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Old 17th June 2018, 13:40   #1
TheMuse
Alucard[db]
 
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Join Date: Jul 2005
Location: Padova/Köln/Sheffield
Posts: 808
Lavoro home based da Italia con ditta sede estera

Chiedo anche qua visto che ci sono molte persone nel settore IT e penso ci sia qualcuno nella mia stessa situazione.


In breve una ditta estera vorrebbe offrirmi un lavoro home based in Italia. Questa ditta ha una sede in UK e una in Olanda ma non ha nessuna sede in Italia.


Vorrei fare un periodo di run in di un anno in UK per poi stabilirmi in Italia e lavorare da remoto in Italia.


Ho provato a googlare un po e da quel che ho capito devo essere a posto con il fisco e con la previdenza.


i) Per il fisco la questione sembra semplice e cioè si paga la differenza delle imposte in UK meno quelle in Italia (ad esempio se in UK devo pagare 80 euro e in Italia dovrei pagare 100 euro il datore di lavoro versa gli 80 euro in UK e io pagherò all'italia i 20 euro di differenza)


ii) Per la previdenza la storia è un po più arzigogolata. Da quello che ho capito dovrei nominare un "rappresentante previdenziale" in Italia (e.g. commercialista) e questa persona si fa dare dalla ditta estera la % della pensione e poi fa tutte le pratiche burocratiche per l'italia. Se non ho capito male la quota previdenziale è all'incirca il 24% in totale di cui 1/3 lo paga il dipendente e 2/3 l'azienda.



In sintesi da quello che ho capito mi serve un commercialista per mettermi a posto la situazione.


- Per caso qualcuno ha avuto esperienze simili o dritte da consigliare?
- Come fare per la previdenza? So gà che nel contratto UK viene dato un totale del 5%. Se venissi in italia, è possibile pagare un aliquota minore? Altrimenti come backup è possibile che io versi il rimanente? (su un totale del 24% se il datore di lavoro versa il 5% io verso il 19%)
- ci sono altre tasse da tenere in considerazione?
- partita IVA è una soluzione o è meglio evitare?


gracias!
TheMuse is offline   Reply With Quote
Old 17th June 2018, 19:16   #2
darthrevan
:v
 
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Join Date: Dec 2007
Posts: 15,659
buco per interesse
darthrevan is offline   Reply With Quote
Old 30th August 2018, 18:50   #3
mtt
ciao
 
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Join Date: Feb 2010
Location: London
Posts: 10,573
Ti stai complicando la vita secondo me

Se ho capito bene vuoi fare 1 anno in Inghilterra, quindi ti iscrivi all'AIRE, stai 1 anno in Inghilterra, paghi le tasse li e stop.

Iscrizione all'AIRE comporta che diventi residente all'estero quindi non devi pagare nessuna tassa in Italia ma le paghi solo nel paese di residenza, e in aggiunta perdi il medico di famiglia, ma hai pur sempre accesso alle cure in caso ti trovi in Italia e c'e' un emergenza puoi andare al pronto soccorso ovviamente.

Passato 1 anno che sei stato in Inghilterra sposti di nuovo la residenza in Italia, a quel punto l'azienda ti assume molto probabilmente a partita IVA e smetti di pagare qualsiasi tassa in UK e le devi pagare solo in Italia.

E' la cosa piu' semplice e conveniente da fare.

Sul discorso tasse UK anche qui e' molto semplice, se sei assunto dall'azienda le tasse ti vengono detratte dallo stipendio e c'e' un calcolatore preciso che puoi trovare qui
https://www.thesalarycalculator.co.uk/salary.php

Inserisci il lordo annuale (che e' sempre quello di cui si parla qui in UK, mai di netto) e ti dice quanto prendi poi ogni mese di netto.

Fine
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mtt is offline   Reply With Quote
Old 30th August 2018, 18:52   #4
mtt
ciao
 
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Join Date: Feb 2010
Location: London
Posts: 10,573
Aggiungo: da un punto di vista di pensione, non so come funziona anche xke qui in UK tutti hanno pensioni private.

Da quel che ricordo una parte dei contributi per la pensione che hai versato qui in UK verra' poi data all'Italia, sulla base degli accordi tra paesi, ma e' sicuramente in % minore di quella che avresti dato in Italia perche' qui la pensione pubblica funziona diversamente.
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mtt is offline   Reply With Quote
Old 30th August 2018, 19:47   #5
SkyLinx
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Join Date: Nov 2017
Location: Espoo, Finland
Posts: 435
Sono d'accordo con mtt. Se vai in UK allora apriti una LTD li' cosi' lavori come consultant/contractor (ti conviene molto piu' che come employee!) e registrati come residente li'. La corporate tax e' piu' bassa in UK che in Italia, da quanto ne so. In generale e' conveniente avere una LTD in UK. Sono stato in UK fino al 2012 e lavoravo per qualche anno come consultant. Davvero ti conviene avere una LTD. Conviene anche all'azienda, ma devi stare attento perche' se hai un solo cliente, ed emetti una sola fattura al mese con sempre lo stesso importo, allora c'e' il rischio che la cosa venga considerata come "masked/disguised employment" da HMRC e dunque potresti avere da pagare multe salate.

Ma se rimani soltanto un anno, e fai contratti brevi (2-3 mesi per volta) e' mooooolto improbabile che ti controllino e come dicevo potresti mettere da parte un bel gruzzoletto in confronto ad essere employee.

Tieni presente pero' due cose:

1. se vai in UK, c'e' la possibilita' che tu cambi idea a proposito di tornartene in Italia... in questo caso se rimani piu' a lungo allora ti conviene farti assumere per evitare problemi.
2. Brexit ha cambiato e sta cambiando molte cose. Ho degli amici che se ne sono appena tornati qui in Finlandia per questo.

Per quanto riguarda la pensione, tieni presente che la state pension in UK e' uno scherzo, quindi come diceva mtt dovresti considerare una pensione privata. Ma assolutamente conservati tutto! National Insurance Number, P45, P60, payslips e qualunque altra prova che hai lavorato in UK, altrimenti quando in futuro farai domanda per la pensione per il periodo che hai lavorato in UK avrai soltanto problemi.
SkyLinx is offline   Reply With Quote
Old 1st September 2018, 14:38   #6
mtt
ciao
 
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Join Date: Feb 2010
Location: London
Posts: 10,573
Che avere una LTD sia necessariamente meglio non e' assolutamente vero.

Una LTD comporta innanzitutto dei costi di gestione e burocrazia, tanta o poca a seconda se paghi un acccountant che ti fa tutto o solo il minimo necesario.

Essere contractor nel 90% delle aziende vuol dire non essere un "employee" parte dell'azienda quindi nessun benefit tipo pensione, assicurazione sanitaria, loan seasonal ticket, e tanti altri benefit.

Dall'altro lato si, essere contractor in genere remunera di piu', anche per un discorso di come "porti fuori i soldi" dall'azienda e di come puoi dedurre moltissime spese ma bisogna fare due conti sulla bilancia e capire se sei solo ed esclusivamente interessato ai soldi o se quei benefit hanno un valore per te.

Una buona contribuzione alla pensione da parte del lavoratore e l'assicurazione sanitaria privata per me sono buoni benefit da avere che se dovessi fare da solo oltre alla burocrazia e al tempo dovrei spendere almeno 500 al mese.

Quindi alla fine bisogna fare un attimo una valutazione.

Attenzione che nell'ultimo anno stanno dando un "giro di vite" ai contractor e le tasse si sono alzate o si stanno alzando.
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mtt is offline   Reply With Quote
Old 1st September 2018, 18:44   #7
SkyLinx
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Join Date: Nov 2017
Location: Espoo, Finland
Posts: 435
"Meglio" puramente in senso economico, visto i daily rate per un contractor/consultant. Io mi sono fatto un bel gruzzoletto negli anni in cui ho lavorato come contractor e ovviamente potevo permettermi una bella pensione privata e tutto il resto.
SkyLinx is offline   Reply With Quote
Old 7th September 2018, 15:38   #8
Cyric
Registered User
 
Join Date: Jun 2001
Posts: 532
Io sono passato da una situazione simile, ero in UK, mi hanno offerto un lavoro da remoto.
Ho fatto un 6 mesi in UK come contractor (sole-trader). Mi sono trasferito in italia il 1 gennaio (nuovo anno fiscale in italia) e aperto p.iva.
Sinceramente non sono sicuro di aver fatto tutto giusto (spero), cmq per quei 6 mesi da sole-trader ho trovato un commercialista in uk abb. economico (tipo 500£), e qui in italia sono partito con commercialista italiano.
In questo modo le due cose sono rimaste indipendenti uno dall'altra. Non ho trovato nessuno che avesse chiare le idee su cosa fare, salvo pagare agenzie di commercialisti specializzati in questi casi (ma i costi salivano esageratamente).

Alla proposta di tenermi come dipendente in italia, la società inglese con cui ho lavorato mi ha detto che era troppo sbattimento

Per la pensione non ho idea di cosa succederà agli anni lavorati li, ne ai contributi versati.. tecnicamente con i paesi UE si puo sfruttare la totalizzazione, cioe gli anni (non i contributi) lavorati lì dovrebbero essere considerati in italia. Ma con la brexit alle porte, la situazione è fumosa. L'inps l'unica risposta, non molto attendibile, che mi ha dato è stata "UK è fuori dalla UE quindi ciccia ", questo tipo 6 mesi dopo il referendum
Cyric is offline   Reply With Quote
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