Cosa stai leggendo adesso? (Part 2)

Bravo, lo volevo comprare, mi incuriosiva un bel po’

Costo?

28€

Ho finito di leggere Palestine +100 (Palestina 2048 in italiano)

Il +100 fa riferimento ai cento anni dalla Nakba (la pulizia etnica operata da Israele nel 1948): la raccolta contiene 12 racconti di autori palestinesi a cui è stato chiesto come si immaginassero la Palestina nel 2048. Il risultato sono una serie di storie più o meno spruzzare di sci-fi, spesso in tono distopico

Come sempre ci sono racconti meglio riusciti di altri, ma il risultato finale merita una letta

Ho letto “Se i gatti sparissero dal mondo” di Kawamura Genki, ed è un libro di merda. Manco c’ho voglia di stare a parlarne, lo metto qui solo come warning in caso qualcuno ve lo consigliasse o indicasse.

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Letto Vite al fronte di Luca Steinmann, che parla della sua esperienza in prima persona come reporter delle guerre nel Donbass, in Libano, in Siria e nel Nagorno Karabakh, principalmente nel periodo fra il 2020 e il 2024 ma c’è anche qualche capitolo ambientato nel periodo 2017-2019 in Siria. Il filo conduttore del libro è voler mostrare come questi conflitti siano tutti collegati, in particolar modo per quanto riguarda il ruolo della Russia (che oltre a una presenza in Siria era anche teoricamente alleata dell’Armenia, e infatti media la pace del 2020 fra quest’ultima e l’Azerbaigian).

Bel libro, interessante, sempre massimo rispetto per chi va a fare il reporter in posti pericolosi come questi

Grande meraviglia di Viola Ardone
I giorni di Vetro di Nicoletta Verna
Entrambi consigliati.

Ho iniziato Londra di Celine.
La penna è sua, nessun dubbio. :lode:

Solaris di Stanislaw Lem, bellino dai

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Bravo, buona lettura quella :sisi: ora fai il figo vero e guardati il film di Tarkovskij

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Comunque scherzavo non è “bellino” porco mondo non riuscirò mai più a guardare le trame che preparo per D&D allo stesso modo :bua:

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Lem singled out only one[47] American science fiction writer for praise, Philip K. Dick, in a 1984 English-language anthology of his critical essays, Microworlds: Writings on Science Fiction and Fantasy. Lem had initially held a low opinion of Philip K. Dick (as he did for the bulk of American science fiction) and would later say that this was due to a limited familiarity with Dick’s work, since Western literature was hard to come by in the Polish People’s Republic.

Dick alleged that Stanisław Lem was probably a false name used by a composite committee operating on orders of the Communist party to gain control over public opinion, and wrote a letter to the FBI to that effect.

Leggendo questi due paragrafi l’unica cosa che ho pensato è stata “yep, ha tutto perfettamente senso” :rotfl:

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D’altronde tutto quel senso di paranoia che traspira da ogni riga dei libri di Dick deve pur venire da qualche parte :asd: il libro di Carrere su di lui (Io sono vivo, voi siete morti) la racconta chiaramente

Vorrei riassumerlo in un rigurgito continuo di amarezza.
Céline, insomma.

Ho finito di leggere I giorni veri - Diario della Resistenza, di Giovanna Zangrandi, partigiana e staffetta tra le montagne del Cadore. Uno dei più bei libri che abbia letto sulla Resistenza, onesto e serrato, e inoltre con uno stile di scrittura asciutto ed efficacissimo.

Super consigliato. Ovviamente è fuori stampa ed è introvabile, quindi se siete incuriositi e avete un lettore epub scrivetemi che provo ad indirizzarvi :unsisi:

Ho finito Quello che possiamo sapere, di Ian McEwan.

Mi ricorda un po’ certe forme di prosa di Eco, ed è una storia completamente unapologetic su quanto facciano schifo le persone, su quanto la speranza di vedere del bello riscriva le narrazioni interiori, e sul global warming :asd:

Gran bel libro. Consigliato.
Leggo che Atonement è il suo libro migliore e lo metto in coda.

Gianni Oliva
Anni di piombo e di tritolo 1969-80

E’ un fantasy ambientato in un paese immaginario dove…

Ho letto una raccolta di racconti che mi è stata consigliata, Le cose che abbiamo perso nel fuoco di Mariana Enriquez, autrice argentina a cui evidentemente piacciono molto i Low :asd:

Qualità altissima e racconti horror a metà tra realismo disagevole e sovrannaturale. Mi è piaciuto molto, mi leggerò altro di lei :sisi:

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Ok un po’ delle letture che ho fatto ultimamente.

  1. Il buio fuori. Secondo e unico che ancora mi mancava di McCarthy. E’ un urlo disperato e al contempo passivo, rassegnato, contro il vuoto dell’esistenza, un viaggio senza meta, un vagare “cieco” per le lande desolate del west. Insomma McCarthy. I tre villain del libro sono in nuce quello che sarà il giudice Holden di Blood meridian o il killer di Non è un paese per vecchi, tutti i personaggi sono assolutamente senza alcuna psicologia interiore, in sostanza è la vera epica USA.

  2. Il giorno dell’ape di Paul Murray, un recende bestseller irlandese. Ovviamente quando inizio questo genere di libro hypato ho sempre l’impressione che sarà una cacata, invece questo è bello. Mi ricorda molto l’Ellis guidato da Selby Sr. prima che il woke lo opprimesse perché è un maschio bianco. E’ un’epopea familiare in un certo senso ottocentesta, alla Bundenbrook per capirci, però ambientata nell’Europa contemporanea, con questi personaggi stupidi e meschini sballottati dagli eventi socio-politici e dalle fisime ideologico sociali. Stilisticamente ha un’evoluzione molto particolare, con un inizio quasi documentaristico che a poco a poco si sfalda fino a diventare pseudo orinirico per poi cambiare di nuovo nella parte finale, nella quale i personaggi e le vicende vengono narrate come se fossero sempre del lettore. Anziché scrivere “imelda fece questo e quell’altro” l’autore scrive “TU (lettore-imelda) hai fatto questo e quell’altro”, poi il “tu” viene attribuito a un altro personaggio ma sempre relativamente al lettore e così via. Spero di essermi spiegato perché è una tecnica che non avevo mai incontrato prima. Insomma se volete leggere Ellis in Irlanda nel 2020 anziché in USA negli '80 questo è il libro che fa per voi.

  3. Vicino al cuore salvaggio, di Clarice Lispector, una brasiliana di origine ucraina che non conoscevo affatto (ma pare sia di rilievo per i sudamericani). Questo me l’avevano regalato per natale e l’ho letto senza sapere cosa aspettarmi ed è una totale bomba, quindi merita qualche parola in più. Che aggiungerò dopo perché l’idraulico caca il cazzo porco su e porco giù.

Mi era passato di mente di finire a parlare di Vicino al cuore selvaggio. Il titolo è una cit di Joyce, ma pare che sia stato scelto a posteriori dall’editor della Lispector visto che tutto il libro stilisticamente si affaccia autonomamente (sembra che l’autrice non avesse affatto letto Joyce quando giovanissima ha scritto questo libro) sul flusso di coscienza; tutta l’opera è completamente interiore pure se il narratore entra e esce dalla prima persona, un discorso incredibilmente vitalista (quindi reazionario) e appassionato, quasi niciano, che passa dalle considerazioni esistenziali alle faccende sentimentali dell’esistenza della progatagonista. Raramente ho letto una roba più chad, senza paura, una capacità incredibile di andare fino in fondo per pretendere quello che le spetta e anche quello che non le spetterebbe. Un libro che non può che smuoverti, dateci un’occhiata se avete tempo e non ve ne pentirete.

Poi ho letto I giorni veri che consigliava Attela poco sopra ed è un bel libro, molto toccante, non solo nei temi, ma anche nello stile molto interessante.

Io della Lispector provai a leggere “La passione secondo G.H.” e fu un supplizio, pagine su pagine su pagine di ruminazioni di una donna che si è mangiata una blatta (letteralmente). Non l’ho mai finito.

In tutto questo: sto leggendo “Sfera” di Crichton, sono a metà circa e mi sta piacendo, parla di una spedizione di scienziati che devono esplorare una astronave che sembra sia finita sul fondale marino terrestre 500 anni prima.

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