Lasagne al salmone (da coma)
ravioli ricotta e spinaci in salsa bianca con crostini di speak abbrustoliti e granella di bronte,
rollato di pollo morto ripieno di cose con fondo di passata di verdure
involtini misti croccantosi fuori una crema dentro
salsicce di porco e finocchietto col budello dalla mongolia con patate e funghi al forno
pisellini al tegame su soffritto di cipolla
vino bianco indigeno annata 2024,
pane croccante
acqua
caffè
cassata da riferimento gentilmente omaggiata dalla suocera e cannoli da 30cm fatti in casa dalla cognata.
Tutto cucinato da mia moglie, io ho preparato solo la besciamella, mi ha detto “tu gira qui a rotella col frustino, quando è denso fermati” apparecchiato il tavolo e aggiustato la tazza del cesso che si era staccato il coperchio.
Io sono in montagna per i cazzi miei, allo scopo di mantenere la poca sanità mentale che mi rimane, perciò niente pranzi luculliani però…
Scofanata di Paella a pranzo, customizzata (con aggiunta di mazzancolle extra, luganega e pomodorini);
Costine alla griglia + (troppe) patatine al forno per cena.
Ora sono particolarmente in hype per una colomba artigianale al caramello salato ricoperta di cioccolato e scagliette di cioccolato bianco. Che avrei già aperto se non mi fossi sfondato con le patatine. Aspetto che si formi un po’ di posto poi la apro.
Presa perché quest’anno niente uova di pasqua, troppo costose.
Ecco, a proposito di uova, io invece stamattina presto sono partito per sentieri e ho presenziato per la prima volta a una tradizione che fanno nel paesino di montagna “principale” della zona:
Sono arrivato talmente presto che non c’era ancora nessuno. Già ero deluso “mah sarà una roba pubblicitaria del comune”. Vado a fare colazione, rifaccio il giro e mi trovo la piazza mezza piena, con altrettante persone che stavano arrivando. Tutti con sporte, scatoline, contenitori di uova, ecc.
Si dividevano in gruppetti a seconda delle sfide che volevano fare, ogni sfida aveva il suo “direttore” che diceva chi si sfidava e come dovevano fare, quindi non era esattamente come dice l’articolo. In pratica scegli se vuoi sfidare l’altro di punta, di pancia o di culo (a un certo punto una direttrice urla “CI SERVE UN CULO!”, io morto. ), poi si sceglie se chi “attacca” vuole un numero pari o dispari e si aprono le dita insieme. Chi attacca sbatte il suo uovo su quello dell’altro che deve solo tenerlo fermo. Se l’uovo dell’altro si rompe lo vinci e te lo porti a casa.
Ma la roba più assurda era quanto fosse piena la piazza. E alle 11, quando sono andato via (dovevo tornare sù a piedi, è circa un’ora di salita) continuava ad arrivare gente. Tutti con le uova colorate, alcune pure parecchio belle e elaborate.