Allora storia un po’ particolare.
Stavo leggendo l’ennesimo articolo di un blog della comunità OSS che parlava male dei report dei bug e delle vulnerabilità segnalate dall’AI e, nei commenti sotto, c’era un tizio che diceva di stare entrando nella scena emergente rock di Chicago proprio per allontanarsi da slop, IA e tutto ciò che ne consegue; e ha linkato questo articolo:
L’ho iniziato a leggere per scherzo e ci sono arrivato alla fine, l’ho trovato estremamente interessante. In pratica racconta di come a Chicago sia nata questa scena di “renaissance” rock (“renaissance” però è sbagliato, leggete l’articolo per sapere il perché) che sembra uscito direttamente dagli anni 60-70. La cosa particolare è che il tutto funziona grazie a una sorta di rifiuto categorico di social e algoritmi. A questi ritrovi, oltre ai live, si ascoltano vinili, si vendono compilation su cassetta duplicate con un Tascam 688 e zine impaginate a mano e stampate con una vecchia Risograph. Gli stessi artisti rifiutano di svendersi sui social “perché non ci interessa diventare delle personalità di internet” e si fanno il culo suonando dal vivo e promuovendosi in analogico.
Il bello è che nel finale dice che Chicago è il posto che queste band scelgono per buttarsi in questa scena perché ha delle caratteristiche particolari che la rendono possibile solo lì, la stessa cosa a new york verrebbe bastardizzata, rovinata e rivenduta nel giro di pochi mesi.
Ho ascoltato un po’ dei video che ci sono sparsi per l’articolo. Friko e Horsegirl non mi sono dispiaciuti!