Da un grande potere ...

… derivano grandi responsabilità.

Da bambino comprai quel numero 1 di Spiderman, si chiamava l’uomo ragno gigante, era il 1976.

Non posso dimenticarlo.

Diventò il mio eroe preferito.

Penso abbia avuto una enorme influenza su di me.

Sognavo un mondo bellissimo.

Mi domando oggi se era una presa per il culo.

Oggi penso che nessun individuo può reggere il peso del potere e restare integro.

Sia nel piccolo, che nel grande.

È la condizione umana che è scassata di suo.

L’interferenza amplificata abbestia è il cancro. La pazzia lucida la sua metastasi.

Strati culturali di contenimento interiore vengono via via spazzati, e si diventa totalmente vuoti, disillusi.

Qualcuno ancora abbocca a narrative deformi, i più si ritirano, in attesa della morte.

Non esistono eroi, e nemmeno giusti.

Solo vaghe approssimazioni ormonali di entusiasmi da remunerare.

Vendere è il mantra, vivere solo un fastidio da togliere dall’equazione asap.

Faremo tutti la fine del sorcio senza formaggio.

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Io spero solo che il risveglio collettivo (aka presa di coscienza della totale enshittificazione delle nostre vite, magari il concetto si limitasse alla rete, oh, wait…) sia morbido e non dovuto a qualche trauma anch’esso collettivo. Chi vuole capire i tempi che viviamo non possiamo dire che non abbia gli strumenti, ma la volontà di accettare il compito, ecco lì sì che si può evocare l’eroismo non a sproposito.

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Mia madre mi comprò il primo numero dell’Uomo Ragno.
L’avevo stressata per giorni, non è che navigassimo nell’oro, ma alla fine mi accontentò.
Mio padre riteneva i fumetti dei supereroi una cretinata (lui leggeva Tex, per dire) ed una perdita di soldi ed alla prima stupidaggine da bambino che feci mi buttò l’uomo ragno nella spazzatura.
“Da grandi concessioni derivano grandi responsabilità” mi disse.
Cazzo, mio padre era zio Ben e non me ne ero mai accorto.

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Più che altro penso che sia proprio la premessa di fondo che è andata a cadere, dato che abbiamo dimostrazioni giornaliere che da un grande potere non deriva un assoluto cazzo di nulla. :sad:

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Momento storia.

Quando ero in quinta superiore i nostri docenti avevano deciso di prepararci all’esame facendoci fare una simulazione, qualche mese prima (non ho idea se sia la norma).

Facciamo quella di italiano, io scelgo il saggio breve, e anche se non ricordo qual era l’argomento a un certo punto scrivo qualcosa tipo “e come ci insegna lo zio Ben, da un grande potere derivano grandi responsabilità”, tutto fiero di me perché ci stava benissimo.

Arriva la correzione, fatta da un’insegnante esterna. Voto: 6 (su 10). Vado a vedere la mia bella citazione a Spider-Man, trovo “zio Ben” marchiato in rosso e a fianco la scritta “chi è?”.

Cioè te sei ignorante ed è colpa mia.

Per inciso poi all’esame con il saggio breve presi 14 (su 15), e mentalmente il “suca” a quell’insegnante esterna è stato fortissimo.

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Hans oggi la moglie t’ha detto che non c’era il sugo per la pasta, vero?

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Cazzo, glielo potevi dire:
“è il papà di Pogue”

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Avrà pensato che citavi zio Benito :sisi:

Da un grande potere derivano solo grandi abusi.

Penso che il potere sia più che altro una realtà sociale, che nasce da due condizioni che si alimentano a vicenda in una spirale perpetua: coercizione e gerarchia.
La libertà è l’unico vero nemico del potere, quanto più quella cresce tanto più esso scompare, e viceversa. E anche la libertà non è dell’individuo, ma espressione di una società basata su collaborazione ed eguaglianza.

Per il resto, gli eroi sono positivi da bambini, ma dannosi per gli adulti.
Sono la scusa e il rifugio per chi non può, non vuole fare nulla. Sogni sterili.

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Il potere e la gerarchia per me sono inevitabili in una società, il problema sta nella morale degli individui che li detengono. Ma quello è anche frutto dei tempi e di come decidiamo di costruire una società e con quali basi sociali

Soccer Goalkeeper in Goal
da un grande portiere deriva la parata dello scorpione