Lutto, addio papà

Ciao a tutti,

a inizio mese, il 5, mio padre ci ha lasciato, per arresto cardiaco.
Mia madre, disabile , mi ha chiamato da alexa visto che non aveva il cellulare con se sul divano.
Sono stato il primo insieme al 112 ad entrare in casa, trovando mia madre per terra che si era trascinata dalla sala fino alla stanza, di fianco al letto di mio padre che era immobile, con le gambe incrociate e ipad sul petto.
Penso che se ne sia andato nel sonno.
Mio padre aveva 77 anni ne troppo vecchio, ne troppo giovane.
Io da quel giorno non sto per niente bene, mi sono letto una marea di articoli sul lutto, e di come andare avanti.
Ma non ce la faccio, ogni volta che il mio cervello non è impegnato in altro ( figlio, famiglia , lavoro ) i miei pensieri vanno a lui.
E inizio a stare veramente male.
La sera prima come ogni sera ci eravamo sentiti al telefono , e mi aveva detto che si sentiva un po di reflusso…è andato alla guardia medica e gli hanno detto che non aveva nulla.
Non so sinceramente come andare avanti, ogni cosa che faccio, che vedo , che ricordo, mi rimanda a lui, ed è come se il mio sistema andasse in tilt.
Molto probabilmente dovrò rivolgermi a uno specialista perchè non riesco a sistemarmi la testa…

scusate per lo sfogo e buona giornata.

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L’elaborazione di un lutto cosi importante non è uno scherzo, ci vuole tempo, datti tempo.
Un abbraccio

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Innanzitutto condoglianze

Uno specialista sicuramente può aiutarti nel percorso, questo si, mi sembra una buona idea. Comunque ci tenevo a dirti che il lutto è ancora molto recente ed è normalissimo sentirti sovraccaricato emotivamente.

Forza e coraggio

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Mi spiace.

L’unica cosa che posso ricordarti per poter andare avanti è che prima o poi capita a tutti, e la morte è l’unica cosa che condividiamo tutti quanti su sto mondo, poi è solo col tempo che tornerai a star meglio.
Quindi non preoccuparti troppo di come stai, che in qualsiasi caso è normale.

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Datti tutto il tempo di cui hai bisogno per sfogarti e per sentirti triste, reprimere le emozioni non serve a nulla. Se senti il bisogno di parlarne, la terapia ti permette di sfogare tutto ciò che ti sentirai di sfogare. A me ha aiutato.
Condoglianze, un abbraccio.

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È una cosa assurda, un dolore straziante.
Una cosa del genere io non vorrei veramente che la passasse nessuno.
Non sono riuscito a salutarlo bene per l’ultima volta.
Penso continuamente che si poteva salvare se solo ci avesse detto che stava veramente male.
Avrei mollato il lavoro , sarei andato da lui e lo avrei portato subito al pronto soccorso.
Invece , nulla , non c’è piu, una parte di vita non tornerà mai piu.
So che prima o poi la morte per i miei genitore sarebbe arrivata, ma non cosi…
Stanotte ho sognato che tornavo indietro nel tempo e riuscivo a salvarlo…

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Avendo vissuto quest’esperienza da una manciata di mesi non posso che farti le mie condoglianze.
Di cuore.

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condoglianze pure te

Mi spiace molto, condoglianze :sad:

L’unica cosa che ti posso dire è che quando è capitato a me ho lasciato passare troppo tempo prima di andare da un therapist, col senno di poi sarei dovuto andarci prima.

Fortunatamente mi sono deciso a un certo punto ad andare e mi ha aiutato molto, insieme al tempo e alle persone che mi stanno vicine.

Un abbraccio

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Intanto desidero esprimerti le mie condoglianze e un abbraccio sentito.

Ci sono passato con mio padre qualche anno fa.

Sei li fermo nel tempo mentre fai l’ultima telefonata al medico.

Non colpevolizzarti ti dico.
Non colpevolizzarti ti dico.
Non colpevolizzarti ti dico.
Non colpevolizzarti ti dico.

Nessuno di noi sa quando e dove.

Passa del tempo con tua madre.

Prova a dormire qualche notte insieme con lei.

La mattina prepara la colazione per entrambi.

Per quello che posso dirti nessuno è preparato a un lutto di un affetto.

Fatti aiutare, non cercare un perchè.

Sembra brutto da dire ma il tempo e gli altri affetti aiutano.

Lo so benissimo cosa ti lacera.

Il sorriso di un padre non si dimentica.

Ma ora tu sei qui, nel tuo tempo, con la tua storia da scrivere.

Tieni nel tuo cuore il ricordo e scrivi il resto della tua storia di figlio.

Fai come alle olimpiadi, prendi il suo racconto di una vita e cammina la tua strada con un sorriso.

Quel tipo di sorriso che sposta le montagne.

Quello che ti farà diventare un grande uomo.

Canta, canta più forte che puoi, compra i fiori le domeniche, e diventa invincibile.

Noi saremo qui ad aspettarti.

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grazie Hans
grazie a tutti

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Ciao Scorpion, mi dispiace leggere una cosa simile. Non posso nemmeno immaginare, io qualche mese fa ho perso mio nonno che è stato come un secondo padre per me, ci ho vissuto per 5 anni insieme, se n’è andato davvero in maniera merdosa con il parkinsons.

Forse ti farà stare meglio, prova a essere grato di aver avuto un padre. Noi lo diamo per scontato ma c’è chi non sa cosa significhi, e secondo me è un dolore anche più grande di perdere il proprio.

Quello che ti posso consigliare ancora è di ricordare i miei passati con lui, anche l’ultima chiamata che hai avuto il giorno prima, parla con qualcuno, stai vicino anche a tua madre, fatevi forza l’un l’altro.

E ricorda che se vuoi qualche parola di conforto, qui, siamo sempre disponibili.

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capisco cosa provi, ti leggo e mi rivedo
parti dal presupposto che è normale che la testa ti vada lì
mio padre l’ho salutato nel 2011, dopo una lunga e straziante malattia
era più giovane, ma non penso cambi
c’ho messo anni a rimettermi a fuoco, poi il fatto che fosse l’unico genitore rimastomi sicuramente non ha aiutato
non so cosa dirti, davvero, se non che ad oggi ancora fa male, tanto…
è diverso con il tempo, questo si, ma non passa, al limite cambia e si tinge di una consapevolezza che ti permette di godere dei ricordi e non patire solo per il dolore
vedo i miei figli e mi si spacca il cuore a pensare cosa avrebbe potuto vedere, vivere, godere
avrei tanto voluto condividere con lui la mia felicità, che una moglie spentasi troppo presto non gli permise mai di vivere appieno

prenditi il tuo tempo, imho è presto per uno specialista
beninteso, non ho detto che non serve o non servirà, ma è troppo troppo presto
sfoga, e poi valuta
se non riesci a sfogare non valutare nemmeno e vai
stai accanto alla mamma

ti mando un abbraccio

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la cosa che mi fa sbarellare è che appena penso a mio padre il primo pensiero che mi viene è : ma non è possibile, mio padre? non c’è più?
e li arriva l’angoscia , il dolore , il vuoto.
l’unica cosa stupida che mi viene in mente per far fermare sta pazzia, è farla finita.
ma poi penso alla mia famiglia, alla mia compagna… a mio figlio.
è un inferno

si ok
e tuo figlio? la tua compagna? e tua madre?
respira e prendi tempo

poi se questi pensieri sono ricorrenti parlane con chi di dovere

io ci andai, a onor del vero anni dopo, e fu la scelta migliore della mia vita
da lì tirai un solco enorme, lo lasciai andare (pur tenendolo con me, capiamoci) e ripresi la mia vita in mano

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si infatti è una stupidata, aspetterò che il tempo faccia il suo lavoro

Anche perché pensa a quello che stai passando, vorresti fare la stessa cosa *100 a tuo figlio?

Io non credo.

Comunque, stupidata o meno, l’hai scritta… il che da un significato. Levati dalla testa sti pensieri di merda.

Resisti, soffri e continua con la vita che hai davanti.

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Innanzitutto condoglianze, ho vissuto lo stesso trauma pochi mesi fa. Trauma cranico da caduta, o forse emorragia cerebrale che l’ha causata, non si saprà mai. Sono seguiti 2 mesi strazianti in ospedale ma le speranze di riportarlo a casa erano davvero poche.

Posso solo dirti che il dolore non passa ma cambia, si trasforma e si elabora. Mi ha aiutato molto stare con mia mamma, cercare di farle forza e farle fare i suoi primi “passi” in quella che sarà la sua nuova vita, cercando al contempo di ricordare le cose positive e i piccoli/grandi insegnamenti che ci ha lasciato. Aiuta molto anche capire dove sono i propri limiti, dove si debba dire “basta” e passare del tempo con se stessi, dando il giusto peso alle fatiche della vita di tutti i giorni. A distanza di qualche mese mi fa ancora male l’ingiustizia che se ne sia andato in un momento in cui aveva ancora molto da dare (69 anni), soprattutto quando dopo una vita di sacrifici aveva(no) appena iniziato a godersi la pensione. Mi ha aiutato parlarne con gli amici e soprattutto la terapia. Sembra una cavolata ma un buon terapista ti aiuta sia ad elaborare il fatto, che ad agire su quegli aspetti del tuo carattere che possono influire sul modo in cui lo affronti, che è utile in generale a stare meglio. Consideralo, è un buon investimento di tempo e soldi.

Lui avrebbe voluto il bene tuo e di tua mamma, quindi come dice Hans capirai un giorno come prendere il suo racconto di vita, farlo tuo, e trarne gli insegnamenti per andare avanti, con il sorriso. Arriverà per me, arriverà per te. Datti tempo.

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Condoglianze Scorp.

Per quello che può valere, ti mando un abbraccio.

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Ovviamente non è questa la risposta - toglitelo subito dalla testa: hai persone che ti vogliono bene e ci tengono a te. Ma soprattutto TU vuoi bene a te stesso e hai ancora tante cose da vedere e da fare, portandoti in tasca il ricordo di tuo padre e le mille cose che sicuramente ti ha lasciato (altrimenti non staresti come stai) - fai leva su questo fatto e datti il tempo che ti serve.

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