Il problema del referendum “sul nucleare" è che è non è stato un " referendum sul nucleare “.
Di fatto sono state abrogate norme tecniche che venendo abrogate hanno reso il nucleare una scelta non percorribile. In soldini tutta roba che tecnicamente si può aggirare senza sconfessare il referendum.
Ecco, però poi bisognerebbe mettere in conto che la stragrande maggioranza degli italiani è contrario a tutto, per cui quello che vince è il mantenimento dello status quo: gas e carbone
Han fatto che noi abbiamo passato decenni a santificare il nostro territorio: non c’è angolo che non abbia un paesaggio pregevole, un bosco centenario , un retaggio storico da difendere.
Se vuoi fare energia 100% rinnovabile l’unica cosa che non ti puoi permette è lesinare sul territorio.
Inoltre tutto l’armamentario dei no nuke è passato in mano ai no pale: dissesto idrogeologico e pericolosità sismica vanno bene tanto per le centrali nucleari che per le pale.
Ed è così che siamo finiti in un deadlock mortale in cui non sappiamo scegliere né una né l’altra soluzione.
Hai pienamente ragione, ma la politica dovrebbe incentivare l’andare nella direzione correta, o di forzare se quella è la via. Aspettare nel libero mercato o favorire chi nel breve ti paga di più è una minchiata. Quindi che famo? ci doniamo alla cina? A me va bene ragionare sul lungo ma se in cambio mi sequestri i soldi perchè andiamo in default per fare il ponte, anche no
Un accidente verosimilmente, sostituiranno il denaro degli investimenti in essere con quello estrapolato dal debito scorporato dal computo di spesa e dichiareranno tesoretto; un modo come un altro per sopravvivere alla Legge di Bilancio 2027. Il deficit sarà più alto del previsto ma non verrà contabilizzato come tale.
Stessa cosa per la Difesa, se infine accetteranno il programma SAFE, rifinanzieranno i programmi in essere e si terranno il bottino da fungere ad altre necessità.
Tra l’altro mi chiedo quali tipi di vincoli e formulazioni di attuazione siano correlati all’impiego dei finanziamenti SAFE, figuro abbiano previsto specificità e destinazione d’uso ma da capire se esse si estendano anche alla libertà d’uso del prodotto acquisito tramite essi; ad esempio, se il Ministero della Difesa e quello delle Finanze stanziassero da bilancio nazionale accrediti per una FREMM, e dopo la costruzione ma persino prima del varo questa sia venduta ad un acquirente estero e la sua sostituta sia pagata con soldi comunitari, sarebbe una destinazione d’uso valida ? Sarebbe possibile ? Sarebbe considerato lecito ?
Perché nei fatti in questo modo non incrementeresti funzionalità ed efficacia dell’apparato difensivo nel suo complesso ma avresti funzione di spostare fondi del bilancio tradizionale spesa utile per equipaggiamento ad altri scopi, come gli stipendi del personale, ed a sua volta la differenza trasferibile ad altro scopo. Con l’accessorio vantaggio di migliorare la posizione societaria delle aziende inserite nella filiera di approvvigionamento.
Si, perché no ? Non è così distante della posizioni di governo, ma al contempo ha maggiore solidità interna, e può consolidare ulteriormente il suo ruolo; ad oggi ogni attacco interno contro Shlein, ancorché motivato, non farà altro che rafforzarne il ruolo.