Ma era pieno di chitarre
sta a vedere che postava pure su m4a
una parker quindi pure un extreme intenditore
Vabbe’ lo script di Strade perdute ![]()
https://www.juliensauctions.com/en/items/1426415/david-lynch-lost-highway-script
Cazzo ne sapeva anche di caffè: la marzocco a casa è un sogno pure mio da anni. Ma mi tengo la moka, non sono uno dei più grandi artisti dell’ultimo secolo.
C’avevo un leggero sospetto eh ![]()
no non dovevo vedere sta roba maledetti ![]()
chi si smezza uno script di fire walk with me ? ![]()
certo minchia già stanno mettendo all’asta la sua roba ?
I calzini di Bobby ![]()
Aveva praticamente uno studio di registrazione in casa, molta più attrezzatura musicale che roba di cinema. Compreso un basso a 8 corde
In effetti oltre a pubblicare dischi ha anche sempre avuto un occhio di riguardo per l’audio.
E una falegnameria ![]()
Perché, quello del primo episodio di Twin Peaks no? ![]()
O la pellicola di Eraserhead?
Fa strano impressione la vita di un artista di quel calibro mess così… alcune di quelle cose sono da museo.
Questo l’ho pensato pure io man mano che scorrevo
Sì! E negli ultimi anni postava spesso sue creazioni, ovviamente spesso completamente inutili e bellissime ![]()
minchia
bei soldi hanno fatto
Un altro direttamente sullo specchietto retrovisore
Sai che ci ho pensato? ![]()
Ma non so se sono ancora abbastanza giovane da mettere a repentaglio la vita per la coolness ![]()

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In agosto mi sono letto questo
https://www.minimumfax.com/shop/product/perdersi-e-meraviglioso-1548
ovvero una raccolta di interviste al nostro dall’uscita di Eraserhead fino a quella di Inland Empire
A parte alcuni giornalisti che sono evidentemente dei babbei
è una lettura imho interessante e che fa capire (se ce ne fosse tuttora il bisogno) due cose
Una, che Lynch era un artista e un tecnico completo. Faceva TUTTO, si interessava a tutti gli aspetti della lavorazione dei suoi film e insieme era in grado di lavorare perfettamente con tutti i collaboratori (direttori della fotografia, tecnici del suono, attori, …). Non mi è chiaro ad esempio come mi sia potuto sfuggire che Lynch nel 2001 aveva tirato fuori un disco di “industrial blues” che ora è automaticamente il mio disco preferito di sempre
Due, che Lynch aveva una grande attenzione alla storia (intesa come trama, narrazione). Agevolo quote significativo:
I: Ti sbarazzeresti della narrazione, se potessi? Sarebbe quella la prima cosa che elimineresti se lavorassi al di fuori del circuito commerciale di Hollywood?
L: No di certo. Cosa intendi per narrazione? La storia?
I: Sì, la trama lineare “da A a B a…”
L: Be’, non necessariamente. A volte funziona benissimo e ti serve. A volte la trama lineare non è proprio il massimo. Non ti porta al di sotto della superficie e non lascia spazio alle sorprese e al brivido. Ma io credo fermamente nelle storie. La chiave di tutto è il modo in cui vengono raccontate.
A riprova di questo, ieri mi sono rivisto The Straight Story e se non ti fermi a pensare per un secondo manco potresti credere che viene dallo stesso regista di Mulholland Drive
e invece è una storia di “sorpresa” e di “brivido” esattamente come Mullholland Drive, anche se raccontata in una maniera che più lineare non si può (anche nelle riprese, che hanno seguito pedissequamente e cronologicamente il viaggio di Alvin Straight)
Quanto cazzo manca <3
Non ho mai guardato tantissime interviste, ma è sempre stato chiaro per me che Lynch decostruiva ma sempre a favore di una narrazione precisa. La cosa meravigliosa era come il linguaggio fosse ben più profondo dellinglese, e di come la spiegazione di una unica interpretazione non fosse necessaria.
