Tenete conto di cosa @xEnd3r scrisse in passato; la sua etica del lavoro, e l’origine della sua dedizione, non è orientata alle esigenze del datore ma alla necessità dell’utenza, ed essendo dipendente pubblico questi non sono altri ma tutti i cittadini che potrebbero aver mai bisogno di districarsi nelle complicazioni della burocrazia di Stato e penso non potrebbero desiderare di meglio di trovarsi di fronte un funzionario come il nostro ad occuparsi della loro pratica; per questo insistevo sulla necessità di trovare un equilibrio, perché il suo crollo danneggerebbe chi cerca di proteggere molto più di quanto possa farlo un ridimensionamento programmato del suo carico di lavoro.
Grazie per il recap.
Effettivamente vedo che c’è una certa fatica a inquadrare lo specifico del mio lavoro ovvero, io ho di fronte la gente normale (potreste essere voi ipoteticamente domani mattina) che chiede servizi, fa domande, ha necessità di risposte in tempi umani e possibilmente precise. Fa bene chi dice che bisogna trovare un equilibrio, ma è una risposta superficiale quella di chi mi dice di fregarmene e lasciare che tutto vada al diavolo, perché fossimo nel privato, non spenderei tante lacrime per il fatturato che non sale e il capo che deve rinunciare alla terza ferrari, ma visto quanto siamo all’osso, qui “tutto al diavolo” vuol dire gente che perde il lavoro perché non ha una risposta nei tempi necessari, tanto per fare un esempio e per nulla esagerato.
A 50 anni e con un curriculum da statale in Italia fai prima a metterti una macina da mulino al collo e buttarti nel più vicino corso d’acqua.
Ripeto. ci sono sempre le mobilità verso altri enti e i concorsi. Per i concorsi ci vuole un po’ di energia però.
La mobilità in uscita verso altri enti non è mai autorizzata nel mio ente.
Bisogna prima passare dall’ok del grande capo (che non lo da) e poi dall’ufficio personale centrale (che non lo da), poi c’è una graduatoria per pochi posti a livello nazionale ma guardacaso la mia sede ha zero posti in uscita da una decina di anni.
E allora Xender la vedo male, perchè se dal tuo lavoro dipende così tanto del benessere altrui (e non lo sto mettendo in dubbio), l’unica è davvero cercare altro. Non credo nella comparsa di chissà che alternative (vista l’età purtroppo), ma l’altra strada è quella di non risolvere nulla visto che comunque la ricerca dell’equilibrio sarà sempre subordinata al fatto che dal tuo lavoro dipendono migliaia di persone. O vai via da lì oppure ci rimarrai di testa e di corpo, a furia di scannarti da solo.
Non riesci a darti una prioritizzazione personalizzata su quello che tu giudichi, moralmente, più importante, e concentrarti su queste cose? Ad es. cose che come dicevi, possono portare alla perdita del lavoro, o altre cose potenzialmente critiche per quei pori cristi.
Cioè mettiamo che tu fai 10 task al giorno morendo, non riusciresti invece a dedicarti a 3-4 di critici?
Non decido io le priorità.
La mia capa capisce una sega e ha come priorità i numeri. Vuole statistiche da mostrare per fare vedere che è tuttapposto e per fare carriera.
Vabeh ma non è che può mettere tutto priorità, a quel punto niente è priorità ![]()
Cioè se ti assegna una mole di lavoro ingestibile semplicemente non la gestisci e quando scoppia il merdone si sta tutti più sereni
Appunto per questo in passato suggerii di ridurre il carico, al livello gerarchico superiore alla tua Direttrice supervisore giungono solamente dispacci coagulati in statistiche, il calo dell’efficacia della tua unità di lavoro rimane l’unica strada utile per veicolare il messaggio; già abbastanza grave non si renda conto di quanto la sua stessa posizione sia legata al tuo benessere se da solo, come scritto, gestisci il 45% del disbrigo delle pratiche, senza neppure affrontare la questione della differente difficoltà di ciascuna.
Siamo a 1000 pratiche io vs 400 la collega quindi direi che ho il 71%. E siamo a inizio giugno. L anno scorso in 12 mesi il carico di lavoro era di 2000 pratiche in totale.
Ti stai di nuovo sbagliando.
Non sei tu che dai risposte, è il tuo ufficio.
Se il tuo ufficio si basa su di te è un grave disservizio perché vuol dire che se sei in ferie io cittadino non ho le risposte che cerco.
Faresti un servizio migliore a fare solo il tuo lavoro, far esplodere l’ufficio in modo che qualcuno si chieda come mai non funziona e intervenga.
Invece tu ci metti la pezza e il giorno che ti ammali io cittadino sono veramente fottuto.
Sarò brutale… Sbagliato, non salvi vite, non sei un neurochirurgo o altro, sei un passacarte come migliaia di altre persone, il tuo lavoro lo potrebbe fare chiunque.
Tu, io e praticamente tutti gli altri qua dentro siamo ingranaggetti inutili e sostituibili come e quando vogliono.
Prima lo capisci, prima uscirai da quel baratro
Vi manca un pezzo del puzzle che vi cambia la visuale.
Voi pensate che se il sistema non funziona è un problema e questo spinge chi amministra a trovare una soluzione.
Io vi dico che se il sistema non funziona è la soluzione e quindi non è necessario fare nulla.
Eroghiamo un servizio. Se non va, amen. Qualcuno scriverà una lettera incazzata, chi ha la raccomandazione giusta passerà avanti, qualche giornalista si indignerà, tutti gli altri si troveranno confermati nell’idea che la PA non funziona e siamo tutti dei parassiti. Ma intanto se i servizi non vengono erogati, la politica ha già raggiunto l’obiettivo.
Ho iniziato la mia carriera all’immigrazione. Paradossalmente più erano lenti i permessi di soggiorno e i nulla osta per flussi e ricongiungimenti familiari e meglio era. Chi governava a parole diceva “snelliamo, velocizziamo” ma nei fatti, che tutto andasse lento fino ad essere praticamente fermo, era l’optimum. Vogliamo parlare della cittadinanza con comande che stanno li a marcire da anni? alcune poco meno di 10? Stesso discorso. Mi viene da ridere per quella volta che recuperai in due giorni quasi 4 anni di arretrato sul protocollo. A qualcuno venne un travaso di bile. Ovviamente venni spostato :)
Questo lavoro potrebbe farlo chiunque. Verissimo.
Ma guardacaso non ci mettono qui nessuno. Solo io e la collega. Perchè deve andare piano e chissenefrega delle conseguenze.
Ultima cosa poi mi fermo perché tanto stiamo ripetendo gli stessi concetti da giorni: facile dire che non sono io a dare la risposta ma l’ufficio.
Peccato che allo sportello ci sono io. E’ la mia voce che da la brutta notizia “spiace, non abbiamo trattato la pratica. Quando? Bho torni tra 6 mesi.” E’ la mia faccia quella che guardano quando si incazzano.
E se pensate che se vado in malattia sistemano in qualche modo vi illudete.
Tutto rimarrà lì sulla scrivania e quando tornerò mi troverò il triplo delle pratiche e gente ancora più incazzata.
Ci sono già passato, per inciso.
Non cambia nulla perché non c’è nessun incentivo perché qualcosa cambi e più il sistema si inceppa, meglio è.
Tanto tranquilli che i dirigenti poi a fine anno si danno una autovalutazione ottima. SI, si valutano da soli.
Scusami, mi vien da dirti che al “cliente” gli direi: “torni fra 6 mesi, è la dirigenza nominata da questo politico che lo vuole. Se vuole parlarci questo è il numero, ciao”
Seee, credi che funzioni? In magic Lombardia sono 30 anni che votano i fasci, i fasci gli smantellano la sanità e il risultato è che alla 8 ora di pronto soccorso perché non hanno più nessun altro posto dove andare sclerano e menano l’infermiere che è in turno da 10 ore.
Si però allora anche sticazzi a quel punto, statisticamente stai facendo perdere il lavoro ad un fascio che ha votato sti politici del cazzo, quindi vaffanculo non mi rovino la vita per quattro coglioni di merda.
Eh e tu fai una priorità delle sue priorità, se ti passa 100 ticket, tu seleziona i 30 più meritevoli e 'fangul gli altri.
Xender, te lo dico da amico, il problema di cui tu parli lo deve risolvere la politica aumentando il numero di assunti nel pubblico e i servizi digitali che garantiscono tutta una serie di servizi in via automatica o semi automatica
Tu non sei Superman e dedicare la tua salute a questo lavoro non salverà proprio nessuno
Ed anche quello comunque quando ha finito il turno stimbra e va a casa, perché far stare in piedi un sistema non è responsabilità del singolo professionista.
Gente, lo sappiamo benissimo che è vero, ma stare a uno sportello col pubblico è un bel problema.
L’utenza queste cose non le accetta ed è inutile che ci raccontiamo favole, io grazie a dio sono sempre stato risparmiato dal contatto col pubblico ma ne ho sentite di robe che voi umani…
Diventi il parafulmine dei problemi dell’azienda. Alla gente gli fotte sega, per loro il problema lo devi risolvere tu, adesso e indipendentemente da quante ore hai fatto o farai nella giornata.
Quel problema non verrà risolto, il burnout è l’ovvia conseguenza. O lavori come un matto e ti esaurisci o diventi insensibile alla gente, e non so quale sia la cosa peggiore. Sembra facile ma in pratica devi perdere qualsiasi forma di umanità.
Si sto facendo fatica farmi capire.
Se dico all utente spiace siamo sotto organico, anche se è vero, l utente di incazza giustamente perché ha la 104 la nonna oncologica il lavoro che sta saltando e così via.
Sul serio credete sia facile fare finta di nulla e mettere un muro?
Io non son capace..so che i medici ce la fanno ma io non sono andato a fare medicina proprio perché sono fortemente empatico e anche se mi piaceva l idea di aiutare le persone ero atterrito dall’ idea di vedere la sofferenza da vicino e sentirmi impotente.