Cappadocia

A giugno ho girato in lungo e in largo la Cappadocia per una settimana, quindi ecco un report per chi volesse pianificare un viaggio :sisi: l’area è geologicamente incredibile, non solo per i famosi camini delle fate. Guidare è un piacere, chilometri di strade deserte con panorami a perdita d’occhio. Chi volesse girarla in moto penso ne godrebbe parecchio.

Dall’Italia non credo ci siano voli diretti, io sono arrivato da Creta quindi ho fatto scalo a Istanbul. Credo sia la rotta più comune. Occhio che l’aeroporto internazionale di Istanbul è appena stato rinnovato e offre esperienze economicamente C U R I O S E

La Cappadocia ha due aeroporti:

Kayseri: vera capitale della regione, è una città di discrete dimensioni e dista circa un’ora di macchina dalla zona dove sono concentrati i monumenti e i parchi.

Nevşehir: cittadina a cui hanno appiccicato un aeoporto praticamente dedicato ai turisti.

Io sono arrivato nel secondo, è un buco con un singolo piccolo edificio che fa sia da partenze che da arrivi. Ho affitato una macchina in aeroporto e l’ho lasciata l’ultimo giorno: la regione è piuttosto rurale e non esistono trasporti pubblici a parte pullman dalla frequenza imprevedibile.

Per il pernotto, in molti scelgono Göreme, la cittadina turisticamente più famosa.
Io vi dico di evitarla come la peste.
È diventata praticamente un villaggio vacanze, non c’è niente che non siano ristoranti o agenzie di viaggio o bancomat. Un incubo, costantemente intasata di pullman e traffico di turisti. Ci torneremo in un post successivo, ma ci sono molte altri posti dove dormire che non fanno schifo.

Per alloggiare in realtà va bene qualsiasi cittadina su una strada provinciale: la regione non è enorme, il tragitto in auto più lungo che ho fatto è stato di due ore ed era quasi dall’estremo sud all’estremo nord.
Io sono stato a Nevşehir visto che è vicina all’aeroporto, ha un paio di quartieri carini (Nar) ed è all’incrocio di diverse provinciali.
Altri posti consigliati sono Ürgüp, più piccola e carina, Uçhisar, un po’ più turistica.

Prosegue nel prossimo post

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Già che sto spammando, per chi fosse interessato qua ci sono altre mie foto:

La Turchia è uno dei pochi paesi in cui sono stato che ha due tariffe per i monumenti: una più bassa per i cittadini turchi e una più alta per i turisti. Sono molto favorevole, ma sconsiglio l’acquisto del biglietto cumulativo per la regione.
Costa parecchio (65€) e dura solo 3 giorni. Il prezzo sarebbe anche conveniente per la quantità di cose che permette di vedere, ma se state più di 3 giorni è limitante. Io l’ho preso e avendo una settimana a disposizione me ne sono pentito.
In ogni caso, questo è il sito ufficiale:

Cose da visitare in Cappadocia: città sotterranee, chiese di epoca bizantina e bizzarre formazioni rocciose.

Le tre cose sono collegate: la regione è stata razziata da chiunque si trovasse nei paraggi per secoli e secoli. Era a metà strada tra Grecia e Persia, tra Roma e Persia, tra Bisanzio e l’Islam. Il confine si è mosso di qua e di là in continuazione e un territorio fatto a gruviera è un ottimo nascondiglio per la popolazione.

I villaggi e le città sono in fondo ai canyon scavati dal vento che sferza i pianori al di sopra. Sulle mese ci sono le coltivazioni, ma i centri abitati sono tutti nascosti in basso.

Il vento scava anche i camini delle fate, dentro cui i monaci si rifugiavano e creavano chiese da affrescare. L’eremitaggio è una parte importante del cristianesimo, ancor di più per quello ortodosso e un posto del genere attirava i monaci come Vespa su un fattaccio di cronaca.

La popolazione che non faceva vita monastica, invece, per secoli si è rifugiata in città sotterranee di dimensioni incredibili.
Ne ho visitate tre, perché erano incluse nel biglietto cumulativo di cui sopra. La più grosa è Derinkuyu, fighissima ma molto frequentata. Kaymaklı è più piccola ma deserta e più soddisfacente da esplorare: sono vicine e per me valgono la pena entrambe. La terza che ho visitato è Özkonak, trascurabile.

E boh, questi vivevano in VENTIMILA sottoterra in un dedalo di gallerie che coprivano decine di chilometri.

C’erano granai, chiese, necropoli, stanze comuni, dormitori, cucine.
Le gallerie non sono ancora state mappate tutte, le due città più grosse erano connesse tra loro. Si ipotizza risalgano all’ottavo-settimo secolo a.C. Sono state abitate a intervalli regolari per sfuggire a invasori di ogni tipo, fino agli Armeni all’inizio del secolo scorso.

Dopo la fuga degli Armeni si è persa memoria delle città sotterranee fino a quando un tizio negli anni Sessanta ha fatto un buco in cantina ed è caduto in un racconto di Poe :asd:

La visita è fisicamente impegnativa: dalle mie foto non si capisce, ma ero sempre accovacciato :asd: nelle aree più ampie è comunque impossibile alzarsi del tutto in piedi e nei cunicoli si cammina quasi in ginocchio. Avevo lo zaino sulla schiena e spesso grattava sul soffitto :asd: il giorno dopo i quadricipiti me l’hanno fatta pagare

Non c’è davvero niente, solo cunicoli e stanze, ma è molto affascinante. Fa freddo (10°) ed è parecchio umido, come dicevo si procede piegati: sconsigliatissimo per chi è claustrofobico :asd:
Consigliato per tutti gli altri, 10/10, mai visto niente del genere

A domani per un sacco di affreschi

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Mi sta salendo un attacco di panico solo a leggerti, credo che un posto del genere sia il mio incubo più grande (yep, claustrofobia over 9000 )

Figata :love:

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Sì sì, sconsiglio assolutamente di provarci. Al massimo, chi è poco claustrofobico potrebbe visitare quella che ho sconsigliato sopra: Özkonak. La visita dura una ventina di minuti, non si scende molto sottoterra e in diversi punti ci sono lucernari da cui entra luce naturale.

Per fortuna non mi fa nessun effetto, i tunnel visitabili di Derinkuyu portano fino a 50m sottoterra. Ho il problema opposto, soffro di vertigini :asd: per esempio ho fatto parecchia fatica a sporgermi per fotografare il condotto d’areazione, con quei bellissimi gradini che mi fanno salire l’ansia solo a guardarli :asd:

E per questo motivo purtroppo non ho fatto l’esperienza turistica più famosa della zona: il giro in mongolfiera all’alba. Costa parecchio (più di 100 sacchi) e una breve ricerca su Google offre diverse notizie di incidenti :asd: non sarei salito lo stesso, ma questa è stata la conferma finale. Due settimane dopo che sono tornato ne è caduta una :asd:

Dev’essere un’esperienza bellissima, ma no grazie

La meta più famosa in Cappadocia è l’Open Air Museum di Göreme.
Il posto è effettivamente molto bello, ma purtroppo è anche frequentatissimo. La visita è rumorosa e in alcuni punti ci si accalca un po’ (e sono andato a inizio giugno, d’estate sarà ancora peggio). Inoltre, al biglietto già non economico (20€) bisogna aggiungerne un secondo (mi pare 5€) per visitare la chiesa più bella. Mi avrebbe dato meno fastidio dargliene 25 all’inizio :asd:

Mugugno a parte, ne vale la pena.

La visita è una passeggiata che attraversa una piccola valle piena di queste formazioni rocciose.
La Cappadocia è una grande zona vulcanica (la montagna nera nella foto del primo post è un vulcano di 3000m). La roccia è in gran parte tufo, scavata da vento e acqua fino a formare delle guglie. Il tufo è morbido e quindi i monaci eremiti attorno al X-XI° secolo creavano celle per dormire, refettori e soprattutto chiese che poi affrescavano:

La chiesa per cui si paga il biglietto aggiuntivo è ovviamente la più spettacolare: si chiama “Dark Church” perché la luce naturale entra solo da una piccola feritoia e i colori sono rimasti praticamente intatti. Non si possono fare foto :asd:

In totale si può visitare una dozzina di queste piccole chiese, risalenti anche al periodo dell’iconoclasmo (durante il quale nel cristianesimo Ortodosso erano vietate le raffigurazioni umane).

Poco distante e altrettanto valido c’è un altro Open Air Museum, a Zelve. Non ha chiese affrescate, ma c’è molta meno gente e le formazioni rocciose sono più impressionanti:

Questa visita è più lunga, il percorso completo porta via un paio d’ore e fa un giro ad anello della valle.

Si può entrare negli ambienti vuoti lasciati da chi ha scavato le abitazioni. Anche qua ci sono granai, stanze per produrre il vino e lavorare altri prodotti, refettori, ecc.

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La capitale della regione è Kayseri, che di solito viene saltata dai turisti.
È una città di 1,5 milioni di abitanti, abbastaza anonima. Ha comunque un centro storico con alcune belle moschee e un castello di epoca romana (rimaneggiato molte volte nei secoli), oltre a un bazaar antico che è il pezzo forte.

Ho fatto un po’ di shopping, tra cui due dischi di Barış Manço e una palata di spezie.

A differenza di Göreme, qua i turisti non esistono: mi attaccavano tutti bottone in ristoranti o negozi, stupiti di vedere un italiano lì :asd: compreso un venditore di tappeti che parlava bene italiano avendo studiato a Perugia.

Ma d’altronde Kayseri è pur sempre Impero, era… Cesarea :dunnasd:

Come ogni volta che sono stato in Turchia, ho mangiato sempre fino a vergognarmi e tolte le due-tre cittadine più turistiche i prezzi sono bassi. Ho mangiato testa di capra, spiedini di ogni tipo, focacce, melanzane ripiene, minestre di fagioli, polpette di manzo (köfte)…

Questa per esempio è una zuppa di cervello e lingua :asd:

Il piatto regionale si chiama “manti” e sono dei piccoli ravioli di manzo conditi con yogurt e una salsa di olio, peperoncino e aglio:

Ma l’esperienza migliore di Kayseri è stata il bagno turco: gli hammam possono essere antichi o moderni, io scelgo sempre la prima opzione. Costano di meno e sono più affascinanti. Qua ne ho trovato uno al di sotto di una moschea del 1200:

Nessuno parla inglese, ci sono 4-5 uomini in infradito con l’asciugamano attorno ai fianchi che guardano la tv, c’è un forte profumo di sapone.
In cassa capisco che il prezzo è circa 10€ per il servizio completo, ma la carta non va. Neanche quella di riserva. Alla fine ho pagato in euro :asd:

Gli hammam hanno più o meno tutti la stessa struttura: nel primo ambiente ci sono delle cellette spogliatoio in cui lasciare i vestiti, quando si paga si riceve la chiave con delle ciabatte e un pestemal, un asciugamano di cotone da appendere in vita.
La sala principale ha una cupola e al centro c’è una superficie ottagonale di marmo scaldata da sotto. Il primo passaggio è rosolare sdraiati sul marmo :sbav:

Poi si viene lavati e scrubbati da un irsuto e manesco inserviente, il quale infine si produrrà in un massaggio virile e per nulla delicato :asd: mi ha scardinato tutto e ricomposto le giunture, sono uscito che ero molle.

Mentre rosolavo c’è stata l’esperienza più elevata di tutto il viaggio.
Oltre a me c’erano 4-5 signori anziani che chiacchieravano. Dopo un po’ si sono messi a cantare, la cupola rimbomba e il risultato è soddisfacente (un po’ come cantare sotto la doccia). All’apice del relax, mi è venuto naturale prendere la nota e seguirli vocalizzando. Dopo un po’ hanno capito che la nota aggiuntiva ero io ed erano tutti contenti, hanno cantato ancora un paio di canzoni e poi a gesti mi hanno invitato a cantare qualcosa di italiano.
E allora, signori…
Attenzione, perché questo pezzo è in quattro quarti:
IN UN MONDO CHE CI E’ OSTIIILEEEEEE
ROVINAAATOOO DALLA DROOOOGAAAA

Ho cantato Alfieri in un hammam in Cappadocia :asd:

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Un mio amico ha fatto una cosa simile in cina con questa:

Per chi se lo chiede: il testo racconta di uno stronzo trovato davanti alla stazione di Bergamo, con vari avventori che si avvicinano e ne testano le proprietà chimico-fisico-strutturali.

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L’hammam con annessa brusca smanazzata virile l’ho fatto in Marocco da amici di famiglia nel loro paese, grande esperienza

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Proseguo il thread con qualche altra gita turca :sisi:

Uçhisar
Anche questa cittadina è piuttosto invasa dai turisti, ma c’è un motivo molto valido. Il villaggio è dominato da un “Castello” scavato all’interno di un gigantesco camino di fata. Dalla cima c’è un panorama imperdibile, la prima foto del thread l’ho scattata da lì.

Soğanlı

Una piccola valle in cui, stranamente, si trovano chiese scavate nella roccia.
Queste sono le prime che ho visitato e anche se minuscole mi sono rimaste molto impresse:

Diverse sono affrescate, ma i dipinti sono quasi illeggibili perché completamente ricoperti di graffiti.
Il problema è che i graffiti ormai hanno secoli, spesso ci sono le date e ormai hanno 2-300 anni. In alcuni casi sono in armeno, li hanno lasciati mentre fuggivano dal genocidio. Cancellarli è un discorso a dir poco delicato.

Una di queste chiese in particolare mi ha regalato una chicca di sincretismo incredibile.

A sinistra si legge un 1864.
A destra c’è “Sabbath” in greco.
Sotto ai graffiti, nella zona di destra c’è uno strato di affresco del XIII secolo: si intravede una figura con aureola.
Nella parte sinistra invece c’è il primo strato del X secolo e quello è Gesù Cristo che scaccia il malocchio :dunnasd:

D’altronde del malocchio si parla fin dall’alba della civiltà ed è ben radicato nell’Islam: ha senso trovarlo ibridato col cristianesimo in un territorio di confine come la Cappadocia.

Taggo @Brom perché secondo me lo stuzzico con gli strati di storia :asd:

In fondo alla valle c’è un microscopico museo, dove però il guardiano mi ha dato le chiavi per visitare una chiesa che sarebbe inaccessibile per restauro. Il restauro è finito e devono solo inaugurare, quindi perché no? :asd:
Questo è il risultato del restauro coprendo i graffiti:

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Valle di Ilhara

Questa è una bella gita che porta via almeno mezza giornata, ma può durare anche di più.
All’estremo sud della regione c’è questa lunga valle che oggi è un parco naturale. Non è però arida e desertica come le altre, è una zona verde e fresca, c’è un fiume che la attraversa ed è proprio piacevole.
Non manca anche qualche chiesa scavata :asd:

Il percorso completo mi pare siano circa 15km, io dopo una decina mi sono fermato e ho preso un taxi per tornare all’inizio (una Fiat Ritmo :rotfl: ) perché la seconda parte è meno interessante ed ero a posto così.

La mattina, lungo la strada dall’albergo alla valle, ho incontrato loro :lode:

Hacıbektaş

Questa è roba solo per chi ha giorni in avanzo, ma è stato interessante e ho imparato qualcosa.
Verso il confine nord della regione si trova questa città cresciuta attorno a un monastero.
Il monastero è stato fondato da Haji Bektash Veli: il derviscio dei dervisci :lode:
Quando ho letto questa cosa ci sono dovuto andare per forza.

Il complesso risale al 1300 ed è un luogo di pellegrinaggio.
Il cuore è la tomba del santo fondatore e l’atmosfera è piuttosto intensa: è evidentemente un luogo dove la gente chiede grazie in momenti di difficoltà.

Il resto del complesso oggi è un museo che spiega la vita monastica e la dottrina di Haji Bektash Veli.
E io qua imparo che ancora oggi c’è una setta dell’Islam di sinistra in Turchia e sono tipo il 10% della popolazione :asd:

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Ultimo post con qualche destinazione solo per chi rimane una settimana intera :asd:

Questa è Kızıl Kilise, l’unica chiesa in mattoni rossi della Cappadocia. Da nessuna parte l’ho vista citata come monumento armeno, ma… le chiese in Armenia sono così :asd: :

È completamente diroccata e abbandonata, in mezzo a un pianoro a 1300 metri. Per arrivarci si fa un passo a oltre 2000: è tutta autostrada comodissima, ma in diversi punti il barcone Fiat che mi hanno dato ha sudato parecchio :asd:

Non c’è molto da vedere, ma l’atmosfera è affascinante: silenzio, un po’ di vento tra le colonne, ogni tanto un grillo nei prati attorno.

Tornando alla macchina ho rischiato di spezzarmi una caviglia in una buca di talpa :asd:

Gülşehir - Açık Saray

Questo è un altro parco archeologico, si trova a nord e un po’ distante dalla zona dove sono concentrate le cose più famose. Se si ha tempo ne vale la pena, è piuttosto ampio e diverso dagli altri.
Le formazioni rocciose hanno un aspetto più liquido e l’area è molto più aperta, non ci sono gole o passaggi nascosti tra le rocce.

In questo parco c’è anche uno dei simboli della regione, il Fungo :asd:

Gülşehir - St Jean Church

Nella stessa città del parco c’è questa chiesa\camino tra le più belle di tutta la Cappadocia.
È un peccato sia un po’ fuori dal percorso più battuto:

La struttura di pietra è abbastanza grande che la chiesa è su due piani, e il secondo è interamente affrescato:

Notare il riquadro in basso a destra: rappresenta un episodio dell’Antico Testamento, in cui tre giovani (ovviamente ebrei) vengono gettati in una fornace da Nabuccodonosor per non essersi inchinati.
In un’altra chiesa ho visto lo stesso soggetto, nella targa esplicativa sgrammaticata era descritto come “three jews in the oven:asd:

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L’ideale per girare la regione secondo me sono 4 giorni esclusi arrivo e partenza.
Si può fare in 3 giorni togliendo qualcosa e stringendo un po’ i tempi.
Io ci ho passato una settimana: avevo un po’ di ferie da consumare, da cui la visita anche a Kayseri, per esempio.

Consigliatissimo il noleggio di un mezzo all’arrivo: i panorami sono spettacolari, le strade asfaltate bene, il traffico quasi inesistente. Nelle città i turchi non guidano peggio della media degli italiani, abituato a Milano non ho avuto problemi neanche a Kayseri :asd:

Ci sono financo i servizi :asd: è una zona piuttosto turistica, ma ancora non devastata. È facile uscire dai percorsi più battuti, quindi può piacere a tutti.
Ci sono alberghi moderni, ben gestiti e con tutte le attrezzature per famiglie o gruppi, così come ostelli, B&B e bettole nei villaggi più piccoli.
Idem i ristoranti: ci sono tutti i livelli e i tipi di cucina, dalla pizzeria o ristorante elegante, alla mangiatoia per guerci dove il Para degusta trippa e involtino di polmone :love:
La cucina locale poi è grandiosa, tra le mie preferite.

Tolte le cittadine, la regione è in larga parte rurale e semi-spopolata. Si fanno chilometri tra i vari villaggi, dove si incontrano più trattori che auto e soprattutto un sacco di pastori dell’Anatolia. Sono dappertutto, spesso dormono in mezzo alla strada e sono enormi:

:rotfl:

Ah si beve tè senza sosta: la Turchia è di gran lunga il più grande consumatore di tè pro-capite al mondo, viene offerto in qualsiasi situazione. In un ristorante l’ho pagato tipo 5 centesimi.

Chiudo con qualche altra foto random

E infine, forse il momento più alto di tutta la vacanza:

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