[AAA] App o metodi per ridurre screen time?

Ngi vale come social?

Comunque ha ragione Char

La risposta è dentro di te :sisi:

Quando ho qualcosa da fare che mi interessa e il mio umore è almeno medio, i social me li dimentico.

Noia e umore basso? non ho voglia di pensare, non riesco a concentrarmi su niente e quindi non mi resta che il doomscrolling, che è sempre meglio di guardare il soffitto :asd:

Gg grazie Nico, sta roba è una bomba

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yep confermo, ReVanced è davvero una figata.

E allora datti il tempo di maturare la scelta dentro di te e, quando si presenta, cogli l’occasione per modificare le abitudini.

Penso che trovare altro che catturi maggiormente la tua attenzione sia una buona strategia, ma ovviamente queste cose avvengono per lo più spontaneamente. Certo se sei chino sullo schermo difficilmente noterai la realtà circostante abbastanza da farti catturare da altri interessi nuovi o rispolverati. Svuotare il tempo dagli riempitivi digitali può lasciare frastornati: le abitudini sfociano in una più o meno accentuata dipendenza e diventano dure a morire, rinforzate come sono dalle ricompense endogene; ci si sente anche un po’ cretini a esserci cascati (io mi ci sentivo honestly) e questo lascia un sottile e impercettibile senso di vergogna che il cervello contrasta paradossalmente cercando l’oggetto della dipendenza, per le ricompense endogene di cui sopra. Imparare a sentire il vuoto lasciato dai filler della vita è il primo passo necessario, e penso che tu sappia a che mi riferisco. Pensaci q.b. e poi lanciati. In ogni caso non giudicarti che non serve a niente, non dico che tu lo faccia, ma imho è un consiglio buono per tutte le occasioni.

Io comunque ho brasato tutto dal telefono eccetto Spotify (di cui non uso le funzionalità social), WhatsApp e il forum (di cui non ho nemmeno lo shortcut). Vivo meglio.

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È sui social è quello il problema :unsisi:

Esiste una sola soluzione al problema.

La parte difficile è decidere di metterla in atto.

Per metterla in atto bisogna visualizzare come potrebbe essere senza.

Quando la visualizzi inizi a piangere.

Ti vedi che corri nei campi, che fai castelli con la sabbia, che accarezzi guance di amori infiniti, che crei da zero qualcosa di veramente tuo.

Ti rendi conto di come stiamo buttando nel cesso la nostra vita.

La parte più atroce è non solo dedicare il tempo libero allo scrolling o a registrare pezzi di vita in files che finiranno nel cesso dopo aver addestrato l’AGI a sterminarci, ma rinunciare alle 7 ore di sonno per farlo, a farlo mentre guidi, mentre stai cacando, prima durante e dopo una scopata, agli eventi live, dopo un incidente stradale, a postare l’ultimo video intubato in ospedale.

Una bulimia che si autoalimenta all’infinito.

Tra poco se non avrai 4096 agenti AI che fanno cose non sarai nessuno.

Manco un lavoro riuscirai a trovare.

Servirà metterlo nel CV: ho l’agente smith che dice all’agente frank di ricordarmi di pulirmi il culo.

Eppure siamo la generazione che ha vissuto com’era senza.

Siamo nati che guardavamo il soffitto nella culla e le tette della mamma.

Siamo riusciti a sminchiare quel bambino. Ci abbiamo messo un effort della madonna.

Serve riattivare quello stato mentale, quello che guardi il soffitto e ci vedi nuovamente le stelle che girano.

Serve riattivarlo a tutti i costi, asap.

Io combatto ogni mattina col desiderio di mandare tutto affanculo e andarmene più lontano possibile da questo mondo distopico.

Quello che serve è aprirsi al mondo reale, andare a cercare diamanti nel fango, sperare di trovarne uno ancora decente e tenerlo al sicuro.

È diventato un compito sovrumano.

La narrativa che si possa decidere razionalmente di guarire è la grande illusione.

La strada più comoda è troppo luccicante. Sembra una supernova per quanto è luccicante.

Siamo riusciti a passare dal toccare tette a rotella a guardare le stelle sdraiati nel prato chiedendo alla tua innamorata se voleva un ghiacciolo e come si chiamasse quella stella mentre lei ti diceva che ne è caduta una con un sorriso che ti deformava il dna a non voler manco sentire altri umani nel raggio di ettari.

Se ci pensi è atroce.

C’è un bisogno di vita nella gente che ha raggiunto proporzioni galattiche.

Serve invece un blackout, rompere tutto, scatenare l’inferno e creare un nuovo ambiente fatto di scarsità e strette di mano.

Serve annegare per rinascere.

Iniziare ad andarsene in un luogo senza elettricità, accendere una candela di cera e fare la danza della pioggia completamente nudi urlando versi incomprensibili.

Così a rotella per un mesetto. Fai dalle 2 alle 5 del mattino.

Poi doccia col secchio all’acqua di mare, asciugatura con lo scirocco ti deve restare la pelle incrostata di sale e di sabbia rossa del sahara, tunica di lino senza mutande il cazzo arieggia meglio e ti si scappella che stai una crema e ti metti con un carretto di legno a vendere limonate ai turisti.

Tempo sei mesi diventi virale e ti fanno una serie sul tubo dal titolo

“L’ingegnere che vive senza agenti”

Serve tornare a vivere.

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@Ch4kra magari ti può aiutare un po’ di sana motivazione, nel sapere che c’è un industria che sta facendo un sacco di soldi sfruttando questa addiction che affligge tutti noi chi più chi meno.

siccome sono malato di ste cazzate e mi guardo retroreview di tecnologia vecchia su youtube, mi è apparso l’altro giorno un video di questo che mi pare parlasse di come lui usava un vecchio iphone forse l’SE ancora oggi, non è il punto

il punto è che parlando della batteria, ovvero del fatto che la batteria non durasse un cazzo e arrivasse a dopo cena con il telefono quasi morto, questo ha generato alcune cose singolari:

  1. il fatto che la batteria è qualcosa da salvaguardare lo ha spinto nell’uso durante la giornata a non usare troppo il telefono (per non brasarla e poi averne bisogno)

  2. il fatto che a sera fosse quasi morto l’ha obbligato ad attaccare il telefono alla presa e quindi l’ha salvato dal passare la serata a fare doom scrolling sul divano, obbligandolo a fare attività più interessanti come guardare un film o leggere un libro

non sto dicendo che sia la soluzione universale, o la soluzione per te, ma effettivamente potresti provare a settare il limite di carica del telefono a 80% e cominciare a limitare la cosa, io sto provando in questi giorni e vedrò come va

ah e nella prossima release di android che è prevista a brevissimo ci sarà l’opzione per alcune app di aggiungere un delay o una schemata all’apertura che ti chiede o ti rallenta per evitare l’apertura compulsiva, un po’ come fanno alcune app dedicate già ora

cosa c’è da spiegare? :dunno:

https://chatgpt.com/backend-api/estuary/content?id=file_00000000629071f4bc1f566574326498&ts=494406&p=fs&cid=1&sig=59a36843a3b2d811fb45007994baad0c0808a5133cd82d6d3b1f9ac365186172&v=0

Non vedo cosa ci sia da spiegare :dunno:

Tutto bellissimo fino a che non ti trovi la sera alle 11 fuori casa che vedi 25% di batteria e pensi “dai cazzo, devo solo fare una chiamat…” e il solo pensiero ti fa scaricare la batteria.

Vorrei stare scherzando.

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