… derivano grandi responsabilità.
Da bambino comprai quel numero 1 di Spiderman, si chiamava l’uomo ragno gigante, era il 1976.
Non posso dimenticarlo.
Diventò il mio eroe preferito.
Penso abbia avuto una enorme influenza su di me.
Sognavo un mondo bellissimo.
Mi domando oggi se era una presa per il culo.
Oggi penso che nessun individuo può reggere il peso del potere e restare integro.
Sia nel piccolo, che nel grande.
È la condizione umana che è scassata di suo.
L’interferenza amplificata abbestia è il cancro. La pazzia lucida la sua metastasi.
Strati culturali di contenimento interiore vengono via via spazzati, e si diventa totalmente vuoti, disillusi.
Qualcuno ancora abbocca a narrative deformi, i più si ritirano, in attesa della morte.
Non esistono eroi, e nemmeno giusti.
Solo vaghe approssimazioni ormonali di entusiasmi da remunerare.
Vendere è il mantra, vivere solo un fastidio da togliere dall’equazione asap.
Faremo tutti la fine del sorcio senza formaggio.
