisi/Tradurre%20libri%20un%20mestiere%20impossibile.pdf
Il titolo è Tradurre libri: un mestiere impossibile?
A questo punto sono mooolto curiosa di andare e vedere che dicono...
grazie della dritta!
io ed elric potremmo palesarci, che dici?