Nello specifico, la tratta ferroviaria che collega l’Andalusia a Madrid è stata parecchio discussa negli ultimi mesi, dopo che il sindacato dei macchinisti spagnoli (SEMAF) aveva richiesto – e in seguito ottenuto – l’abbassamento del limite di velocità da 300 km/h a 250 km/h «a causa degli effetti che, secondo la loro denuncia, sono causati dall’accumulo di una serie di imperfezioni sui binari».
Nello specifico, la SEMAF aveva già segnalato ad agosto 2025 le forti vibrazioni dovute al traffico ferroviario più intenso sulla linea, vibrazioni che «potrebbero essere alla base di eventi come la rottura dei carrelli dei treni», scriveva il sindacato all’epoca.
Tra l’altro, l’ultima operazione di rinnovo dei binari risale a maggio 2025 (per un totale di 700 milioni di euro investiti), anche se le condizioni della tratta ferroviaria «dovrebbero essere ottimali», secondo quanto riportato dal presidente di Renfe. Il Frecciarossa 1000, invece, era stato ispezionato il 15 gennaio 2026, appena 4 giorni fa.
Secondo quanto riportato da El Pais, nel 2025 la ADIF (la compagnia statale che gestisce l’infrastruttura) aveva riscontrato una serie di malfunzionamenti tecnici sulla linea, proprio all’altezza di Adamuz, come problemi al sistema di segnalamento e con l’infrastruttura, in quest’ultimo caso segnalato il 26 ottobre 2025. Il 23 dicembre 2025, invece, la compagnia aveva segnalato un guasto agli scambi tra Adamuz e Corbova.
Al tempo stesso, secondo alcune testimonianze dei passeggeri a bordo, prima dell’incidente sono stati avvertiti due sussulti, uno più lieve e il secondo più forte: questo è compatibile con l’ipotesi – ancora da confermare – che l’incidente possa essere stato causato da un problema all’infrastruttura ferroviaria, che avrebbe impedito un corretto appoggio del carrello ferroviario sui binari, finendo per far deragliare la coda del treno subito dopo aver superato uno scambio di binari, esattamente come successo.
Secondo un’indiscrezione riportata da Reuters, che cita un funzionario coinvolto nelle indagini, i tecnici presenti sul posto avrebbero individuato segni di usura a una delle piastre di giunzione dei binari ferroviari: a quel punto, il giunto difettoso potrebbe aver creato uno spazio tra le sezioni della rotaia che si sarebbe allargato man mano che i treni viaggiavano sulla linea.
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